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Streaming illegale, siamo davvero alla fine?

Pubblicato: 18 mar 2011 da Marco Giacomello

Commenti dei lettori

copyright streamingE così dopo la Francia anche l’America “scopre” il fenomeno dello streaming selvaggio. Victoria Espinel, l’esperta cyberzarina voluta dal Presidente Obama, tuona: “Lo streaming dei contenuti si deve considerare al pari di un vero crimine”. Queste parole arrivano dopo l’ultimo chiaro e pesantissimo documento targato U.S. Intellectual Property Enforcement Coordinator, che contiene le ultime proposte per la modifica delle leggi sulla proprietà intellettuale statunitense (qui potete trovare il testo completo).

La riproduzione non autorizzata e la distribuzione di opere protette da copyright è gia oggi ovviamente un reato, ma per quanto riguarda il flusso non autorizzato di contenuti protetti da copyright in streaming, le normative statunitensi (per non parlare di quelle italiane) non sono molto chiare. Nel documento proposto al Congresso, è più volte ribadito come download e streaming hanno il medesimo fine, violare i diritti garantiti dal copyright in capo ai legittimi proprietari, e di conseguenza devono essere equiparati nelle conseguenze.

Non poteva essere più d’acccordo Bob Pisano, presidente della MPAA (Motion Picture Association of America), secondo il quale è necessario colmare il divario giuridico tra due metodi che hanno la medesima indole illegale, nuove leggi che portino chiarezza al diritto di proprietà intellettuale gioveranno a tutti. In linea di massima si potrebbe anche essere d’accordo che download e streaming di contenuti protetti da normative sul copyright siano da equiparare in quanto a sanzioni, il problema semmai è come queste violazioni verranno in caso accertate: quali poteri si vorrebbero conferire agli organi di controllo federali?

Come si potranno bilanciare diritto alla privacy e diritto di proprietà intellettuale? E youtube che fine farà, anche i suoi video saranno considerati streaming illegale? In che modo e con quali mezzi si può pensare di vagliare migliaia e migliaia di nuovi video che ogni giorno vengono caricati sulla rete? Il rischio reale è quello di una censura (magari privatistica) a priori, un filtro che dirà automaticamente: questo si, quello no. Il sogno di Lessig di creare un mondo del Remix dei contenuti per creare nuova conoscenza e nuova ‘arte’, potrebbe infrangersi definitivamente sulle parole della Espinel.

Via | Torrentfreak
Foto | Flickr

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di klerik

    klerik

    18 mar 2011 - 10:55 - #1
    1 punto
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    Io sottolineerei che la legge americana, anche se molti a volte se lo scordano, non equivale a legge per tutto il mondo. Da noi difficilmente si fanno leggi importanti e sopratutto quasi mai si fanno rispettare, figuriamoci su queste cose.
    E poi Youtube che c’entra..lo streaming di contenuti protetti è già illegale, il resto sono video privati che c’entra.

  • Profilo di marco_giacomello

    marco_giacomello

    18 mar 2011 - 11:37 - #2
    0 punti
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    @ klerik

    Certo la legge americana non è universale, molte volte però viene presa come punto di riferimento dagli altri legislatori.

    Per quanto riguarda lo streaming, non sono assolutamente chiare ne da noi, ne in America le conseguenze per l’utente che, senza scaricare nulla, utilizza questo sistema ad es. per vedersi un film. Le leggi attualmente prevedono sanzioni solo per chi carica file protetti da copyright e li mette a disposizione per la visione (uploader), ma non per chi ne usufruisce in streaming (diversamente dal download, dove le leggi puniscono chi carica e anche chi scarica il file).

