Streaming illegale, siamo davvero alla fine?

copyright streamingE così dopo la Francia anche l’America “scopre” il fenomeno dello streaming selvaggio. Victoria Espinel, l’esperta cyberzarina voluta dal Presidente Obama, tuona: “Lo streaming dei contenuti si deve considerare al pari di un vero crimine”. Queste parole arrivano dopo l’ultimo chiaro e pesantissimo documento targato U.S. Intellectual Property Enforcement Coordinator, che contiene le ultime proposte per la modifica delle leggi sulla proprietà intellettuale statunitense (qui potete trovare il testo completo).

La riproduzione non autorizzata e la distribuzione di opere protette da copyright è gia oggi ovviamente un reato, ma per quanto riguarda il flusso non autorizzato di contenuti protetti da copyright in streaming, le normative statunitensi (per non parlare di quelle italiane) non sono molto chiare. Nel documento proposto al Congresso, è più volte ribadito come download e streaming hanno il medesimo fine, violare i diritti garantiti dal copyright in capo ai legittimi proprietari, e di conseguenza devono essere equiparati nelle conseguenze.

Non poteva essere più d’acccordo Bob Pisano, presidente della MPAA (Motion Picture Association of America), secondo il quale è necessario colmare il divario giuridico tra due metodi che hanno la medesima indole illegale, nuove leggi che portino chiarezza al diritto di proprietà intellettuale gioveranno a tutti. In linea di massima si potrebbe anche essere d’accordo che download e streaming di contenuti protetti da normative sul copyright siano da equiparare in quanto a sanzioni, il problema semmai è come queste violazioni verranno in caso accertate: quali poteri si vorrebbero conferire agli organi di controllo federali?

Come si potranno bilanciare diritto alla privacy e diritto di proprietà intellettuale? E youtube che fine farà, anche i suoi video saranno considerati streaming illegale? In che modo e con quali mezzi si può pensare di vagliare migliaia e migliaia di nuovi video che ogni giorno vengono caricati sulla rete? Il rischio reale è quello di una censura (magari privatistica) a priori, un filtro che dirà automaticamente: questo si, quello no. Il sogno di Lessig di creare un mondo del Remix dei contenuti per creare nuova conoscenza e nuova ‘arte’, potrebbe infrangersi definitivamente sulle parole della Espinel.

Via | Torrentfreak
Foto | Flickr

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