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Fondatore di 4chan: Mark Zuckerberg si sbaglia a riguardo dell'identità online

Pubblicato: 15 mar 2011 da claudiasantini

Commenti dei lettori

Christopher Poole

Cosa succede quando gli “inventori” dei grandi fenomeni di Internet non hanno identità di vedute? Oggi ne vediamo un esempio analizzando le dichiarazioni di Christopher Poole, il fondatore di 4chan (controversa image board con community Web), rilasciate alla conferenza South by Southwest Interactive e che vanno a scontrarsi decisamente con quelle di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.

Nel tempo Facebook è stato ampiamente criticato per le policy riguardanti la privacy e Zuckerberg ha passato diverso tempo a ribadire la propria idea (piuttosto aggressiva) sull’identità online e sulla privacy stessa: gli utenti devono avere un’identità unica ovunque interagiscano sul web, così da essere più autentici e portare le proprie connessioni sociali su qualsiasi sito frequentato.

Poole, conosciuto anche come “Moot” su 4chan, ritiene che Zuckerberg abbia torto. Lavorando su un servizio con una base di utenti anonimi piuttosto vasta, Moot ha avuto modo di verificare i pro e i contro dell’anonimato sul Web: consentirebbe innanzitutto agli utenti di rivelarsi per come sono in modo completamente naturale, non filtrato, non falsificato, ma nudo e crudo. Utilizzando sempre la stessa identità ovunque online si perde quella che Poole definisce “the innocence of youth”, ovvero l’innocenza della gioventù.

In altre parole, quando chiunque è a conoscenza di tutto quello che abbiamo fatto online, siamo più spaventati dall’idea di avere problemi e ripercussioni, diventando meno disposti a sperimentare. L’esempio di Moot è quello di un giovane che si trasferisce in un nuovo quartiere e ha la possibilità di cominciare da capo: se manteniamo sempre la stessa identità su Internet, questa possibilità è preclusa.

Il prezzo del fallimento è molto più alto quando si partecipa con la propria identità.

Nel caso di 4chan gli utenti si divertono a tentare di creare nuovi meme e trend di Internet. Quando uno di questi non ha successo, spartisce velocemente e nessuno rimane “marchiato” per il proprio fallimento. Secondo Poole, un’altro vantaggio dell’anonimato su 4chan è che i contenuti diventano più rilevanti del creatore, come invece avviene in altre community. Tutti gli utenti si trovano allo stesso livello e hanno la stessa probabilità di creare qualcosa di interessante.

In ogni caso anche l’atteggiamento di Poole nei confronti della privacy è evoluto: sta lavorando su una community chiamata Canv.as che integra Facebook Connect, nonostante gli utenti possano postare anonimamente. Secondo il fondatore, il fatto che “tu sai che noi sappiamo” la reale identità, anche se gli altri utenti non possono vederla, scoraggia i comportamenti più fastidiosi.

Secondo la vostra esperienza, siete più vicini alla visuale di Zuckerberg o di Poole?

[Via VentureBeat]

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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di energio

    energio

    15 mar 2011 - 14:53 - #1
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    Non voglio scomodare il vecchio adagio per cui “la verità sta nel mezzo”, ma è innegabile che ogni posizione abbia pro e contro.

    Faccio solo una nota, per cui fu FB, ovvero “in chiaro” secondo la posizione di Z., è possibile essere veramente se stessi. Ma se è davvero così, a giudicare dalla quantità di spazzatura -scusate il termine, nessuno me ne voglia!- che ci gira, allora siamo messi veramente male!

    E allora forse è meglio l’anonimato, che però purtroppo incrementa tra l’altro il fenomeno dei Troll che “alla luce del sole” è più difficile che esistano…

    Quindi? Si torna a discutere dell’uovo e della gallina…

  • busodelcueo

    15 mar 2011 - 15:03 - #2
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    non avevo mai riflettuto sulla innocence of youth e sul enfatizzazione dei contenuti a scapito dell’identità che l’anonimato permette… poole 1 - zuck 0

  • lambda

    15 mar 2011 - 15:12 - #3
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    poole, senza ombra di dubbio!

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    15 mar 2011 - 16:02 - #4
    -2 punti
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    Anche io sono dell’idea che l’identità debba esser unica. Anzi, sarei del parere di fare una specie di “carta d’identità” del navigatore, in modo che possa esser immediatamente riconosciuto in qualsiasi caso.

  • Dan San

    15 mar 2011 - 17:15 - #5
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    annonimato a vita… internet deve essere libero perche la liberta d-espresione deve essistere.

    Non devi essere condizionato dal fatto che se dici una cosa poi il resto del mondo ti puo fare causa. Se fai una “carta d’identità” del navigatore allora sei punibile e perseguibile per tutte el dichiarazioni che fai perche si puo portare come prova quel post o quella frase scritta.

    E in piu da ricordare il fatto che questa cosi detta “carta d’identità” del navigatore non deve essere clonabile perche se no stiamo messi malissimo.

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    15 mar 2011 - 18:16 - #6
    0 punti
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    Non hai tutti i torti, ma la libertà d’espressione può esistere anche se ognuno dice il proprio nome. Libertà d’espressione e anonimato non sono la stessa cosa e non sempre sono interdipendenti.

