Quanto successo a un uomo di Buffalo è forse una delle principali preoccupazioni che viene in mente a chi è intenzionato ad aprire verso l’esterno la propria rete wireless, invogliato dagli inviti che si fanno in merito in nome di Internet libero.
Ma torniamo all’accaduto: lo scorso 7 marzo alle 6:20 del mattino il nostro uomo si ritrova sette energumeni alla porta che gli puntano la pistola contro chiamandolo pedofilo, maniaco e possiamo immaginare quant’altro. Pur dichiarando sin dall’inizio la propria innocenza, la persona di cui non sono state rivelate le generalità ha dovuto consegnare tutti i propri dispositivi elettronici, inclusi iPad e iPhone suoi e della moglie (che immaginiamo non avrà preso bene la notizia).
Ma le indagini e le perquisizioni hanno portato a un nulla di fatto, per cui gli agenti hanno dovuto fare un passo indietro tornando sul sito web dove avevano pizzicato il pedofilo risalendo poi al suo indirizzo IP grazie al suo provider: appurato che l’indirizzo preso come riferimento era quello della rete WiFi dell’uomo innocente, hanno continuato a raccoglierne altri finché non hanno raggiunto il vero colpevole, un 25enne ovviamente residente nelle vicinanze del primo uomo.
Insomma, almeno per quanto mi riguarda checché se ne dica è sempre meglio proteggere la propria rete wireless, lasciando che alla rete libera ci pensino altri. Voi che ne dite?
Via | Geek.com
go
27 apr 2011 - 09:27 - #1Io la mia rete wireless la tengo protetta e nascosta!! All’inizio la tenevo libera ma si attaccava tutto il condominio e la connessione era così lenta che non riuscivo a fare niente. E non vi dico le robe che scaricavano…
Cristian0
27 apr 2011 - 10:39 - #2beh, certo che se tutti la pensassero come voi, l’egoismo regnerebbe e nessuno userebbe più internet…
squiddy
27 apr 2011 - 10:51 - #3le reti private non posssono essere lasciate aperte , le persone non sono abbastanza civilizzate per farne un uso comune senza esagerare. le uniche reti pubbliche dovrebbero essere quelle all interno dei comuni (strade uffici bbiblioteche) ma con previa registrazione per accedere gratuitamente al servizio.
squiddy
27 apr 2011 - 10:55 - #4non si tratta di egoismo ma di buon senso dai.. io attualmente condivido la rete wireless con una famiglia al piano di sopra ma è cmq protetta chi viene a casa mia ha la mia password la do senza problemi ma sempre a chi so che non farebbe ca.g.ate del genere. ci dovrebbe essere una copertura offerta dallo stato (come avviene in molti stati nordeuropei) con una registrazione per accedere al servizio ovunque, le reti private in un paese come il nostro di furbetti sono solo abusate da scroc.coni.
squiddy
27 apr 2011 - 10:59 - #5conosco diversi locali che offrono il servizio wireless gratuito basta inserire il nome del locale e vi accedi ma cmq un minimo di protezione va tenuta siamo un popolo di maleducati purtroppo.
florianoo
27 apr 2011 - 11:00 - #6è più bello lasciarla aperta e sniffare tutti i contenuti in chiaro ;)
stramaxxa
27 apr 2011 - 11:20 - #7#florianoo
Complimenti: clap clap clap
Si sta appunto dicendo che la mamma dei deficienti è sempre incinta e arrivi tu a confermare la cosa!!
Per lavoro ho accesso a grosse base dati, a pc di dipendenti e titolari, ma ho imparato a “non vedere” ciò che trovo.
Mi ricordi un cogli@@e che ha un negozio di computer e fa assistenza ai suoi clienti: quando trova qualcosa di interessante se lo copia e si vanta pure.
Al pari di un infermiere che palpa una paziente sotto anestesia: “tanto non mi sgammano” …. che mentalità di mer@a
apicio
27 apr 2011 - 12:48 - #8Io la proteggo solo con MacAddress dite che basta?
lupo giallo
27 apr 2011 - 13:09 - #9E’ vero, purtroppo in Italia ci son troppi incivili. Spesso accusiamo i politici di tutti i nostri mali…ma, come diceva non mi ricordo più chi, la classe politica non è altro che lo specchio del paese…
Mosfet
27 apr 2011 - 16:09 - #10@apicio:
Assolutamente no, non basta.
SmoQ
27 apr 2011 - 19:36 - #11E ricordate di cambiare la pass di default, sicuramente delle reti Alice e Fastweb e dei router thompson.
lucusta
27 apr 2011 - 23:54 - #12…ricordate di usare WPA-AES, tutti gli altri sistemi di protezione cadono in minuti, questo puo’ durare settimane (decine di anni se a 256bit), ma non va’ mai scordata la regola di cambiare spesso la chiave di accesso (e pass dell’adimin).
esistono sistemi piu’ sicuri per l’identificazione corretta di un client, quali il port knocking su diverse porte in sequenza; in questo modo il vosto server rispondera’ esclusivamente ai client che avranno bussato alle giuste porte nella giusta sequenza…
a quanto ricordo si poteva fare anche su dei router con firmware modificati.
eppoi c’e’ sempre fonera…
fingam
28 apr 2011 - 08:46 - #13Scusate la domanda forse banale, ma se qualcuno si collega con lo smartphone alla mia rete wireless aperta e manda in giro email da un indirizzo anonimo, è possibile risalire a lui o si risale solo fino a me?
Mosfet
02 mag 2011 - 14:36 - #14diciamo che prima vengono a bussare da te. Se il tizio si è divertito parecchio vengono all’alba, ti portano via tutto il materiale elettronico compreso i vecchi floppy da 5 e 1/4 e gli hdd rotti. e di solito non puliscono il water.
Dopo che Studio Aperto avra’ fatto un servizio su di te dipingendoti come un mostro, scopriranno che hai peccato solo di leggerezza, comunicandolo con due righe striminzite infilate tra le pagine sportive che trattano il non-calcio e gli annunci mortuari del giornale locale
Mosfet
02 mag 2011 - 14:44 - #15scherzi a parte, dovrebbero poter risalire poi allo smartphone usato, dopo un bel po’ di controlli incrociati sui log. Resta il fatto che rimani spiacevolmente coinvolto, è l’equivalente di dormire di notte con la porta di casa aperta.