Presente e futuro delle reti domestiche, riguardo al cloud computing

Cloud Computing - Kitchen Sink

Il cloud computing ricorre sempre più spesso nelle discussioni sulle infrastrutture di rete, non soltanto per elaborate tecnologie aziendali. Documenti ipertestuali, contenuti multimediali, backup, ecc. si spostano dagli hard disk a internet: prescindendo dai rischi sulla sicurezza, le reti domestiche sono pronte per la transizione?

È la domanda di Om Malik, il giornalista che ha fondato GigaOM: se il passaggio dallo storage offline a quello online è una certezza, non è così semplice assicurarsi d'avere gli strumenti giusti a propria disposizione. I protocolli per connettere in rete vari dispositivi non sono sempre compatibili fra loro e subito pronti all'uso.

Con un po' di pazienza e capacità si possono tranquillamente abilitare le funzioni internet di computer, smartphone, console, TV, ecc.: il problema è rendere omogenea la comunicazione e soprattutto accessibile a chi non avesse le competenze per superare gli ostacoli, posti dalla scelta di protocolli diversi da parte dei produttori.

Ad oggi, parlando di wireless, le tecnologie più quotate sono WiFi Direct e AirPlay. La prima è una soluzione del consorzio che stabilisce gli standard dell'omonimo segnale, la seconda è specifica dei dispositivi Apple. In genere, un'ampia diffusione è quella di Digital Living Network Alliance (DLNA) su Universal Plug'n'Play (UPnP).

Il problema è sempre quello di rendere la comunicazione tra i dispositivi il più semplice possibile. Non è automatico, infatti, scartare un device e accenderlo perché sia connesso alla rete domestica: la sfida è arrivare a questo livello di semplicità. Una risposta efficace potrebbe essere imminente dall'Open Networking Foundation.

Quest'ultima è una fondazione cui hanno aderito numerosi produttori di hardware e sviluppatori di software, molti dei quali fanno già parte del consorzio DLNA. Parliamo di Facebook, Google, Microsoft come di Cisco e Broadcom. La fondazione ha concepito OpenFlow: è una tecnologia per il controllo remoto delle infrastrutture di rete.

L'uso quotidiano di OpenFlow per i propri dispositivi, tuttavia, è una prospettiva ancora remota: il limite maggiore di tutte le soluzioni citate è nell'adozione universale. Finché non si giungerà a uno standard condiviso, il cloud computing resterà “limitato” ad alcuni settori (come la musica) e non potrà raggiungere il mainstream.

Eppure le risorse per il cloud computing crescono in modo esponenziale: da Google Docs a Windows Live SkyDrive, oltre ad Apple iTunes, è impossibile non averci a che fare ogni giorno. Finché si tratta d'accedervi da un browser sul computer il problema non si pone... però quando si passa a smartphone e console le cose si complicano.

Pure in Italia, benché a costi tuttora molto elevati, all'elenco si stanno aggiungendo i televisori: provate a immaginare cosa accadrebbe se fosse già possibile mettere in rete microonde e frigoriferi. La prospettiva non è lontanissima, come si potrebbe immaginare, e i network non sono ancora allo stesso livello dei singoli device.

Immagine | Ian Rae

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