Twitter bloccato in Egitto a causa delle proteste

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Come avrete avuto modo di leggere e sentire in questi giorni, gli effetti della protesta del tunisino che si è dato fuoco hanno coinvolto tutto il Medio Oriente, scatenando reazioni a catena. Ieri l'Egitto è stato teatro di una grossa protesta anti-Mubarak. In tutta risposta, il governo egiziano ha agito su Internet bloccando e filtrando le informazioni. In particolare, Twitter è stato prontamente bloccato.

Queste proteste senza precedenti, incentrate al Cairo con 100.000 partecipanti, sono state seguite in simultanea su Twitter con aggiornamenti continui tramite il trend #cairo. Nel vano tentativo di calmare la folla fermando il flusso di informazioni, Mubarak ha bloccato l'uso del servizio di microblogging. Alcuni utenti sono riusciti ad inviare comunque i propri tweet sfruttando proxy e Tor, altri si sono rivolti alla pagina di Facebook "We are all Khaled Said" (nome di una giovane vittima della violenza della polizia, ucciso l'anno scorso ad Alessandria).

La protesta è iniziata come reazione al Police Day, "una festività nazionale molto poco amata originalmente pensata per onorare i poliziotti della città di Ismailia che hanno resistito contro l'invasione britannica del 1952. Negli ultimi anni, la festività è diventata un potente simbolo di tutto ciò che c'è di sbagliato in Egitto sotto la gestione di Mubarak".

Su Twitter è stato creato comunque un account per parlare nello specifico dell'utilizzo che l'Egitto ha fatto del microblogging, mentre nel Paese si parla di interruzioni o filtraggi di servizi di telefonia mobile, accesso Internet generico o a siti specifici.

Ahmed Zidan, uno degli autori di MideastYouth Arabic in Egitto, ha inviato a ReadWriteWeb una nota nel bel mezzo degli eventi che hanno sconvolto il Paese:

I manifestanti hanno utilizzato una nuova tecnica, che utilizza numerosi gruppi separati di protesta massiva sparsi tra il Cairo e le altre province Egiziane. Questa tattica ha spiazzato le forze di polizia. Twitter è stato il maggior strumento di comunicazione tra tutti i manifestati ed era l'unico principale e vitale servizio di aggiornamento per chiunque nel mondo tramite gli hashtag #Jan25 e #Cairo. In ogni caso, le autorità egiziane lo hanno bloccato! [...] Tutte le comunicazioni mobile e Internet sono totalmente bloccati nell'area centrale del Cairo, mentre Twitter bloccato in tutto il Paese ha avuto riscontri sugli aggiornamenti della protesta [...]".
La gestione oligopolistica statale, solo nominalmente privata, degli ISP e delle reti mobile ha mostrato la propria seconda faccia obbedendo gli ordini del governo. Il peggior scenario che chiunque possa immaginare."

Via | ReadWriteWeb

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