    Per quanto riguarda infine la questione youtube stessa ratio: attualmente si punisce chi carica sulla piattaforma file protetti da copyright, non chi se li guarda (non parlo ovviamente di video personali che non contengono alcun materiale protetto da copyright, ma pensa ad esempio ad un video della comunione con in sottofondo una canzone che al momento della registrazione stava suonando in sottofondo - quel video potrebbe essere automaticamente rimosso e tu punito perchè diffondevi file musicali protetti da diritti, ed esempi di questo tipo purtroppo si sono già verificati).
    Le proposte americane vorrebbero punire anche il semplice spettatore che non scarica nulla, ma usufruisce della visione del flusso di dati senza salvare e condividere nulla. Il rischio ulteriore è che per limitare la diffusione di file illegali su queste piattaforme, vengano predisposti filtri che automaticamente censurino video - in questo modo ad es. opere protette da creative commons (come già successo) potrebbero venire escluse e censurate al pari di quelle protette da copyright perchè il filtro non riconosce la diversa licenza, oppure video creati con tecniche di remix di altri file (la c.d. arte del remix), che nulla hanno a che fare con i singoli file originali protetti da diritti in quanto a qualità e durata, potrebbero venire considerati sempre e comunque in violazione delle normative sulla proprietà intellettuale con le relative conseguenza.

  • Dan San

    18 mar 2011 - 12:04 - #3
    2 punti
    Up Down

    Non voglio fare nessuna critica o dare una soluzione solo espore la cosa dal mio punto di vista.

    Tutti i paesi, fra cui america e la prima, cercano di far aplicare leggi materiali ai prodotti digitali.

    In altre parole loro cercano di far adattare una legge (parlo in modo generico) che si applica ai prodotti materiali come merce tangibile, musica scritta su dvd, whs ecc, che necessitano un processo lavorativo per essere copiati e comercialisati a dei prodotti che non hanno piu bisogno di questi processi lavorativi (di conseguenza investimenti considerevoli).

    La legge e lo spechio della societa che si evolve (e non lo dico io ma i studiosi del dirito) percio in conclusione questi tentativi di proteggere un prodotto che non puo essere protetto falirano oppure si creerano delle leggi che con l-obietivo di proteggere questo mercato (musicale e cinematografico) sacrificherano i diriti personali delle persone.

    le soluzioni che vedo io (forse sbaglio) sono due:

    1 che il mercato musicale e cinematografico cambi e si adatti alla nuova realta

    2 che noi cittadini accettiamo leggi che riducono le nostre liberta per proteggere questo mercato

  • Dan San

    18 mar 2011 - 12:08 - #4
    1 punto
    Up Down

    Non voglio fare nessuna critica o dare una soluzione solo espore la cosa dal mio punto di vista.

    Tutti i paesi, fra cui america e la prima, cercano di far aplicare leggi materiali ai prodotti digitali.

    In altre parole loro cercano di far adattare una legge (parlo in modo generico) che si applica ai prodotti materiali come merce tangibile, musica scritta su dvd, w hs ecc, che necessitano un processo lavorativo per essere copiati e comercializati a dei prodotti che non hanno piu bisogno di questi processi lavorativi (di conseguenza investimenti considerevoli).

    La legge e lo spechio della societa che si evolve (e non lo dico io ma i studiosi del dirito) percio in conclusione questi tentativi di proteggere un prodotto che non puo essere protetto falirano oppure si creerano delle leggi che con l-obietivo di proteggere questo mercato (musicale e cinematografico) sacrificherano i diriti personali delle persone.

    le soluzioni che vedo io (forse sbaglio) sono due:

    1 che il mercato musicale e cinematografico cambi e si adatti alla nuova realta

    2 che noi cittadini accettiamo leggi che riducono le nostre liberta per proteggere questo mercato

  • Profilo di egoalesum

    egoalesum

    18 mar 2011 - 13:17 - #5
    1 punto
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    Polemiche sulle leggi italiane e americane a parte…
    Credo che ormai sia da riconsiderare tutto il copyright! Che ci piaccia o no, Internet ha rivoluzionato il settore della musica e dei film, e lo scaricare illegalmente, per quanto sia vietato in quasi tutti i Paesi, ormai è una realtà inarrestabile…

    Concordo con Dan San in parte: ci sono due possibilità, ma la seconda che lui ha indicato non credo sia realistica…

    1. Il mercato deve cambiare. Le major discografiche e i produttori di film devono prendere atto che la società è cambiata, e studiare nuovi modelli di business, dove la “pirateria” non provochi danni.

