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Google: Bing copia i nostri risultati di ricerca

Pubblicato: 02 feb 2011 da Rosario

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Google: Bing copia i nostri risultati di ricercaLa lotta nel mercato dei motori di ricerca ha avuto un bello scossone grazie a quanto ampiamente dettagliato da un articolo di Searchengineland, dove si parla senza mezzi termini di copia da parte di Bing dei risultati di ricerca apparsi agli utenti Google, con tanto di dichiarazione da chiamata al 115 da parte di Amit Singhal, una delle principali menti dietro all’algoritmo di ranking del motore di ricerca più usato al mondo:

“Ho speso tutta la mia carriera inseguendo un buon motore di ricerca. Non ho nessun problema nei confronti di concorrenti che sviluppano un algoritmo innovativo. Ma copiare non è innovazione, a casa mia”

Ma facciamo un passo indietro, e andiamo a vedere quale sarebbe l’accusa da parte di Google nei confronti di Bing. Secondo la società di Mountain View, il motore di ricerca Microsoft avrebbe spiato i propri utenti nel corso del tempo, andando così a mettere l’occhio sulle loro ricerche effettuate su Google e i siti da loro scelti nella pagina dei risultati, usando queste informazioni per migliorare Bing e influenzare così la sua lista dei risultati. Il mezzo col quale tutto ciò sarebbe stato realizzato sarebbe la Bing Bar, barra degli strumenti del proprio motore di ricerca, che Microsoft incoraggia a installare con tanto di checkbox che proprio in fase d’installazione chiede di dare il seguente permesso:

“Migliora la tua esperienza online coi contenuti personalizzati, permettendoci di raccogliere informazioni aggiuntive sulla tua configurazione di sistema, le ricerche che fai, i siti che visiti e come usi il tuo software. Useremo anche questa informazione per migliorare i nostri prodotti e servizi”

Frasi per conto loro già alquanto inquietanti, che dovrebbero spingere chi ha installato la barra (ma a dire il vero non solo quella di Bing) con tale opzione attivata a prendere immediatamente provvedimenti. A ogni modo, tornando all’argomento principale la risposta da parte di Microsoft non ha tardato ad arrivare, per bocca di Stefan Weitz, capo del motore di ricerca Bing:

“Come potete immaginare, usiamo molteplici segnali e approcci quando riflettiamo sul nostro ranking, ma come il resto dell’industria, non andremo maggiormente nel dettaglio. Chiaramente l’obiettivo finale è fare un lavoro migliore nel determinare gli scopi di una ricerca, in modo da indovinare la migliore e più rilevante risposta a una determinata query. Software come la toolbar ci aiutano coi dati riguardanti i click degli utenti, uno dei segnali che noi e altri motori usiamo per dare un livello ai siti. Questo ‘esperimento di Google’ sembra un modo per confondere e manipolare alcuni di questi segnali”

L’esperimento di cui parla Weitz è quello dettagliato su Searchengineland, dal quale si evince che è dal maggio del 2010 che Google sta tentando di raccogliere prove prima di lanciare l’accusa definitiva a Bing. Accusa che potrà sicuramente avere diversi inevitabili sviluppi nei prossimi tempi: per il momento non ci resta che stare a guardare cosa accadrà.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di danilo-freiles

    danilo-freiles

    02 feb 2011 - 11:06 - #1
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    Copiare per farsi belli nei confronti di altri non è certamente da ammirare.
    Però il copyright è stato, secondo me, inventato per consentire a qualcuno di guadagnare cullandosi sui propri risultati.
    Se tutto fosse Open Source il mondo sarebbe in continua evoluzione perché ognuno potrebbe godere dei progressi dell’umanità ed ognuno potrebbe apportare dei miglioramenti. Se qualcuno seguisse le mie orme mi sentirei orgoglioso perché saprei di aver contribuito positivamente alla causa.
    A livello di risorse, inoltre, ci sarebbe un grande risparmio perché si eviterebbe di investire su tecnologie che fanno la stessa cosa e che finiranno per morire in caso di scontro con altre più efficaci.
    Con la condivisione basterebbero pochi sforzi per migliorare un progetto già esistente e, soprattutto, collaudato.

  • Profilo di ei

    ei

    02 feb 2011 - 11:37 - #2
    2 punti
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    @ Danilo
    Belle parole, ma un po utopiche, visto che a fine mese devi mangiare, tu e la tua famiglia.
    A tuo figlio cosa dirai? Vai dal vicino e prendi due mele dall’albero, tanto sono in condivisione?
    Finché ci sarà il SOLDO,non si potrà realizzare nulla di quello che tu dici….

