L'insonnia sembra affliggere i programmatori secondo i risultati di un recente studio.

Da uno studio effettuato da due ricercatori in India emergerebbe che tra i programmatori i casi di insonnia sono molto più elevati che nel resto della popolazione. Sara Zadeh e Khyrunnisa Begum dell'Università di Mysore, in India, hanno studiato la correlazione tra qualità della vita e quantità di sonno basandosi su un campione di 91 programmatori di età compresa tra i 21 ed i 45 anni impiegati in una azienda di Myosore.

Come si può apprendere dalla relazione pubblicata sullo Springer’s journal, il 56% dei partecipanti ai test ha dichiarato di soffrire una media (35%) o grave (21%) insonnia, percentuali abbastanza alte se si considera che quelle riscontrate su una campione di popolazione eterogeneo arrivano al 23%. La controtendenza è ancor più notevole quando si guardano i risultati comparati all'età dei soggetti analizzati: i giovani programmatori ne sarebbero affetti più dei loro colleghi più anziani, risultato anomalo in quanto l'insonnia è un disturbo che generalmente compare con l'avanzare dell'età.

I dati sui problemi di sonno sono stati incrociati su quelli derivati dal test che riguardava la qualità della vita dei soggetti interessati ed i risultati hanno mostrato ciò che ci si poteva attendere, ovvero che una cattiva qualità del riposo notturno incide notevolmente sulla qualità della vita diurna e sulla salute fisica e mentale degli insonni.

Le patologie legate all'uso continuato dei computer sono oggetto di molti studi: problemi di postura, secchezza degli occhi, patologie del tunnel carpale legate all'utilizzo del mouse, c'è chi teme le radiazioni elettromagnetiche emesse dalle apparecchiature o le polveri che sfuggono dai toner delle stampanti. Il mestiere dell'informatico è relativamente giovane e le implicazioni che ha sulla salute degli addetti ai lavori, le cosiddette malattie professionali, sono ancora in fase di intenso studio. Di sicuro prendersi delle pause ogni tanto, muovere i muscoli e lasciare spaziare gli occhi su un campo visivo più lungo può aiutare molto, difficile è ricordarsene quando si è presi dalla scoperta di un nuovo software, dal debug del nostro codice o da una chat coinvolgente che ci fa dimenticare di mangiare o di dormire finché il cinguettio degli uccellini fuori alla finestra ci fa capire che ancora una volta il tempo ci è sfuggito di mano.

Foto | Flickr

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