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Ecco perchè Twitter dovrebbe estendere i messaggi ad oltre 140 caratteri, secondo Richard MacManus

Pubblicato: 17 feb 2011 da claudiasantini

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tweetdeck

Twitter dovrebbe ormai consentire nativamente la pubblicazione di messaggi che vadano oltre i 140 caratteri: questa la conclusione di un’interessante analisi condotta da Richard MacManus, autore di ReadWriteWeb. Ragionando sullo stato attuale del più popolare servizio di microblogging, è forse il limite di 140 caratteri a rendere i tweet quello che sono? O forse Twitter si è evoluto, diventando anche un servizio di messaggistica in tempo reale che non necessita più di limitazioni?

Seppure molti amino Twitter per quello che è, uno dei client più popolari è TweetDeck, che ha recentemente introdotto la funzionalità “long post” (ovvero messaggio lungo) chiamata Deck.ly. Deck.ly permette agli utenti Twitter di pubblicare messaggi più lunghi dei tradizionali 14o caratteri; a questo punto Twitter dovrebbe prendere esempio per continuare la propria espansione/mutazione nel mainstream?

Deck.ly funziona nel seguente modo: scrivendo in TweetDeck un tweet che superi i 140 caratteri, gli altri utenti TweetDeck leggeranno il messaggio per intero se non supera una certa lunghezza, altrimenti vedranno un link ‘Read More’. Cliccandovi sopra si apre una finestra pop-up con il resto del messaggio. In altri client di terze parti, oppure leggendo i tweet dal browser su Twitter.com, tutti i messaggi Deck.ly vengono mostrati in forma abbreviata con un link che riporta al testo intero su pagina web.

Forse non si tratta di una funzionalità poi così nuova e rivoluzionaria, ma permette di riflettere sulle tendenze future: è ora che anche Twitter si espanda e consenta messaggi più lunghi, complessi e più comprensibili alla maggior parte degli utenti? La messaggistica istantanea di questo tipo ha visto un boom negli ultimi due anni, grazie ai colossi quali Facebook e Twitter. Gli aggiornamenti di stato di Facebook sono la reale ossatura sulla quale si appoggia il social network, ma i tweet hanno catturato maggiormente l’attenzione dei media e del pubblico, favorendo una circolazione di informazioni capillare.

Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che Facebook rimane un sistema parzialmente chiuso, in cui per leggere gli status bisogna stringere amicizia con determinate persone ed essere iscritti al servizio, mentre la maggior parte dei tweet circolano liberamente, visibili a chiunque. La limitazione ai 140 caratteri comunque esiste da sempre su Twitter, obbligando gli utenti a comporre testi brevi, che vadano immediatamente al punto della questione.

Twitter ha iniziato ad incentivare gli utenti con un messaggio ‘What are you doing?’, ovvero “cosa stai facendo?”. Nel Novembre del 2009, il messaggio si è trasformato in ‘What’s happening?’, ovvero “cosa succede?”. Questo piccolo cambiamento ha aiutato il servizio ad evolvere da messaggi come “sto facendo la colazione”/”sto guidando la macchina” a messaggi in cui venivano condivise notizie di cronaca, eventi e discussioni con un più ampio interesse.

Il problema dei servizi come quello offerto da TweetDeck è che per la maggior parte degli utenti viene richiesto un click in più, semplice procedimento che scoraggia l’approfondimento e toglie l’aspetto caratteristico dell’informazione a colpo d’occhio. Quandi di voi non hanno avuto voglia/tempo di cliccare su un link proposto in un tweet, sebbene dall’aspetto interessante? Le tendenze però cambiano, Twitter diventa sempre più uno strumento di informazione collaterale zeppo di link multimediali a foto, post di blog, articoli, video, check-in in Foursquare e simili e via dicendo.

Twitter ha lanciato a Marzo scorso un restyling del sito, rendendolo più adatto al crescente numero di informazioni multimediali utilizzati, permettendo agli utenti che leggono da Twitter.com (che sono ancora la maggior parte) di vedere foto e video direttamente dall’interfaccia. Un piccolo passo avanti, comunque molto apprezzato da chi non ama cliccare un link in più. Quindi, perchè non integrare anche la possibilità di messaggi più lunghi direttamente nel servizio?

Secondo l’autore dell’editoriale, l’abbattimento del limite di 140 caratteri non porterà alla morte dei tweet brevi, che rimarranno comunque i prediletti dal pubblico, ma si utilizzeranno messaggi più lunghi in casi in cui ce ne sia reale bisogno. Forse i nuovi utenti andrebbero “educati” ad un utilizzo real-time con messaggi concisi che vadano direttamente al punto, ma Twitter continuerebbe ad attirare user mainstream rimuovendo qualsiasi barriera di utilizzo.

Cosa ne pensate voi? Twitter dovrebbe apportare questa modifica? Sarebbe un bene o un male?

[Via ReadWriteWeb]

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di mcalamelli

    mcalamelli

    17 feb 2011 - 13:50 - #1
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    Cito un mio post di inizio febbraio: se pensi che la caratteristica di un servizio sia suo limite, non aggirare il limite, ma cambia servizio.

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    500 caratteri sarebbe meglio ma poi raddoppia il tempo di lettura specie per chi usa questo servizio assiduamente

  • Profilo di softcodex

    softcodex

    17 feb 2011 - 14:30 - #3
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    #1 quoto in pieno.

    i tweet si devono leggere velocemente, se sono lunghi, allora perde senso il servizio.

    twitter va bene così!

  • Federico2

    17 feb 2011 - 16:49 - #4
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    A morte i post logorroici: 140 caratteri forever and ever.

  • yemmi

    17 feb 2011 - 23:17 - #5
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    meglio rimanere con i 140 caratteri, alla fine la forza di twitter è la semplicità e l’immediatezza
    se proprio devono espandere il numero dei caratteri direi non più di 250 cmq

  • Matteo Mazzucco

    04 mar 2011 - 10:08 - #6
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    Quoto yemmi…anche se ormai Twitter viene usato solo per condividere link non per scrivere qualcosa che abbia realmente un valore.