
A quanto pare, era una mossa già annunciata quella di Google, che in queste ore ha iniziato silenziosamente a censurare alcune ricerche legate a termini potenzialmente “pericolosi” in termini di pirateria. La censura riguarda però solo i due servizi di completamento automatico e Google Instant, mentre non dovrebbe andare a impattare la normale ricerca: questo è almeno quanto anche io ho notato facendo un paio di prove.
Il funzionamento dovrebbe prevedere la semplice presenza di una blacklist di parole da non “aiutare” con Instant e Autocomplete, all’interno della quale troviamo parole come BitTorrent, uTorrent, il semplice torrent, ma anche Rapidshare e così via. Le reazioni dei diretti interessati non hanno tardato ad arrivare, prima tra tutte quella di Simon Morris di BitTorrent:
“Rispettiamo il diritto di Google di determinare algoritmi che possano fornire risultati di ricerca appropriati alle richieste degli utenti. Detto ciò, il marchio della nostra società è unico, e siamo certi che chiunque scriva le sue prime cinque o sei lettere meriti lo stesso tipo di accesso facilitato a chi cerca qualsiasi altra società.”
“Una ricerca rapida per “BitTorrent” restituisce una varietà di link legittimi e utili, tra i quali informazioni sull’azienda, sul software, sul protocollo open-source e altro. Ciò che Google non comprende è che la nostra tecnologia è usata per molti scopi che forniscono valore aggiunto alle industrie, artisti e consumatori in generale”
Tuona anche RapidShare:
“Sapevamo dei piani di Google da qualche settimana. Siamo d’accordo che alcuni suggerimenti di ricerca non possano creare problemi gravi a RapidShare, ma siamo preoccupati che allo stesso tempo il legittimo interesse dei nostri utenti possa essere colpito. Crediamo che sia stata una decisione sbagliata quella di rimuovere il termine “RapidShare” dai suggerimenti
Siamo uno dei più popolari siti al mondo. Ogni giorno centinaia di migliaia di utenti si collegano ai nostri servizi per soddisfare i propri legittimi interessi. Questo è il motivo per cui Google è andato troppo in là con la censura dell’algoritmo di suggerimento. I risultati di un motore di ricerca dovrebbero riflettere gli interessi di chi lo usa e non quelli di Google o chiunque altro.”
E RapidShare sembra proprio aver centrato il bersaglio, visto che il rilascio di questa modifica è ovviamente avvenuto in modo molto silenzioso, in quanto immaginiamo che Google non voglia colpire l’animo sensibile dei bucanieri (e non) che frequentano il motore di ricerca. Sta di fatto però che questo provvedimento segna un’importante decisione di appoggio nei confronti delle major (già autrici su Google di innumerevoli pressioni) e di chi si batte strenuamente per la difesa del copyright come MPAA e RIAA. Non è detto a questo punto che in futuro non si possa andare ulteriormente oltre.
Via | Thenextweb.com
TheSilver
27 gen 2011 - 12:16 - #1Secondo me questa è una cosa davvero gravissima, è inutile che si nascondano dietro a “ma utorrent è usato anche dai pirati” o “da rapidshare puoi scaricare pure i giochi” questa è censura bella e buona, il che per un motore di ricerca di questo calibro è ancora più grave.
commissa
27 gen 2011 - 12:53 - #2Ma quando i suggerimenti non esistevano neanche…?
-Ryo-
27 gen 2011 - 13:24 - #3Va beh, se il problema è aggiungere a mano la parola torrent o rapidshare nella ricerca, non mi sembra così traumatico. XD
oceanoweb
27 gen 2011 - 13:36 - #4Concordo con Ryo !
Non mi pare una tragedia ! :-D
first100
27 gen 2011 - 13:57 - #5Questo limitare la libertà individuale, a chi scrive che non è cosi grave dico che cominciano così poi piano piano tolgono anche tutto il resto.
first100
27 gen 2011 - 14:00 - #6Quando poi Google poteva filtrare davvero e meglio i risultati affinchè non ci si trovasse con due click su una pagina porno non ha fatto nulla , perchè ? Perchè sono i soldi a comandare mica l’etica o la morale.
farn
27 gen 2011 - 14:08 - #7Guardate che il problema non è l’effetto ottenuto.
Il problema è l’ideologia censoria che sta dietro.
Ragazzi siamo nel 2011, vi ricordo che è comune pensare “Se non è su Google non esiste”. Capisco che sia un’esagerazione, ma la percezione è quella. Credo sia una grossa responsabilità che Google deve gestire facendo delle scelte. La prima è chiaramente sbagliata…
:::: DOT mail TLD ::::
27 gen 2011 - 14:15 - #8si può essere daccordo o no sul caso specifico ma la vicenda dimostra che Google è in grado di programmare, controllare, filtrare, censurare, posizionare, far apparire o scomparire, i risultati delle ricerche come vuole
Martin45
27 gen 2011 - 15:06 - #9Ma è una presa in giro? Praticamente la parola viene cercata solo se premo INVIO, invece che apparire subito.
