Do No Track: il W3C accoglie la proposta di Microsoft per il browser

W3C - Do Not TrackAbbiamo parlato spesso di Do Not Track, l'opzione per escludere il tracciamento delle intestazioni del browser via HTTP. Microsoft è stata la prima a implementare questa impostazione su Internet Explorer 9: Mozilla ha fatto altrettanto in Firefox 4 Beta 11. Anche Google Chrome e Opera dovrebbero uniformarsi con le prossime versioni.

Il World Wide Web Consortium (W3C), cioè il consorzio deputato al mantenimento degli standard per il web, ha accolto la proposta di Microsoft per fare di Do Not Track un'opzione condivisa da tutti i browser e i linguaggi. È una conquista per la protezione della privacy degli utenti benché da sola non sia sufficiente alla sicurezza.

In sostanza, Do Not Track è un'opzione per bloccare informazioni come la versione e il produttore del proprio browser, oltre a cookie e dati sul sistema operativo in uso. Queste informazioni hanno scopi molto diversi: si passa dal riconoscimento degli stili CSS compatibili col browser di navigazione alla pubblicità sugli interessi.

È soprattutto quest'ultima l'operazione più pericolosa per la privacy: visualizzare la versione di un sito compatibile col proprio browser è nell'interesse dell'utente. Prestarsi a statistiche di mercato, pubblicità mirata alle proprie abitudini e quant'altro... non lo è affatto. O, non per tutti. E Do Not Track “dovrebbe” evitarlo.

Dovrebbe, perché l'opzione Do Not Track da sola non basta. L'utilità è nell'evitare la trasmissione coatta di questi dati in background, senza cioè l'interazione dell'utente: è il modo in cui i siti reperiscono le intestazioni via HTTP. Però, dai DNS ai cookie e con le Rich Internet Application (RIA), il discorso si complica molto.

Se si utilizzano i DNS di Google ad esempio l'opzione Do Not Track è pressoché inutile: le stesse informazioni sono comunque tracciate da qualcuno. Certo non dai siti visitati, sicuramente da Google. Disabilitare i cookie può comportare l'inibizione di molti servizi utili e lo stesso vale per JavaScript o Adobe Flash. È un placebo.

Via | W3C

  • shares
  • +1
  • Mail