
I più attenti nella lettura, ricorderanno sicuramente la faccia del signore qui sopra: si tratta di Tim Berners-Lee, padre del Web che durante un proprio discorso tenuto al MIT ha dichiarato le seguenti parole, che hanno sollevato (o forse sarebbe il caso di dire ri-sollevato) un acceso dibattito che con il sondaggio del lunedì intendiamo far continuare anche qui su Downloadblog. Ecco le parole di Berners-Lee:
“L’accesso al Web è ora un diritto umano. È possibile vivere senza il Web. Non è possibile vivere senza acqua. Ma se hai l’acqua, allora la differenza tra qualcuno che è connesso al Web ed è parte della società dell’informazione, e qualcuno che non è connesso cresce sempre di più.”
La domanda sorge quindi lubranamente spontanea: credete che l’accesso alla rete possa essere davvero ritenuta un diritto dell’uomo? E in tal caso, come lo ponete rispetto ad altri diritti ritenuti primari?
go
18 apr 2011 - 12:56 - #1Io ho votato no. Non vedo proprio perchè dovrebbe essere è un diritto, per me è un servizio come lo è ad esempio il telefono, e non mi sembra che il telefono sia un diritto.
kristianopedia
18 apr 2011 - 16:56 - #2la rete diventa un diritto dal momento che ci vogliono far pagare tutti i diritti:ha scelto l’acqua come esempio ed è li che casca l’asino;Nel mondo ci sono persone che muoiono di sete solo perchè non possono pagarla, alla faccia del diritto.Il web,pur con le sue storture ci fa sapere,ci fa conoscere e ci fa decidere di conseguenza non deve cadere nelle mani dei Pochi che Governano il Mondo.Si il web deve diventare un diritto,proprio come ha spiegato Tim Berners-Lee.
Antoooo
18 apr 2011 - 17:18 - #3sinceramente tornerei volentieri agli anni 80 e mollerei computer,telefonini e tanto altro.
pof
18 apr 2011 - 20:23 - #4Infatti il telefono (quello fisso) è proprio un diritto, infatti entra a far parte dei servizi universali (come la posta) il cui accesso viene garantito dallo stato a tutti i cittadini. Badate bene, viene garantito l’accesso, non l’USO. Se usi il servizio devi pagare, ma lo stato garantisce che i prezzi siano umani che sia accessibile in ogni parte d’italia. Per esempio le società telefoniche sono costrette a coprire tutte le abitazioni (a parte quelle in situazioni particolarmente disagiate, tipo rifugi di montagna sperduti) e in cambio lo stato da dei contributi.
Allo stesso modo Le poste italiane (società privatizzata) non copre con il servizio postale solo le grandi città, dove avrebbe un ritorno economico, ma anche i paesini più sperduti e le isole, dove opera in perdita, proprio perché costretta da una legge dello stato (che paga per garantire il servizio ai cittadini).
I penso che allo stesso modo l’accesso a internet debba essere garantito su tutto il territorio nazionale.