Ma sapete cosa vuol dire Censura?
titor78
27 gen 2011 - 15:08 - #10ma siete seri o cos? censura di che? se uno è mongolo e nn sa manco cosa deve cercare e necessita dell’autocompletamento allora si che siamo alla frutta
inizio
27 gen 2011 - 15:16 - #11E’ l’inizio della fine di Google…come motore di ricerca!la storia di Internet insegna che se un servizio inizia a limitare la propria offerta in base ai propri interessi,gli utenti scelgono di usare un servizio analogo che non presenta le stesse limitazioni!E’ la concorrenza…baby!
::: my IndieGoGo project :::
27 gen 2011 - 16:19 - #12la concorrenza…baby
quale concorrenza .interr
quella che c’era è morta e la poca che rimane sta poco bene
vedi Yahoo e Bing
ei
27 gen 2011 - 19:10 - #13Ma ci fate o ci siete.
Google ha semplicemente tolto il completamento automatico per certe parole, riconducibili alla pirateria.
Semplice.
poi che sia una scelta giusta al fine di abbassare la pirateria o meno, ok, ma dire che e’ una censura, mi sembra da esauriti.
Vedere il marcio ovunque non e’ cosa normale….
ciaociaonador
27 gen 2011 - 21:08 - #14Senza essere proselitisti..
Quello che ha fatto google ogggi per la piraeria e la stessa cosa che ha fatto tempo fa con i porno (basta scrivere seso con due s per vedere).. Se tutto si limitasse a questo il problema non sorgerebbe ma bisogna vedere se prima o poi le cose peggioreranno
augustus
28 gen 2011 - 00:05 - #15TheSilver
Stessa cosa fatta con siti pornografici. Non mi sembra che nessuno stia gridando alla bancarotta a causa della decisione di Google. E contenuti simili potrebbe tranquillamente essere un motivo (piu’ che valido) per togliere anche i siti in questione. Rapidshare come The Pirate Bay sono siti con materiale pornografico. The Pirate Bay in particolare aveva una quantita’ imbarazzante di banner “sessuali”.
Gridare alla “censura” poi lo trovo risibile, ma quella e’ solo una mia opinione personale.
first100
Si, e poi un giorno ci faranno pagare anche l’aria che respiriamo. Viva l’originalita’ e l’uso delle frasi (idee) precotte.
farn
Google deve sempre e comunque agire nel proprio interesse, rispettando le leggi vigenti. Questa e’ la sua responsabilita’ e “natura” come azienda. Sta al governo del singolo paese fare in modo di attuare leggi a difesa del cittadino. Chi pensa “Se non e’ su Google non esiste”, allora si merita le conseguenze che derivano da tale pensiero. Non e’ compito di Google sopperire all’ignoranza degli utenti, a meno che non sia nel suo interesse (ovvero soldi).
DOT mail TLD (Ghost?)
La ricerca fatta su Google si basa su un algoritmo. Che appartiene a Google. Essendo un algoritmo (o insieme di) e’ ovvio che possa “filtrare, censurare,….” come vuole. Non credo ci sia qualcuno che credesse il contrario.
augustus
28 gen 2011 - 00:09 - #16p.s.
Trovo divertente come RapidShare sia stato scritto erroneamente nello screenshot “dimostrativo”. Manca una “d”. Per molti siti Google neanche darebbe dei suggerimenti se l’inizio della parola fosse scritto in modo errato (per molti altri pero’ si).
Luca984
28 gen 2011 - 11:05 - #17E te pareva! Prima o poi sarebbe successo.
anonimo 11
30 gen 2011 - 13:49 - #18Concordo con #9 e #10. Ma quale censura? basta premere invio! i suggerimenti non sono indispensabili anzi io non li uso quasi mai, e poi le censure si preannunciano? si dicono pubblicamente appena accadute? Ma dai la fine di google si ciao… pare che google campa sullo sharing come rapidshare….
Google è contro la censura tant’ è che le censure che gli sono stati imposte dai governi le ha pubblicate. Preoccupatevi delle censure serie non di quelle applicate al film appena uscito per scroccarlo al posto di spendere 6€ al cinema.
ps. in google instant sono “censurate” anche le parolacce e il porno, è questione di etica.
fagiano1973
31 gen 2011 - 14:06 - #19GOOGLE CENSURA NEI PROPI INTERESSI, PUNTO.
“Stessa cosa fatta con siti pornografici” gia’ pero’ guarda casa se un sito porno ha una pagina su fb.. tho casualità esce su google in prima pagina :)
bejelit
03 feb 2011 - 18:10 - #20pur essendo un google fan, ho trovato l’esempio che fa cascare l’asino (google),
a me piace wrestling .. e per pigrizia vado su google e cerco il nome della major per vedere i siti in cui ne parlano (e non stiamo parlando di copiare, scaricare o che, a me interessa trovare il sito ufficiale, o wikipedia, o dei forum vari)
ora se io cerco wwe ho l’autocompletamento e l’instant, se invece cerco tna (total non stop action, federazione rivale della wwe, ma che sicuramente non ha i soldi della wwe) … non c’è ne completamento ne istant!
e sottolineo il fatto che non sto cercando nulla di illegale, son due termini di tre lettere in cui i primi risultati sono wikipedia, o i siti ufficiale, poi viene quella collezione di ignoranza che è yahoo answers … e dopo qualche forum