  • ::: FREE Q&A on FaceAnswers.com :::

    02 feb 2011 - 14:57 - #3
    2 punti
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    la cosa grave non è che Bing copia Google ma che per farlo MS spia sistematicamente gli utenti

  • Profilo di marco-dianti

    marco-dianti

    02 feb 2011 - 15:13 - #4
    0 punti
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    beh se l’utente acconsente non è proprio “spiare” ma… orrenda figura di microsoft comunque… mi vergogno per loro

  • Profilo di augustus

    augustus

    02 feb 2011 - 17:31 - #5
    1 punto
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    danilo-freiles

    Continua evoluzione? Se io/azienda, voglio investire nella ricerca per creare una technologia, perche’ dovrei spendere i miei soldi se dopo una qualsiasi altra persona/azienda puo’ usufruire del mio lavoro, gratis?

    Se io/azienda spendo milioni nello sviluppo di un medicinale, come ci rientro dei costi se poi, un’altra qualsiasi azienda, mi puo’ copiare la formula/composizione senza aver speso un centesimo, e venderla quindi anche a meno, visto che loro, i soldi nella ricerca, non li hanno dovuti spendere?

    No, non ci sarebbe “costrante evoluzione”, ci sarebbe un’azzeramento da parte della ricerca fatta da privati (azienda, universita’, laboratorio di ricerca, singolo individuo).
    Quello che hai descritto non e’ un’utopia, ma un’illusione.

  • lucusta

    03 feb 2011 - 00:12 - #6
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    se tu/azienda investi in una ricerca per poi immettere sul mercato un prodotto che non solo ripaga la ricerca effettuata, i costi di produzione, i costi accessori, gli investimenti per altre innovative ricerche, ma anche il tuo parco di ferrari, le tue ville in paradisi fiscali (non faccio politica), e tutta la bella vita, posso anche essere d’accordo, in finale, ma che il tuo diritto di sfruttamento di tale ricerca ti sia concesso per una durata tale che quando scade e’ inutile anche nel paese meno progredito del mondo, questo mi pare troppo.

    nella nostra epoca non e’ lo sfruttamento dell’idea ad essere sbagliato, ma la durata dello sfruttamento.

    a mio avviso chi vole detenere i diritti per un’idea (propria o acquistata) per prima cosa dovrebbe averli limitati nel tempo (in proporzione al nostro mondo odierno 5 anni sono anche troppi), e poi dovrebbe concedere i diritti a tutti, compresi i dettagli della ricerca effettuata.
    e’ utopistico anche questo, lo riconosco, in quanto facendo cosi’ si avrebbero ritardi sul progresso dei paesi poveri molto piu’ limitati, il che li renderebbe meno poveri e quindi meno sfruttabili, ma sarebbe un mondo quasi giusto.
    nessuno poi vieta che in quei 5 anni fai tutti i soldi che vuoi.

  • Sebastiano Cannata

    03 feb 2011 - 00:45 - #7
    -1 punto
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    Google ha utilizzato laptop che utilizzano IE con siti suggeriti e Bing Toolbar installata, per la sua dimostrazione simulata.

    Google può solamente dimostrare che Microsoft utilizza le abitudini di navigazione degli utenti per migliorare il suo motore di ricerca, una azione che si accetta in termini di servizio quando si eseguono i siti suggeriti e installato Bing Toolbar.

    Un utente effettua una ricerca utilizzando la parola chiave falsa (come hanno fatto i dipendenti Google) e poi cliccano su un link (come hanno fatto i dipendenti Google). Bing registra il termine di ricerca e il collegamento su cui gli utenti hanno fatto clic.

    Questa non è la copia diretta dei risultati di Google. Sì, indirettamente annota i risultati anche di Google, ma i dati archiviati si basano su azioni dell’utente. Senza quelle azioni, e senza la toolbar Bing installata (lo si deve fare volontariamente), Bing non potrebbe annotare nulla di Google.

    Forse si è persa un’occasione per non fare pubblicità a Bing (motore “intelligente”), da parte di Google!

  • Profilo di augustus

    augustus

    03 feb 2011 - 02:45 - #8
    0 punti
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    lucusta

    La tua e’ una critica costruttiva, che e’ stata gia’ presentata in modo pressante da persone/organizzazioni anche di risalto nell’ambito legislatio. Ed e’ una critica completamente valida.

    Ma quello detto da danilo-freiles e’ un’altra cosa completamente. E la mia era una risposta al suo “argomento” (virgolettato perche’ di argomentazione ce n’era davvero poca). Nel senso, sono cose che si studiano tranquillamente in un qualsiasi corso universitario di base di economia, nulla di complesso. Oltre al fatto ad essere un’eresia (per non essere volgare) anche con un’educazione liceale.