Facebook: 3,6 milioni di bambini hanno mentito sulla loro età per iscriversi

Facebook: 3,6 milioni di bambini hanno mentito sulla loro età per iscriversi

Il Children's Online Privacy Protection Act (COPPA) è una legge federale USA del 1998 con il quale si stabilisce nei tredici anni d'età il limite minimo per l'iscrizione delle persone a siti del genere dei social network. Tale limite è applicato anche in Italia, com'è possibile leggere tra le condizioni d'uso di Facebook nella nostra lingua: purtroppo, non essendo un esperto in materia legale e non avendo trovato in giro eventuali leggi in merito esistenti nel nostro Paese, sono portato a credere che la condizione minima sia semplicemente ereditata dal COPPA anche per l'Italia. Se ne sapete di più, riportatelo nei commenti.

A ogni modo, quale che sia l'origine del limite dei tredici anni non è questo il punto, ma piuttosto il fatto che secondo quanto riporta ComScore (via NY Times) sarebbero 3,6 milioni gli account creati su Facebook (ovviamente preso come principale esempio di social network) da persone con dodici anni d'età in giù. Danah Boyd di Microsoft riporta inoltre un altro dato significativo, quello secondo il quale tra questi 3,6 milioni ci sarebbe una vasta quantità di bambini "incoraggiati" dai propri genitori a mentire sulla propria età al fine di iscriversi al social network, mentre un'altra buona parte delle persone nemmeno conoscerebbe il limite imposto.

Mentire sulla propria età non è né una cosa nuova né un qualcosa nato coi social network, i quali sono sempre più lo specchio della nostra società: nulla da stupirsi quindi nel fatto che ci sia chi dice bugie sui propri anni per affacciarsi su portali come Facebook, divenuti ormai di uso più che comune. Se nella "vita reale" però le conseguenze possono essere il più delle volte poche e trascurabili, via Internet il problema per i minori di tredici anni può diventare un qualcosa di veramente grosso: è il caso dell'esempio riportato dal capo della sicurezza di MySpace, Hemanshu Nigam, secondo il quale tempo fa un ragazzo di undici anni accettò la richiesta d'amicizia da parte di una propria compagna di classe, il quale account era in realtà a sua volta un falso. Le foto del profilo del ragazzo finirono su un sito dai contenuti a sfondo sessuale (e anche pedofiliaco direi, vista la sua età), generando i commenti che facilmente possiamo immaginare.

Non è di certo un mistero l'obbligo da parte dei più grandi di vigilare con attenzione sull'attività svolta online dai più piccoli, ma in tutto questo come dicevamo all'inizio la cosa che lascia più sbigottiti è sicuramente l'aiuto dato dai genitori ai propri figli nell'iscriversi a Facebook: un aiuto dato immaginiamo con tutta la buona fede del mondo, ma che resta un qualcosa d'impensabile visto il continuo richiamo che si fa quasi quotidianamente all'attenzione nei confronti dei pericoli online, che per i minori di una certa età praticamente si moltiplicano. Occorre però considerare che se da un lato esiste l'errore dei genitori nell'essere troppo permissivi e superficiali, dall'altro probabilmente gli stessi social network potrebbero fare di più, badando un po' meno in alcuni casi alla corsa al n-milionesimo iscritto.

Via | Neowin.net

  • shares
  • +1
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina: