
Come anticipato pochi giorni fa, gli ultimi cinque blocchi di indirizzi IPv4 sono stati assegnati ai rispettivi Regional Internet Registry (RIR), che avranno così gli ultimi indirizzi IP da assegnare ai dispositivi collegati a Internet, dopodiché sarà necessario affidarsi necessariamente a IPv6 per espandere la rete.
La fine completa degli indirizzi, come sappiamo, non avrà luogo a breve ma è prevista entro i prossimi mesi, anche se è difficile predire con esattezza quando il protocollo IPv4 diventerà completamente obsoleto. Il primo RIR a finire i propri indirizzi sarà secondo le previsioni l’APNIC, quello dedicato all’area di Asia e Pacifico, mentre ARIN (Nord America) e RIPE (Europa, Russia e Medio Oriente) dovrebbero riuscire ad arrivare alla fine del 2011 senza rifiutare alcuna richiesta. LACNIC (Sud America) e AfriNIC (Africa) avranno invece ancora più tranquillità nelle assegnazioni di indirizzi.
In caso di fine prematura di indirizzi IPv4 comunque, tecnologie tipo quella NAT potranno sicuramente venire incontro per affrontare l’emergenza, ma si tratterà in ogni caso di un ripiego visto che il raggruppamento di più dispositivi dietro un unico indirizzo IP sta spesso stretto perfino alle utenze domestiche, figurarsi a quelle aziendali. La vera possibilità di progresso sarà quindi nelle mani di IPv6: i vari soggetti coinvolti ci hanno più volte ripetuto che il passaggio sarà indolore, programmando come sappiamo anche un World IPv6 Day per il prossimo 8 giugno, giorno in cui i principali siti web del mondo passeranno con tutta la loro piattaforma a IPv6.
Per noi comuni mortali il passaggio da IPv4 a IPv6 non comporterà fortunatamente nemmeno spese aggiuntive, visto che la maggior parte dell’hardware e del software più recente già supporta la nuova versione del protocollo. Chi dovesse essere interessato a un confronto tra IPv4 e IPv6 in termini di numeri, apprezzerà la tabella comparativa pubblicata da DeepTech insieme a un’esaustiva raccolta di Q&A sull’argomento: la trovate dopo il break.
Via | Arstechnica.com

morocarlo
04 feb 2011 - 11:20 - #1complimenti ai grandi gestori.. era da anni che si sapeva e sono riusciti a fare questo bel casino… Prima della fine del 2011 di sicuro non entrerà in vigore l’ipv6 e l’Asia si troverà senza indirizzi ip!
Speriamo che con questa scusa i gestori italiani non comincino con i disservizi o con i nuovi abbonamenti su linee già sature…
bejelit
04 feb 2011 - 15:31 - #2ma ancora co sta storia? stiamo qui a piangere su 1024 (calcolati come 256 * 4) indirizzi che son stati assegnati …. basta riprendere gli indirizzi assegnati a quelle solite quattro aziende che tramite lecchinaggi e raccomandazioni c’hanno un intera classe A ( o addirittura + classi A ) assegnata! ( http://www.iana.org/assignments/ipv4-address-space/ipv4-address-space.xml )
basta solo che una di queste aziende rinunci ad avere una classe A per accontentarsi di una “giusta” classe C (e non ditemi che hanno + di 255 indirizzi statici pubblici perche non è vero, basta controllare sull’iana o ripe ) e si recuperano sedici milioni di indizzi .. e noi quà stiamo a compiangerne mille!!!
Snake_91
05 feb 2011 - 08:43 - #3Bejelit ha ragione…. se molte aziende rinunciassero ad avere blocchi di ip numerossimi e inutillizati con classe A, nn avremmo questo problema e recuperassimo miliardi di indirizzi IP….
alessanro
07 feb 2011 - 14:47 - #4Concordo!