eBook: cresce la condivisione grazie ad una coscienza "green"

kindle

Con la formazione di una coscienza ecologica, una delle soluzioni più adottate ultimamente è quella della condivisione di beni fisici e digitali. Pensiamo ad esempio alla disponibilità di immagini sotto Creative Commons License su colossi come Flickr o di video YouTube e Vimeo.com, ma anche alla condivisione di eBook. Grazie al Gutenberg Project sono disponibili centinaia di migliaia di eBook gratuiti da scaricare, sebbene siano tutti titoli piuttosto datati.

Per le nuove uscite sono state studiate soluzioni come Lendle.me e BookLending.com, che permettono la distribuzione di eBook tramite piattaforma Amazon Kindle, o eBookFling, che funziona sia per Kindle che per Nook di Barnes & Noble. Per sfruttare i servizi non è necessario possedere l'eReader Amazon, ma basta possedere l'applicazione per la lettura su PC, Mac o su smartphone.

La condivisione degli eBook viene concessa per un massimo di 14 giorni ogni volta, così da non abusare dei diritti legati al titolo. Le case editrici possono richiedere la rimozione del proprio titolo dalla piattaforma, ma, contrariamente alle aspettative, sono molte quelle che accettano un meccanismo di "prestito". Spesso è possibile anche scaricare un capitolo o due prima dell'acquisto per valutare il libro, venendo incontro alle esigenze dei lettori.

Per analizzare il funzionamento nel dettaglio, prendiamo ad esempio BookFling: colui che mette in prestito i libri digitali crea una lista dei titoli disponibili e guadagna un credito ogni cinque libri inseriti. Chi chiede in prestito libri, invece, crea una lista dei titoli a cui è interessato e riceve una notifica quando uno di questi è disponibile per la condivisione. La notifica giunge anche a chi mette a disposizione i libri, che entrerà nel proprio account Amazon.com o BarnesandNoble.com per completare la transazione, verificata passo passo da eBookFling.

Il sito notifica la disponibilità dell'eBook per il download e chiede il "pagamento" di un credito virtuale a chi prende in prestito il titolo. Al termine dei 14 giorni, l'eBook scompare dal terminale dell'utente e torna al possessore originario completamente intatto e ripulito da note e sottolineature. È possibile acquisire crediti prestando libri o comprandoli con denaro vero.

Queste piattaforme riprendono il vecchio meccanismo del prestito a mano dei libri ad amici e conoscenti, ampliandolo su larga scala e permettendo una maggiore diffusione degli stessi eBook che non accennano a cedere il passo. La conferma, almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti, arriva dalla Association of American Publishers che rivela come le vendite di eBook a Gennaio scorso siano aumentate del 115% rispetto al Gennaio 2010, con un ricavato di $69.9 milioni di dollari rispetto ai $32.4 milioni dell'anno precedente.

Riciclare i libri digitali consente un risparmio ai più incalliti lettori, ma anche un riutilizzo intelligente dell'eventuale "polvere sugli scaffali digitali". L'aumento degli eBook a discapito dei libri stampati renderà felici gli utenti con coscienza ambientalista, ma preoccupa altri come Paolo Attivissimo: una scarsità di carta stampata potrebbe portare ad un mondo senza carta igienica. Secondo Attivissimo, la carta igienica morbida richiede il riciclaggio di carta di alta qualità, generalmente carta da ufficio, dei libri o delle riviste.

La prossima volta che vedete qualcuno sfogliare un giornale digitale o che qualcuno vi manda una mail con l'ormai ossessiva postilla di non stamparla se non è indispensabile, perché bisogna pensare agli alberi, ricordategli che per colpa sua il futuro rischia di essere molto, molto ruvido: l'ecologia basata sul sentimentalismo a priori anziché sulla scienza comporta problemi spesso inattesi e imbarazzanti. A posteriori.

Siamo così sicuri che la diffusione dei libri digitali sia davvero così implicata nella scomparsa della carta igienica morbida?

[Via Mint | BGR | Paolo Attivissimo]

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