Logo Blogo

Dopo il Nobel per la Pace del 2010, il ruolo di internet dall'Egitto

Pubblicato: 21 feb 2011 da Federico Moretti

Commenti dei lettori

6th of April Youth Movement
Internet non ha vinto il Nobel per la Pace nel 2010, tuttavia si sta affermando come strumento principale per la comunicazione nei paesi in cui il popolo scende nelle piazze per chiedere le dimissioni dei governi e delle elezioni democratiche. Lo dimostrano i tempestivi blocchi della connettività dapprima in Egitto, quindi in Libia.

È indicativa l’importanza, in tutto ciò, dei social network: in Italia Facebook è un “divertissement” di cui spesso si abusa. In Egitto, è stata la piattaforma della rivoluzione. Il 6th of April Youth Movement (o, Shabab 6 April), co-fondato da Ahmed Maher, ha portato alle dimissioni di Hosni Mubarak in soli tre anni dalla nascita.

Per suggellarne l’importanza, un uomo ha chiamato Facebook Jamal Ibrahim la figlia primogenita (nata dopo la rivoluzione del 25 gennaio di Piazza Tahrir). Per Semil Shah, un imprenditore di Palo Alto d’origini indiane, l’espressione politica sarà la nuova «onda sociale» del web. E sarà monetizzabile attraverso piattaforme dedicate.

Shah non si preoccupa solo del possibile guadagno derivante da social network specializzati nella pubblicazione di opinioni politiche. S’interroga soprattutto sugli strumenti utili a supportare il dialogo nei paesi in cui la banda larga è ancora un’utopia, sottolineando come siano Facebook, GMail e Twitter le piattaforme utilizzate.

Servizi ottimizzati per usi totalmente diversi. Eppure, l’esercito egiziano sfrutta proprio Facebook per comunicare con la popolazione in questi giorni d’instabilità politica. È corretta l’analisi di Shah sul ruolo di Facebook: lo utilizzano perché non esiste qualcosa di più appropriato. Quale portale aggregherebbe tanti individui?

Un errore diffuso è quello di considerare Facebook (e i social network) con un approccio da Occidentali. La continua specializzazione dei servizi può essere utile a fidelizzare un target ristretto: le proteste nordafricane e mediorientali, però, non sono nate su piattaforme di nicchia. Forse, è proprio Facebook il luogo più idoneo.

Foto | Facebook

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
6 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Cifra WM

    21 feb 2011 - 11:17 - #1
    0 punti
    Up Down

    Il mondo lo sta capendo, l’Italia proprio no, però questa è la testimonianza: internet non è solo giochi online, Facebook per spiare i tuoi amici o leggere il quotidiano (se va bene). E’ un bene dell’umanità e bisogna che i “grandi” lo capiscano.
    Obama lo sta facendo. A quando l’Italia?

  • Profilo di fedalfmor

    fedalfmor

    21 feb 2011 - 11:20 - #2
    0 punti
    Up Down

    Bella domanda. Se consideriamo quanto ha impiegato l’Italia per avere una televisione al pari dell’Europa e degli Stati Uniti (e per quella generalista non è ancora così), la prospettiva è tutt’altro che rosea. Ciò, nonostante gli Italiani siano apprezzati in tutto il mondo come sviluppatori sul/per il web.

  • 0 punti
    Up Down

    non vorrei sbagliare ma internet è stato candidato al Nobel 2011 e comunque chi è candidato una volta può sempre essere “ripescato” in seguito … come a Sanremo :)

  • Profilo di fedalfmor

    fedalfmor

    21 feb 2011 - 11:50 - #4
    0 punti
    Up Down

    Sì, la candidatura sembra anche a me sia stata riproposta: molti concordano sul fatto che, vinto oppure no, l’importanza di internet in questi casi sia evidente. Del resto io mi domando, se mai vincesse un Nobel, a chi andrebbero i fondi del premio.

  • -2 punti
    Up Down

    il premio se lo fotterà di sicuro Google e sarà ritirato dai due “genii” di Mountain View

  • Profilo di iamor

    iamor

    22 feb 2011 - 00:59 - #6
    0 punti
    Up Down

    @4
    Ai “padri” di internet