Yemen: siti governativi in down anticipato per il "Day of Rage", la protesta si organizza con Crowdvoice

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Dopo gli attacchi DDoS alle compagnie che hanno negato i propri servizi/supporti a Wikileaks, il collettivo hacker "Anonymous" ha rivolto la propria attenzione ai regimi oppressivi, colpendo alcuni siti governativi dello Zimbabwe, della Tunisia e dell'Egitto, mandandoli in down. Come già saprete, la sigla DDoS significa denial of service ed è un vero attacco informatico tramite il quale si cerca di bloccare il funzionamento di un sistema informatico che fornisce un servizio lavorando su uno dei parametri d'ingresso fino a sovraccaricarlo tanto da non renderlo più raggiungibile.

Il nuovo obiettivo degli attacchi essere lo Yemen in previsione del "Day Of Rage" previsto per oggi 3 Febbraio. Lo Yemen è attualmente l'unico regime repubblicano della Penisola araba e si trova all'estremità meridionale della penisola del Medio Oriente. Non sappiamo se l'attacco sia organizzato da Anonymous o da terzi, dato che al momento nessuno lo ha rivendicato, ma i siti governativi della regione non sono raggiungibili.

Tra gli obiettivi dell'attacco troviamo il sito del Ministro dell'Informazione dello Yemen, l'ufficio delle imposte e il sito del presidente Ali Abdullah Saleh. Tra i siti non funzionanti al momento troviamo anche:

  • aden.gov.ye
  • legalaffairs.gov.ye
  • natec.gov.ye
  • parliament.gov.ye
  • Intanto gli eventi che hanno sconvolto l'Egitto sono stati d'esempio, con l'organizzazione dei manifestanti tramite Internet. Tutte le rivolte nella zona sono partite da quella della Tunisia e lo Yemen avrà oggi il proprio "Giorno della Rabbia". Insieme al portale di notizie locali online YemenPortal, l'eclettico gruppo di attivisti chiamato MidEast Youth ha lanciato una versione in lingua inglese ed araba del proprio software e sito web Crowdvoice per catturare e diffondere informazioni sulla protesta di oggi.

    CrowdVoice permette ai lettori di leggere e contribuire ad una aggregazione dinamica di informazioni basate su topic specifici. Reza Aslan, attivista Iraniano-Americano e autore sul Daily Beat, lo ha definito "un potente strumento per scoprire le voci del dissenso".

    Il tool include anche un widget per i blog per garantire maggiore diffusione di notizie. Le proteste in Yemen in realtà avvengono quotidianamente nella capitala Sanaa a partire dalla metà dello scorso Gennaio. Il 27 Gennaio si sono mossi circa 16.000 protestanti. Come in Tunisia e in Egitto, la richiesta del popolo è quella di destituire il presidente ormai in carica da 32 anni.

    Diversamente da Egitto e Tunisia, però, la protesta di oggi è fortemente richiesta dai rappresentati di un gruppo Islamico, guidato da Tawakel Karman, attivista e fondatrice dell'organizzazione non governativa Women Journalists Without Chains, ovvero Donne Giornaliste Senza Catene.

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