Perchè non pubblicare le foto dei figli online

kidLo confesso, la maggior parte dei miei amici pubblica online, soprattutto su Facebook, foto o video con i propri figli, fidanzate o mogli. Oggi leggevo un articolo su Salon, e non ho potuto far altro che dar ragione all'autrice, Marie Elizabeth Williams. Perchè anch'io, come lei, non pubblico online le foto dei miei cari e, ancora più di lei, non li menziono mai.

Certo, nel caso della Williams ci sono alcune condizioni particolari. Se in Italia i troll si limitano ad infastidire, negli Stati Uniti arrivano a minacciare di rapimento o di morte. E' un caso limite, ma che può far riflettere. Se nel caso di Facebook una persona può selezionare i "veri" amici, pubblicando un video su Youtube non si ha la certezza di chi e quante persone lo visualizzeranno. E' più o meno il solito discorso: lascereste aperta la porta di casa vostra, in modo che chiunque possa curiosare?

Fin qui tutto chiaro, ma è il pensiero rivolto al futuro che si fa interessante. Abbiamo sperimentato da poco cosa voglia significare avere una "presenza online" o una "identità online". Siamo sicuri che quando saranno abbastanza grandi per comprendere, saranno contenti della foto pubblicata, magari con un dito nel naso, che faceva ridere amici e parenti? E se una delle tante immagini o video pubblicati, potesse avere conseguenze nel loro futuro? Parliamo di qualsiasi cosa, dai vestitini, al colore dei capelli oppure a piccole balbuzie. Cosa pensereste se i vostri genitori caricassero oggi, una vostra foto "scomoda"? Probabilmente ve la prendereste a male. Il nocciolo è anche anche i bimbi hanno diritto alla propria privacy, anche se hanno 5 o 6 anni.

Allo stesso modo, è importante educare fin da subito alla privacy per far capire che non tutto può andare in rete. Lo sappiamo: non tutte le immagini o i video hanno lo stesso peso. Come scrive la Williams, tutto ciò che carichiamo o scriviamo in rete, appartiene alla rete. E se qualcuno vuole trovarlo, cambiarlo o commentarlo, mamma o papà non possono intervenire. Basta fare mente locale e pensare ai vari meme circolati negli ultimi anni per capire il rischio che si corre, spesso inconsapevolmente. Spesso mi trovo stupito dal materiale che vedo nei social network. Mi chiedo se le persone siano coscienti su quanto hanno caricato, probabilmente no.

Nella mia esperienza personale, è stato comunque difficile far rimanere fuori dal "giro" delle foto i miei cari. E' sempre possibile che durante un evento pubblico legato alla scuola o allo sport, ci sia qualcuno che riprende, scatta foto e carica tutto quanto. Ma questo credo sia un altro discorso, perchè partecipare ad una festa pubblica o ad una partita equivale uscire di casa, farsi vedere dai vicini o dagli amici. Anche la nostra legge sulla privacy distingue le occasioni pubbliche rispetto alla sfera privata.

Concludendo, non forse è il caso di diventare talebani della privacy. Salvaguardare però quella dei propri piccoli, è un pensiero che deve far riflettere prima di cliccare su "upload".

Foto | Flickr

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