Ieri abbiamo segnalato due problemi di una certa entità su GMail: il primo, più serio, riguardava la sparizione dei messaggi (a volte dell’intero account) mentre il secondo era il blocco del server IMAP in accesso dai Mac. Google, come previsto, ha pubblicato una risposta ufficiale per limitare i danni e rassicurare i propri utenti.
Riguardo alla sparizione dei messaggi, si è scatenata una vera e propria guerra di cifre: gli utenti intervenuti nel forum di supporto hanno parlato di 500.000 account coinvolti, altre fonti si dividono tra 150.000 e 100.000. Google sostenne si trattasse dello 0,29% degli utenti: ora è scesa allo 0,02%. I messaggi non sono perduti.
Già, perché Google organizza i data center in diverse parti del mondo e mantiene più copie delle stesse informazioni per prevenire casi simili. Perciò quando un mirror dovesse avere dei problemi, resterebbe almeno un’altra copia dei dati da ripristinare. In queste ore tali copie sono appunto in fase di ripristino: problema risolto.
Via | Google
ice
01 mar 2011 - 13:31 - #1@ FM
in realtà sulla pagina di Google si legge che i dati non sono stati recuperati da mirror del sito (soluzione valida in caso di problemi alla specifica webfarm e che avrebbe richiesto pochi secondi), ma da backup offline su nastro, porprio perchè il difetto non era esterno, ma interno all’applicazione stessa
To protect your information from these unusual bugs, we also back it up to tape. Since the tapes are offline, they’re protected from such software bugs. But restoring data from them also takes longer than transferring your requests to another data center, which is why it’s taken us hours to get the email back instead of milliseconds.
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01 mar 2011 - 13:47 - #2è il cloud, bellezza
romfladef
01 mar 2011 - 13:53 - #3@ice La chiave è in «also»: la strategia di base consiste nel mirroring dei dati in diverse webfarm, nello specifico hanno utilizzato il backup su nastro, che giustifica i tempi più lunghi perché i messaggi ricompaiano. Mi sembrava giusto “chiudere” col comunicato di Google, perché si tratta di un servizio molto usato.
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01 mar 2011 - 14:30 - #4hanno utilizzato il backup su nastro
secondo me per risparmiare li hanno anche comprati usati
romfladef
01 mar 2011 - 14:40 - #5Effettivamente, dubito che siano in molti ad aver mai visto dei nastri, come supporti di memorizzazione: io li ricordo solo vagamente ed erano i primi anni ‘90.
Federico2
01 mar 2011 - 14:41 - #6Se penso al costo dei nastri (rispetto ai dischi) e ai trillionbytes di dati da backuppare ogni secondo and forever and ever mi viene da rabbrividire… certo che Goooogle ne ha di soldini da spendere.
romfladef
01 mar 2011 - 14:45 - #7È un motivo simile a quello che porta il cinema a utilizzare la pellicola: costi e prestazioni elevati. Ma non hanno più senso e neppure le banche li usano più.
AtomicKittie
01 mar 2011 - 15:29 - #8Boh, sarà un caso, ma oggi gmail mi funziona malissimo :D
ice
01 mar 2011 - 15:37 - #9facciamo differenza tra backup e archivio
ci sono vari livelli di backup
il backup da archiviare offline si fa ancora oggi su nastri che hanno una durata che raggiunge i 50 anni
i dischi invece si smagnetizzano nell’arco di 10 anni
.
Lo stato dell’arte nel 2011 prevede nastri con capacità raw di 5TB
romfladef
01 mar 2011 - 15:46 - #10A quanto ne so, l’uso del nastro è stato pressoché abbandonato dove avevo avuto modo di usarlo (nei primi anni ‘90, appunto): suppongo che la tecnologia sia profondamente diversa, oggi. Però se addirittura una banca li ha archiviati, è evidente che la scelta di Google abbia dei costi esorbitanti. Meglio per gli utenti!
DiavoloInPersona
01 mar 2011 - 16:19 - #11Garantisco, l’ho visto con i miei occhi: una delle maggiori banche italiane fa alcuni backup di dati sensibilissimi su nastro, quindi non vedo tutto questo stupore nel fatto che li usi anche Google
duncanita
01 mar 2011 - 17:21 - #12La scelta del nastro è fatta pricipalmente per ragioni di costo per byte, nonostante tutto sono ancora quelli con costo più basso, con le quantità di dati usate da Google non credo che ci siano soluzioni alternative per il backup offline.
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01 mar 2011 - 18:06 - #13onostante tutto sono ancora quelli con costo più basso
se è così questa è anche l’unica spiegazione logica per quei braccinicorti di Google
Blog123
01 mar 2011 - 18:12 - #14Il principale vantaggio del nastro, oltre che del costo, è che è difficile che vada perduto.
Un HD o altri dispositivi elettronici possono rompersi. Il nastro invece va perduto solo se si smagnetizza.
augustus
02 mar 2011 - 02:22 - #15E per qualsiasi altra azienda.
Ah no e’ vero, per risolvere un problema, useresti la soluzione piu’ costosa, sebbene ce ne siano altre che raggiungono lo stesso scopo con costi minori. Eh Ghost, si vede che sei il presidente di un’azienda…..
alga79
02 mar 2011 - 09:56 - #16Concordo con “ice”, il nastro è usatissimo ancora oggi, sia da aziende piccole che da aziende di grosse dimensioni.
volf
02 mar 2011 - 22:38 - #17Nella multinazionale dove lavoro (con 800G$ di fatturato annuo) il backup viene fatto su nastro. La tecnologia non è come ve la immaginate al tempo del VIC20 e del Sinclair. Anche se il costo è maggiore rispetto ad altri supporti è stato scelto per la sua affidabilità.
bisonteafricano
06 mar 2011 - 15:19 - #18suggerisco di dare un ‘occhiata al blog ufficiale per restare in contatto con il mondo G:
http://googleblog.blogspot.com