
Proprio ieri parlavamo delle dichiarazioni di Assange relative al possibile utilizzo di internet come forma di spionaggio, oggi ci arrivano invece dal Guardian notizie di movimenti in rete da parte degli Usa.
I militari americani utilizerebbero un software per manipolare segretamente siti social media utilizzando finte personalità, in modo da influenzare le conversazioni e spingerle su posizioni pro americane. Sarebbe coinvolta un’azienda californiana che ha siglato un contratto per lo sviluppo di un servizio di “online persona management“, che permetterebbe ad una sola persona di controllare 10 identità contemporaneamente. Il progetto sarebbe analogo a quello utilizzato dai cinesi per controllare la libertà di parola in internet.
Ovviamente sono già sorte le prime polemiche, che si basano però su questioni meramente burocratiche. La possibilità di creare un falso consenso nelle discussioni online, così come indebolire opinioni altrui, non dovrebbe essere uno degli obiettivi dei militari. La scoperta che gli statunitensi creino personalità online, chiamate in gergo “sock puppets”, potrebbe inoltre incoraggiare altri governi o aziende, a seguire lo stesso esempio. Una critica, quest’ultima, un po’ forzata: ci sarebbe da stupirsi del contrario.
Andando un po’ più a fondo, si scopre che il contratto da 2,76 milioni di dollari stipulato dal Centcom (United States Central Command) con Ntrepid, prevede che ogni personalità online debba avere una propria storia con dettagli credibili, in modo che ognuno dei cinquanta controllori possa operare senza il timore di essere scoperti da avversari altrettanto abili. Questa tecnologia serve quindi per dare supporto ad attività di blogging in ligua straniera in modo da controllare la propaganda estremista e violenta contro gli Stati Uniti. In particolare, è stato fin’ora utilizzato l’arabo, il farsi, l’urdu e l’afgano/pashtu mentre è stato dichiarato che tra i target non figurano ne Facebook ne Twitter.
Il centro delle operazioni si troverebbe presso la US Special Operations Command, nella base aerea di MacDill, in Florida. Da questa località partirebbero quindi le risposte alle conversazioni online, compresi messaggi coordinati, post sui vari blog o nelle chatroom e così via. Per evitare di suscitare sospetti, le personalità sembrano scrivere da tutto il mondo, in modo che possano sembrare il più verosimili possibile.
Effettivamente, anche alla luce di quanto avvenuto nei paesi arabi, era forte il sospetto che qualcuno tenesse le fila di ciò che veniva scritto su internet. D’altra parte è necessario ammettere che proprio internet viene sempre più spesso utilizzata dai terroristi per infiltrarsi in alcune fasce della popolazione, se non addirittura per impartire comandi, vere e proprie lezioni di guerriglia oppure per diffondere immagini di massacri. E’ tutto da dimostrare se le tecniche appena descritte abbiano davvero un notevole impatto sugli utenti internet.
Foto | Flickr
nettu
18 mar 2011 - 18:08 - #1Lo dico da anni. E sono convinto che bastino relativamente poche persone (ben preparate) per influenzare la massa delle opinioni.
sandro-kensan
20 mar 2011 - 00:08 - #2Io ho scritto pure un testo su questo problema che viene chiamato tecnicamente Astrotorfing:
http://www.kensan.it/articoli/Astroturfer.php
però la questione è se la gente è informata o interessata a questo problema e questo attiene alla sfera affettiva individuale, se io voglio essere più libero in Rete che non nella vita reale è facile che cada sia nei tranelli della vita reale che in quelli aggiuntivi di Internet.
Di gente prezzolata che vuole convincerci di una realtà fittizia ce n’è molta nella realtà, quindi perché non pensare che sia altrettanto vero in Rete quando chi abbiamo di fronte è uno con cui non abbiamo scambiato neppure una parola e mai visto in faccia?
Avete mai letto questo? è interessante:
Joseph Paul Goebbels (Rheydt, 29 ottobre 1897 – Berlino, 1º maggio 1945)
1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
È necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.
2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
3. Principio della trasposizione.
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.
4. Principio dell’esagerazione e del travisamento.
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.
5. Principio della volgarizzazione.
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.
6. Principio di orchestrazione.
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.
7. Principio del continuo rinnovamento.
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.
8. Principio della verosimiglianza.
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.
9. Principio del silenziamento.
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.
10. Principio della trasfusione.
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.
11. Principio dell’unanimità.
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.
agvz
21 mar 2011 - 17:58 - #3Cavolo, che notiziona sconvolgente !
Il fatto che blog, forum e social media di vario tipo vengono usati per formare opinioni, a vario titolo, commerciale e non, non é cosa nuova. Chi frequenti un qualunque forum o blog tematico prima o poi se ne rende conto …