    2. Posto che nessuno si piegherà volontariamente alle leggi che dicono che scaricare è illegale, si deve scatenare una vera e propria “caccia alle streghe”. Questo ha esiti incerti: puoi perseguire centinaia di persone, ma siamo sicuri che fermerà il fenomeno? Inoltre, è una cosa molto costosa per gli stati, e fa sì che vengano distolte energie che potrebbero essere spese per indagare su crimini molto più gravi!

    Insomma, svegliatevi! È chiaro che, visto il loro potere, i politici (soprattutto quelli americani… che magari hanno ottenuto finanziamenti proprio da loro) vogliono proteggere le lobby delle major… Ma nel 2011 il mondo non è più quello del 1960!

  • Profilo di onijin

    onijin

    18 mar 2011 - 13:24 - #6
    0 punti
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    lo streaming NON E’ ILLEGALE. Perché io non posso rivedermi legittimamente una puntata di qualsiasi cosa già trasmessa in tv? E’ sempre la solita storia di fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono film pirata in streaming? allora zappiamo tutto lo streaming! ma si può ragionare così? ma dai!

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    18 mar 2011 - 17:14 - #7
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    Chi vende tende ad assimilare “beni materiali” con “servizi”. I beni e i servizi sson cose diverse e andrebbero trattati in modo diverso.

  • Profilo di billy-belial

    billy-belial

    18 mar 2011 - 22:51 - #8
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    Fra un po’ sarà illegale anche invitare gli amici a casa per vedere un film in dvd legalmente acquistato, immagino già il disclaimer all’inizio: “L’acquirente si impegna a visionare il prodotto privatamente senza favorirne la fruizione a terzi in alcun modo, in caso contrario consapevole di compiere il reato di diffusione illegale di materiale protetto, punibile con la reclusione a vita o la pena di morte per fucilazione e l’accredito ai parenti prossimi del costo delle pallottole - premere OK per confermare”

  • Blog123

    19 mar 2011 - 15:52 - #9
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    E’ una battaglia persa. I governi questo non lo capiscono, e spendono fior di quattrini per una battaglia che è già persa ancora prima di iniziare.

    Gli antichi proverbi non sbagliano: “Fatta la legge, trovato l’inganno!”
    Più i governi si ostineranno a cercare modi per bloccare la pirateria, più modi per il file sharing si troveranno.
    Un esempio eclatante lo vediamo tutt’oggi: i siti di file hosting. Mai come in questo periodo sono stati così presi d’assalto.

    Adesso è in corso un altro cambiamento, per sopperire al fatto che i gestori dei siti di file hosting cancellano i file protetti da copyright…
    E’ un circolo vizioso ormai impossibile da fermare!

  • sfabruz

    21 mar 2011 - 11:50 - #10
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    La legge che uscirà (semmai dovesse uscire) varrà solo per l’america, quindi finchè non ci sarà una legge italiana non vedo motivo di preoccuparsi. Al massimo chiuderanno pochi servizi che non avevano un dominio .it ma solo domini americani.

    Youtube, poi, se non erro, con le ultime disposizioni non hanno problemi perchè tutti i video che vengono caricati passano di proprietà di youtube (da qui il perchè non vengono cancellati i video musicali ma anzi caricati dalle major stesse).
    E anche lui sottostae alle regole dello stato, immagino. Quindi o cambia le regole con cui tratta i video caricati/già in possesso (sempre in base allo stato) o boh.

  • Profilo di govinda

    govinda

    29 mar 2011 - 17:20 - #11
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    E’ l’insieme delle leggi che compongono il copyright ad essere completamente inadatte al mondo di internet. 30 anni fa si facevano le stesse cose, cassettine audio, videocassette, fotocopie e nessuno si lamentava e faceva guerre o spot. Chi produce un prodotto intellettuale e giusto che guadagni ma non che lucri a dismisura.