  • Profilo di cianoz

    cianoz

    15 mar 2011 - 18:33 - #7
    0 punti
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    Un fondo di verità lo si può trovare nella posizione di Poole. Peccato che la sua creatura sia un’esempio assoluto di totale inutilità. Ha dato a un esercito di esibizionisti il loro strumento ideale (in senso letteralmente fisico, non in senso lato). 4Chan è assolutamente inutile.

  • Dan San

    15 mar 2011 - 21:44 - #8
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    @clauderouges

    io dico anonimato solo su internet fuori no… ed e vero quello che dici non sono la stessa cosa.

    internet dovrebbe darti (a mio parere) la posibilita di dire quello che ti pare nella forma che ti pare senza restrizioni, perche si deve partire dal pricipio:

    che ce scritto su internet non e sempre vero pero e anche facilmente verificabile…
    se fai una dichiarazione su internet quella puo esere verificata in 5 min con google&co e se dici ca…te perderai tutta la credibilita.

    In piu questo esercizio mentale (di verificare quello che senti e leggi) mi sembra una cosa molto positiva perche ti aiuta a pensare con la propria testa e non con la testa dei altri e questa cosa si riflettera anche nella vita reale

    4chan e solo lo spechio della societa (in verita piu lo spechio della societa americana essendo quello un sito americano) dove incontri buoni e cativi pedofili e criminali piu ne ha piu ne meta, non mi sembra niente di nuovo le stesse persone le incontrerai anche per strada solo che non lo sai. Pero sapere che esistono e sapere a che liveli puo arivare la perversione umana quello lo puoi vedere su 4chan e questa info penso che e utile per qualcuno.

  • _sate_

    15 mar 2011 - 22:03 - #9
    0 punti
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    non so..

    l’anonimato così come è ora credo sia la cosa più giusta. In questo modo se faccio dichiarazioni delittuose sono rintracciabile in 5 minuti dalle forze dell’ordine
    .. ma in caso contrario, il mio datore di lavoro non sa che la mia idea politica è contraria alla sua, mia moglie non sa che ho un flirt con vecchia compagna di scuola (cara, è un esempio!) e un potenziale collaboratore non sa che quello nella foto di tre anni fa, ubriaco e con la testa nel cesso sono proprio io.

  • Bohemienne

    16 mar 2011 - 04:46 - #10
    0 punti
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    Beh dipende da quale punto di vista si guardano le due “opzioni”. Mostrando il proprio vero nome e cognome, ci si mette in gioco e si bada di più anche ai contenuti. Mi spiego meglio: se io scrivo qualcosa, dicendo chi sono, farò molta più attenzione a scrivere contenuti interessanti, grammaticalmente corretti. Viceversa il fatto di non essere rintracciabile mi può spingere ad essere più frettoloso e meno “intenso”.

    Nel limite delle leggi bisogna avere la possibilità di scegliere.

  • Profilo di happymilk

    happymilk

    16 mar 2011 - 12:27 - #11
    0 punti
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    Io vedo internet come un qualsiasi altro posto dove si possono esprimere delle opinioni. E come nella vita reale credo che sia giusto che chi esprime un opinione debba avere coscienza di quello che dice. Se dico che tizio è un cog…ne devo avere chiaro in testa che sto dando del cog..ne ad una persona. Indipendentemente che lo faccia dentro un bar, una piazza o un forum.
    Che poi io DEBBA avere riconosciuta una libertà di espressione è altro paio di maniche. Non ci può essere censura o intimidazione se dico questa cosa. Ma ci deve essere un modo per cui, se tizio non credendosi un cog..ne, vuole farmi causa… deve poterlo fare sia che senta la mia frase al bar, che in piazza, che un forum.
    Credo che una coscienza digitale sia oramai inevitabile se vogliamo far diventare internet un posto dove discutere di futuro e di opportunità. E questa, secondo me, passa attraverso alla cognizione che una parola detta sul web ha lo stesso effetto giuridico di qualsiasi altra nostra forma di espressione.

  • Dan San

    16 mar 2011 - 15:19 - #12
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    @happymilk

    si e verro quello che dici pero ce una cosa da considerare.

    se dai del co..ne a uno per strada quello se ti vuole fare causa lo deve dimostrare deve avere testimoni ecc. su internet si mantiene tutto e poi se si sa anche chi lo dice allora sei perseguibile.

    poi se si mette una “carta d’identità” del navigatore tu immagina arrivato dopo 4 ore di trafico a casa e sei un po inca…to e vai su un forum e scrivi che “B” e un co….ne e “B” capita che sia una persona influente e quello ti fa causa perche se lo puo permettere. e gli avocati di B te se mangiano e ti trasformano in un esempoi cosi nessuno osera dire cose cative su B.
    Tu non potrai mai dimostrare che ai scritto quelle cose relative a B perche eri incaz..to oppure perche ai sbagliato a scrivere, o ai risposto a un altro invece che a B ecc.

    per me sarebbe una cosa pericolosa sarebbe ok per una cosi detta coscenza digitale e i contesti sarano piu civili pero penso che verra usata anche in altri scopi non tanto civili. diventerebbe una spada a doppio taglio.

