
Il successo di WikiLeaks, quanto a popolarità, ha stimolato la nascita di numerosi cloni della formula del portale di Julian Assange. PornWikiLeaks, benché possa sorprendere, è quello più riuscito in termini di impatto sociale per le rivelazioni pubblicate: creato da Donny Long, un porno-attore statunitense, fa “tremare” l’ambiente.
Long ha le idee molto chiare su quale sia il problema dell’industria pornografica internazionale: non soltanto i siti che offrono contenuti gratuiti, è soprattutto «la mafia gay» ad aver ucciso la pornografia. In questo senso, Long si professa l’ultimo degli eterosessuali: la sua è una vera e propria “missione”, quasi una crociata.
Prescindendo dai deliri del suo creatore (Long, in seguito, ha smentito d’esserne l’autore), PornWikiLeaks ha una funzione “sociale” di sicuro interesse. Non è tanto la rivelazione dell’identità dei porno-attori, quanto l’intento di pubblicare le malattie veneree che hanno contratto a essere importante: potrebbe salvare delle vite.
Via | CNET News
luca4634
03 apr 2011 - 11:36 - #1“che altro possono rivelare che il mondo non possa già vedere in dettaglio nei loro film? :)”
tipo che molti attori come rocco siffredi e ian scott hanno fatto una fallo plastica altrimenti non sarebbero assolutamente dove sono?
nico-lab
03 apr 2011 - 11:53 - #2PornWikiLeaks è la conferma della veridicità della REGOLA 34 di internet :)
romfladef
03 apr 2011 - 11:55 - #3Eheheh… non perché sia un esperto, ma alcuni POV non rivelano l’identità degli attori e nei titoli sono inseriti con degli pseudonimi: poi c’è tutta la questione dei finti-amatoriali. Ad ogni modo, l’aspetto più importante continuo a pensare sia quello dei Sexually Transmitted Disease (STD): molti lavorano anche dopo aver contratto l’HIV sfruttando analisi contraffatte ed è un rischio per chi, moralmente accettabile o meno che sia, deve averci a che fare. Non ci sono anti-concezionali e altre forme di prevenzione (diverse dalla pillola, per le donne) sul set: fermare il contagio sarebbe «cosa buona e giusta». Un settore a rischio.
Fabiooo
04 apr 2011 - 08:50 - #4#4 : si dovrebbero usare di più i condom, ma i film perderebbero “interesse”.
E’ un pò come le corse… se li fai andare piano perdono interesse, veloce rischiano.
Ma è così, nessuno li obbliga.
wolf wolf
04 apr 2011 - 14:50 - #5Scusate, scustae…. ma non sono d’accordo
1° Cosa intendete con Rocco Siffredi ha fatto un fallo di plastica….
E’ un mito…. i film che ho visto di Roco… non usa falli di plastica.
Fose avrà prodotto un fallo di plastica che riprende le sue misure e avrà fatto un sacco di soldi.
Ma non usa falli di plastica…. Altrimenti gli effetti speciali dei film porno sono meglio di Avatar.
2° Non cominciamo a fare i quelli che il condom lo metterebbero anche sulle posate della mensa aziendale.
Quando fai un film porno… DEVI AVERE L’ASSOLUTA CERTEZZA CHE CHI TI STA DI FRONTE NON HA MALATTIE E CHE DI TUTTO QUELLO CHE FARAI GIUSTO O SBAGLIATO CHE SIA QUANDO SI INTERROMPONO LE RIPRESE NON TI CREERA’ PROBLEMI.
Non cominciamo con le regole del profilattico ecc. ecc.
Un film porno è un film porno.
PUNTO E BASTA!
volf
05 apr 2011 - 20:10 - #6Eheheheheh….caro Wolf….ti stupiresti di cosa riesce a fare la chirurgia plastica. Quello intendevano nei post precendenti … chirurgia plastica al naso=rinoplastica …. chirurgia plastica alle plapebre= blefaroplastica ….. chirurgia al “naso”=falloplastica
Capitan nemo
06 apr 2011 - 12:45 - #7fantastico, tutto il mondo, giustamente, parla di questo tizio come di un matto che ha rivelato al mondo tutti i dati privati (ci sono indirizzi, foto della casa…) di gente che ha tutto il diritto del mondo di non far sapere che a 20 anni hanno fatto un porno e voi lo avete quasi trasformato in un eroe.
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