Internet, la cultura del plagio e l'auto immunità della rete

creative commonsCome Internet abbia creato una cultura basata sul plagio, e perchè questo è positivo. Il segreto per copiare e farsi copiare senza sprofondare. Sono queste le basi di partenza di un interessante articolo di Hilten Shah CEO e coofondatore di Kissmetrics, dove le prove fornite come evidenze sono inappellabili.

Si parte da lontano, dal Settembre 1993: nasce la prima vera "killer application": Mosaic. L'idea viene presa e portata su Netscape, Microsoft ci mette le mani e nasce Internet Explorer. Dieci anni dopo Netscape è bello che defunto, mentre Internet Explorer la fa da padrone. Oggi IE combatte contro Firefox, Chrome e Safari, senza dimenticare Opera.

Com'è possibile che Netscape sia precipitato, e nello stesso tempo un gruppo di volontari riescano a mettere sotto pressione Microsoft? Il nocciolo è che alcune idee non possono essere brevettare: ci sarà sempre qualcuno che le copierà, cercando di trarne vantaggi economici. E' più o meno quanto accaduto con Google come motore di ricerca o come servizio webmail, e con molti altri prodotti informatici o web. Quindi? La facilità di scambio di informazioni e di idee è la base di internet, perciò come dice il titolo dell'articolo "Se vale la pena farlo, vale la pena rubarlo".

Se i singoli casi presi singolarmente sono inattaccabili, c'è qualcosa che non torna nel ragionamento di Hilten Shah. Prima considerazione: non è internet che ha creato una "cultura del plagio", è il mondo che è sempre andato in questa direzione. Facciamo qualche esempio facile: non sappiamo chi abbia inventato la prima forma di imbarcazione, ma l'idea è stata migliorata portando una zattera a diventare una portacontainer. Oppure, in tempi più moderni, possiamo dire che il motore a combustione interna che usiamo oggi è il frutto di una serie costante di miglioramenti (chi di voi sa che i primi brevetti in merito furono degli italiani Eugenio Barsanti e a Felice Matteucci nel 1853?). Possiamo in questi due macro casi parlare di plagio? Chiunque risponderebbe di no. E allora perchè riferirsi al plagio parlando di browser o webmail?

Andiamo avanti con il discorso. Sul perchè Netscape e tante altre aziende informatiche siano saltate, è argomento che ha riempito pagine di giornali e di libri. Spesso si è trattato di mosse finanziarie, economiche e di marketing da suicidio. Questo a prescindere dall'idea e dal prodotto venduto. In questi casi, dobbiamo ammetterlo, Bill Gates dimostrò una lungimiranza da capitano d'alto bordo. A metà degli anni '80 Word non era necessariamente migliore di WordStar o WordPerfect, eppure Microsoft ebbe la capacità di imporsi commercialmente. Qui il fatto di aver "plagiato" l'idea dell'elaboratore di testi, come si diceva all'epoca, c'entra poco.
Tornando a Netscape, il comportamento di Marc Andressen era già in discussione nel 1998, questioni che non riguardavano assolutamente plagi o idee.

Ammesso e non concesso che la questione del plagio così come la pone Kissmetrics sia valida, è valido il metodo di lavoro della "copia"? Pare di no, o almeno sembra che internet si sia dotata di una sorta di antidoto anticopia. Lo abbiamo visto negli scorsi anni così come nelle scorse settimane ed anche ieri con la chiusura Yahoo Buzz.

Twitter è nato nel 2006, ma qualcuno di voi si ricorda dei vari cloni che dovevano fargli concorrenza? Pownce ha chiuso, Jaiku sembrava destinato a fare sfracelli quando venne comprato da Google, Plurk prometteva una nuova vita grazie ad un'interfaccia diversa. E invece? Twitter è rimasto incontrastato, migliorandosi di continuo. Si è parlato di acquisizioni di aziende che fornivano servizi per Twitter, ma questo grazie anche al fatto che Twitter si era aperta all'esterno rendendo disponibili le proprie API. Si tratta in fondo della stessa strada aperta a suo tempo da Firefox. Aprire le porte a terzi, in modo che le idee altrui possano contribuire al miglioramento del proprio prodotto. E questo, mi pare di poter dire, è tutt'altra cosa rispetto alla "cultura del plagio".

Concludendo, credo sia troppo semplice attribuire ad Internet tutto il male del mondo così come, allo stesso modo, la rete non è da esaltare sempre ed a tutti i costi. Avere sempre il quadro totale degli accadimenti è importante così come riuscire a capirne i dettagli.

Foto | ClaudioRuiz

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