    Poi se non ti piace un blog, un post, come si esprime tizio e normale capita tutti i giorni anche nella vita reale capita a non essere d/accordo con tizio o caio. Non vedo nente di stranno o di anormale fa parte della vita.

    PS: poi in parlamento i parlamentari si possono mandare a quel paese quando come vogliono fino a quando sono in seduta parlamentare. la legge dice che non ci deve esere nessun impedimento per un parlamentare a esprimersi in nessun modo quando sta “lavorando”. Voglio avere pure io un posto dove dire senza filtro quello che mi pare senza la paura che qualcuno mi faccia causa.

  • Profilo di happymilk

    happymilk

    16 mar 2011 - 17:12 - #13
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    @dan san

    no. credo tu stia facendo confusione.
    in questo momento in italia e in gran parte del mondo vige la legge del “più potente ha più ragione”. e questa cosa (anomala per una democrazia che voglia chiamarsi tale) può incutere un certo servilismo / paura quando si lasciano dei commenti con sopra scritto le proprie generalità.
    Ma non si può confondere il rimedio con la cura. Non si può dire, cioè, che per paura di ripercussioni dobbiamo avere il diritto di nasconderci quando vogliamo dire cose sconvenienti. Perchè l’altra faccia della medaglia è che possiamo anche offendere un “poveraccio” senza che questo abbia i mezzi per poterci fare alcunchè. e secondo me è sbagliato.
    Poi puoi dire che la mia è una tesi idealista e poco realistica… ma se devo guardare al mondo che vorrei devo farlo con l’ambizione che ci sia libertà d’opinione ma anche responsabilità d’opinione.

    Dopodichè… non puoi sfogarti in un forum contro chicchesia solo perchè hai avuto una giornata d’inferno. E non puoi farlo perchè internet deve smettere di essere la valvola di sfogo per le frustrazioni quotidiane.
    Perchè esiste una legge che definisce il reato di ingiuria e di diffamazione. E non si può invocare il diritto dell’anonimato per potersi celare dalla legge e fanculare chi si crede…
    Sarebbe come se io stendo un passante con la macchina, scappo e se mi prendono mi giustifico dicendo che ho avuto una giornata d’inferno e m’andava di metter sotto qualcuno… tu dici che saresti felice di vivere in una società così?!?
    Saluti
    Mirko Tani

  • Nardo86

    16 mar 2011 - 19:04 - #14
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    Io sono per l’identità rintracciabile ma nascosta, la seconda ipotesi di Poole..
    deve essersi accorto di quante persone quotidianamente mettono immagini fuorilegge sul canale random di 4chan e nonostante il ban di IP basta un semplice proxy o software anonimizzatore per raggiare il sistema =(
    Metterci la faccia modera anche troppo i commenti di persone che non potranno mai esprimersi liberamente perchè c’è troppo razzismo / conformismo in giro ormai non più legato solo alla razza ma anche alle preferenze sessuali, alla religione, alla politica, ai punti di vista su un argomento =(

  • imposi12

    16 mar 2011 - 20:51 - #15
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    io sto con poole!

  • Capitan nemo

    17 mar 2011 - 02:01 - #16
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    Happy milk il punto che dan stava portando è che se io e te ora litighiamo per strada e io ti do del “ladro” la cosa finisce lì, magari non ci parleremo più, ma finisce lì.

    Se io te lo scrivo in rete, rimane tutto a disposizione, e tu potresti denunciarmi quando ti gira, magari anche a giorni dalla litigata.

    E’ una situazione di squilibrio.

    L’anonimato è già presente solo a livello di utenza. A livello di amministrazione c’è l’IP, Ip che basta e avanza per trovare il 99% delle persone. Anche con i proxy si può risalire all’utente che ha scritto il messagio, solo che ci vuole più tempo ed è più complesso, e non sempre ne vale la pena.

  • Capitan nemo

    17 mar 2011 - 02:02 - #17
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    Ah, ovviamente quando parlo di rintracciare mi riferisco alle forze dell’ordine.

  • Profilo di max87

    max87

    17 mar 2011 - 15:38 - #18
    0 punti
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    b ftw!

  • terrotaizar

    05 mag 2011 - 23:52 - #19
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    il problema non si pone nemmeno. Non si tratta di comportamenti online, ma di soldi e controllo. Facebook ha tutto l’interesse ad interagire con identità precise, come i governi e le forze di polizia, le aziende che trattano dati personali e a chiunque interessi anche solo vagamente avere a che fare con dati di consumo e costume. Zuck* fà una faccia da tolla come predicatore, se parla di identità online dimenticando di sottolineare che a lui e ai suoi soci conviene.
    Da dove gli deriva l’esperienza di indentità online, dal suo mega progetto di marketing? Io preferisco credere all’opensource, all’electronic front. foundation, ai libertari anarchici e antigovernativi che sono la vera base di internet.

  • UrrDurr

    02 set 2011 - 17:31 - #20
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    grandissimo poole. io gestisco un sito di meme di 4chan