SETI@home, il software per il calcolo distribuito, ha cessato di funzionare. Passato a BOINC nel 2005 il client per aiutare il Search for Extra-Terrestrial Intelligence (SETI) Institute non riceverà più alcuna unità di lavoro per collaborare alla ricerca degli alieni. L’istituto non avrà più finanziamenti per continuare il progetto.
Il governo statunitense ha tagliato i fondi a SETI Institute e University of California - Berkeley, l’ente deputato alla realizzazione del software di SETI@home, bloccando l’attività dell’Allen Telescope Array (ATA) e sospendendo a tempo indeterminato le attività di ricerca degli alieni. Ma non tutte le attività saranno interrotte.
Il SETI Institute non è destinato a chiudere e altre applicazioni, come setiQuest Explorer, continuano a funzionare regolarmente. Il progetto di ricerca alle spalle del software ha un costo di $1.5 milioni all’anno: l’unica speranza sembra essere nelle donazioni dei privati. SETI@home è stato anche un “prototipo” di social network.
Via | The Huffington Post
avatarr
27 apr 2011 - 10:40 - #1allora adesso si faranno vivi loro! :D
Geruop
27 apr 2011 - 11:04 - #2Ma per forza… è una ricerca troppo difficile, si perdono un sacco di soldi e tempo.
E c’è sempre il rischio di cercare il nulla :)
onijin
27 apr 2011 - 12:09 - #3Davvero un peccato però! che i privati smettessero di pagare i calciatori e investissero su esperimenti intelligenti!
Franchino Franchetto
27 apr 2011 - 12:31 - #4Meno male, invece, che ora ci sono soldi in più da dare a terremotati e persone bisognose in generale.
Claus2
27 apr 2011 - 14:35 - #5Semplicemente, i tempi sono cambiati, è questo che spiega la vera ragione di tutto.
Non a caso il massimo della fama il programma Seti lo ha raggiunto tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio del primo decennio del 21° secolo. Era interessante, quasi entusiasmante che chiunque poteva scaricare sul proprio computer piccoli pacchetti di dati di cosiddetti “rumori di fondo” spaziale ed aiutare nell’analisi, un piccolo contributo in nome di un’utopia forse impossibile.
Basta pensare al presupposto di tutto, ovvero che il programma elaborato sia in grado di riconoscere per davvero qualcosa, quando è sufficiente che la presunta civiltà aliena utilizzi un metodo di trasmissione a noi sconosciuto per rendere inutile qualsiasi sforzo.
Ora vi sono mille problemi che solo 10 anni fa erano inconcepibili:
- un ritorno alle guerre con motivazioni religiose (almeno per una parte), concetto medioevale praticamente dimenticato;
- crisi economiche in successione;
- problema dello sviluppo energetico persino più difficile del previsto;
… E così via. E’ ovvio che ora non vi è interesse o tempo per lo Spazio, sia solo l’analisi di dati registrati passivamente o un nuovo slancio esplorativo con veri equipaggi. Un vero peccato.
paolo192
27 apr 2011 - 16:58 - #6Un milione e mezzo di dollari all’anno corrisponde al costo di un paio di missili Cruise (forse anche meno).
Ecco l’intelligenza e la lungimiranza umana a cosa portano.
fox82i
28 apr 2011 - 17:43 - #7Ho “donato” ben 4 server per il SETI.
Ho attivato il programma SETI nel lontanto 2005 e per 24/24 ore su 7/7 ho lasciato che tutti i processori di queste 4 macchine elaborassero i dati.
Ero entusiasta di tutto questo perchè anch’io volevo scoprire qualche cosa!
Va beh progetto morto!
Cosa buona che ha portato il seti è il calcolo distribuito: grazio a loro tutti ora possono usufruire di questa idea con ovvi vantaggi.
Grazie SETI e grazie ragazzi del University of California - Berkeley
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25 apr 2012 - 12:53 - #8Ahh what a brilliant post, thanks a lot for the information and it was a great read.
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10 mag 2012 - 10:36 - #9Really great post, thanks so much for sharing it!
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10 mag 2012 - 16:45 - #10Basta pensare al presupposto di tutto, ovvero che il programma elaborato sia in grado di riconoscere per davvero qualcosa, quando è sufficiente che la presunta civiltà aliena utilizzi un metodo di trasmissione a noi sconosciuto per rendere inutile qualsiasi sforzo.