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Futuro dell'editoria: Amanda Hocking e gli scrittori di successo su Kindle

Pubblicato: 02 mar 2011 da Gianluca Pezzi

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amandahockingLa ragazza ritratta nella foto si chiama Amanda Hocking, ha 26 anni e negli Stati Uniti è una scrittrice di successo. Non solo per i dati di vendita, ma anche per quanto sta incassando. Fatto non trascurabile, visto che Amanda è considerata un’autrice “indie”, ovvero non appartenente alle major.

Di farle un po’ i conti in tasca se n’è occupato Business Insider scoprendo il classico segreto di Pulcinella: la Hocking è già milionaria grazie alle vendite su Kindle. Il fenomeno degli e-reader non è ancora scoppiato in Italia, ed è perciò interessante osservare cosa avviene già oggi negli Stati Uniti.

Amanda trattiene il 70% delle vendite, che ammontano a circa 100.000 copie al mese. Business Insider dice che è più o meno quanto guadagnato con qualche decina di migliaia di copie nella prima settimana, da chi diventerà poi il bestselling writer del New York Times. Con una bella differenza: da una parte abbiamo una ragazza praticamente sconosciuta, dall’altra un macchina di pubblicità e marketing ben rodata, che comunque ha i propri costi.

Non solo. Amanda ha la possibilità di decidere istantaneamente il prezzo di vendita, riuscendo ad agire sull’acquisto compulsivo oppure per scalare le classifiche dei più venduti del giorno: un meccanismo noto a chi frequenta, ad esempio, l’iTunes Store. Vendere 100.000 copie di un libro, con prezzi variabili da uno a tre dollari, detratto il 30%, può portare ad incassi milionari in pochi mesi, con buona pace dell’industria editoriale tradizionale.

I vantaggi, come potete immaginare sono enormi. Accantoniamo per un momento le spese pubblicitarie, che potrebbero comunque essere presenti anche nell’editoria online, ed osserviamo come vengano abbattuti i costi di carta, stampa, distribuzione e logistica. E, come abbiamo appena accennato, è possibile agire sul prezzo istantaneamente.

Negli ultimi dieci, quindici anni, abbiamo visto l’industria musicale in balia dell’uragano scatenato dalla musica digitalizzata in un file. L’industria editoriale tradizionale ha avuto tempo per prepararsi, eppure sembra ancora alla ricerca di un formato “magico”, che le permetta una vita tranquilla, come prima dell’avvento di internet.

Basta osservare gli esperimenti italiani, che sembrano essere messi in campo per scoraggiare anche il tecnologo più accanito. Facciamo un esempio: “Il Cimitero di Praga”, di Umberto Eco. In un negozio online ho trovato la versione tradizionale su carta a 15,60 euro, mentre le versioni PDF e EPUB erano in vendita a 13,99 euro. Una differenza di prezzo trascurabile, considerando l’investimento iniziale per il supporto di lettura.

Torniamo allora agli Stati Uniti, ad Amanda Hocking e ad Amazon con il proprio Kindle. Ad oggi sembra questo il modello vincente, in grado di dare soddisfazione sia agli scrittori sul fronte degli incassi, sia ai lettori con prezzi ragionevoli. E, a guardar bene, non è un caso che il modello Kindle ricalchi a grandi linee l’iTunes Store e la musica venduta per gli iPod…

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    02 mar 2011 - 20:10 - #1
    1 punto
    Up Down

    Già, mi piacerebbe proprio saperre come sperano di vendere con quei prezzi. Come posso pagare un ebook più della versione cartacea?

  • Francesca Urbinati

    16 feb 2012 - 02:07 - #2
    0 punti
    Up Down

    Il problema italiano sul prezzo degli ebook è presto spiegato: i libri cartacei beneficiano dell’IVA agevolata al 4%, inoltre gli editori registrati al ROC pagano apposite tasse ma sono esenti dall’IVA.
    Invece l’Agenzia delle Entrate considera la versione digitale di un libro come “software”. Quindi gli editori sono costretti a vendere gli ebook con l’IVA al 20%.
    Gli addetti ai lavori hanno più volte protestato contro questa discrepanza, che di fatto impedisce l’evoluzione dell’editoria digitale in Italia. Purtroppo ad oggi non ci sono segnali di miglioramento.