Il Grande Fratello ci controlla: Apple, Cloud Drive, Dropbox, Google

Big BrotherApple si sarebbe aggiunta all'elenco delle aziende che “collezionano” i dati degli utenti: una funzionalità (o forse addirittura un bug) di iOS permette ai dispositivi di mantenere per sempre la cronologia degli spostamenti dell'utente. Anche qualora la funzione fosse espressamente disabilitata e Android di Google farebbe lo stesso.

Google è un «sorvegliato speciale», soprattutto in Europa, proprio per la raccolta (casuale, sostiene l'azienda) dei dati relativi alle reti WiFi con Street View. Nell'ultimo periodo si sono sviluppate delle polemiche relative ai termini di servizio per Cloud Drive di Amazon sul Digital Rights Management (DRM) e persino su Dropbox.

Quanto sono legittime le preoccupazioni dei consumatori e quanto, invece, è dovuto a un'informazione parziale? L'unica certezza sull'argomento è la profezia di Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook, per il quale «la privacy è morta». Ammesso (e non concesso) che sia mai esistita, a prescindere dal web: le autorità si mobilitano.

Una risposta efficace, per quanto possa sembrare ridicolo, l'ha offerta un'anziana signora intervistata nell'ambito del contestato servizio di Report sui social network. Al microfono di Stefania Rimini questa ha paragonato Facebook alla piazza del proprio paese: sarebbe soltanto un modo più semplice per farsi gli affari degli altri.

Ha senso “inveire” contro Apple e Google per il tracciamento degli smartphone via WiFi e GPS, quando per utilizzare un comune cellulare si è identificabili dalle celle dei ripetitori del GSM? È un po' come per il tradizionale servizio postale: per usufruirne, si è chiamati a firmarne il contratto sul trattamento dei dati personali.

Finché si tratta di ricevere pubblicità in base ai propri interessi, tutt'al più si può parlare di uno SPAM molto sofisticato. Il problema reale subentra quando a sapere tutto di noi sono banche, assicurazioni, ecc.: un'ipotesi per nulla remota, come dimostra l'operazione di Goldman Sachs per acquisire Facebook, una volta in borsa.

Via | ZDNet

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