Hillary Clinton parla della libertà di Internet

Hillary Clinton parla della libertà di Internet

Il tema della libertà di Internet è negli ultimi tempi più in voga che mai, in ogni sua forma: la situazione di turbolenza in nazioni come l'Egitto, la possibilità di permettere o meno a siti come WikiLeaks la propria attività e altre facce della libertà della rete sono ormai quotidianamente trattati online e non. Il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, ha sostenuto un discorso a Washington presso la George Washington University, dal quale arrivano alcune indicazioni sulla linea di pensiero del Governo degli Stati Uniti in merito.

La Clinton è partita proprio dagli sforzi fatti in Egitto per tenere sotto controllo le proteste dei cittadini, tagliando loro le vie di comunicazione offerte da Internet ma fallendo (fortunatamente) nell'obiettivo con il Presidente Mubarak costretto a cedere la sua carica di fronte all'ondata di proteste sempre più crescente. Altra nazione citata nel discorso è stata la Tunisia, dove l'ex Governo ha censurato Internet (combattendo anche contro Facebook), anche in questo caso fallendo nel proprio tentativo, finendo per essere capovolto dalla volontà delle persone. Ma la libertà in Internet non è minacciata solo in questi casi più eclatanti, visto che la Clinton ha portato come esmpi anche l'Iran, dove la tecnologia viene usata da un lato per bloccare le proteste e dall'altro per tenerle sotto controllo, e la Siria, dove un diciannovenne è stato condannato a cinque anni di prigione per aver espresso idee politiche sul proprio blog.

Ecco le parole del Segretario di Stato in merito alla questione:

"Crediamo che i governi che hanno eretto barriere alla libertà di Internet, che siano filtri tecnici, regimi di censura o attacchi verso chi esercita i propri diritti di espressione e di assemblea online, si ritroveranno chiusi in sé stessi. Si troveranno in un dilemma dittatoriale nel quale scegliere di abbattere i muri o pagare il prezzo necessario a mantenerli in piedi"

Ma come dicevamo la libertà di Internet non è solo questa: c'è anche la spinosa questione WikiLeaks, sulla quale pubblicazione dei documenti riservati la Clinton dice chiaramente di ritenere che "sia partito tutto con un furto", e rispondendo a chi sosteneva che i documenti governativi dovrebbero essere aperti a tutti si è dichiarata in disaccordo, in quanto tale pubblicazione metterebbe a rischio la vita di diplomatici, attivisti e cittadini:

"Gli Stati Uniti non potrebbero garantire la sicurezza dei cittadini o promuovere i diritti umani e la democrazia nel mondo, dovendo rendere pubblico ogni singolo sforzo. Le comunicazioni private danno al Governo l'opportunità di svolgere un tipo di lavoro che non potrebbe essere fatto altrimenti. Pubblicando i cables, WikiLeaks ha esposto le persone a grandi rischi"

Nulla di nuovo sotto il sole dirà qualcuno, soprattutto per quanto riguarda l'argomento WikiLeaks, sul quale si è dibattuto tantissimo: effettivamente dal discorso non emergono altre linee di pensiero diverse da quella già nota del Governo USA in merito. È comunque da rilevare, per quanto riguarda la prima parte del discorso, l'attenzione degli USA verso la libertà di Internet, compresa la presunta facoltà degli Stati Uniti di riattivare la rete laddove i governi dovessero decidere di staccarle la spina localmente.

Via | CNet
Foto | Flickr

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