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Google eBooks: un sistema chiuso

Pubblicato: 07 dic 2010 da Philapple

Commenti dei lettori

Google ha presentato Google eBooks, servizio della cui esistenza si era a lungo discusso nelle giornate, anche mesi, precedenti il suo lancio. L’ultima indiscrezione, risalente a settimana scorsa, era trapelata dal Wall Street Journal. Il servizio si propone di offrire una valida alternativa all’offerta di Amazon, azienda che, almeno per quanto concerne l’America, controlla il 65% del mercato. La principale, almeno a mio modo di vedere, differenza fra Google eBooks e Amazon e altri minori servizi simili è il fatto che Google eBooks permette ai rivenditori di terze parti, indipendenti e con propri siti, di integrare il suo sistema di vendita e gestione dei libri digitali. Google eBooks si propone dunque come una piattaforma, adottabile da chiunque lo desideri.

Se da un lato questa potrebbe rivelarsi essere una caratteristica importante e originale, mi lascia invece perplesso il modo in cui il tutto si presenta: come un servizio aperto, libero dai vincoli a cui gli ebooks - soprattutto per quanto riguarda noi italiani - ci hanno abituati. Si presenta come un sistema aperto, ma lo è realmente? L’immagine che Google fornisce di Google eBooks, per presentarlo e pubblicizzarlo, è quello di una nuvola nella quale sono immagazzinati tutti i nostri libri e dalla quale essi sono fruibili, su qualsiasi device desideriamo e in qualsiasi momento. Fruibili sull’iPad, grazie ad un’applicazione appositamente sviluppata da Google, fruibili dal computer, attraverso la piattaforma web di Google, fruibili dagli ebooks reader più diffusi, purché siano in grado di gestire il DRM di Adobe.

E proprio qui c’è il problema: dove sta la differenza fra Amazon, che ha scelto di utilizzare un DRM proprio, e Google, che si affida a quello di Adobe? Solamente nel fatto che il secondo è supportato da molti device mentre il primo è compatibile col solo Kindle. Ma l’intera esperienza di Google eBooks resta un’esperienza chiusa, limitata dentro un recinto: quello trasparente che Google ha costruito abilmente. I libri non li possedete realmente, li potete leggere solo sui devices che Google sceglie e li immagazzinate all’interno dei server di Google. Esattamente come accade per Amazon, i libri sono disponibili su più device ma leggibili sempre e comunque all’interno di un software e/o sistema sviluppato da Google.

Un sistema aperto, almeno per come la penso io, significa che il libro posso metterlo dove voglio, in qualunque posto senza limite di ogni genere. Significa che un libro acquistato su Google eBooks potrei leggerlo anche sul Kindle, se volessi. Posso? No, perché ci sono i DRM. Dov’è quindi l’apertura di cui millanta tanto Google? Semplicemente, non esiste.

Via | Google

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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di lordmax

    lordmax

    07 dic 2010 - 16:25 - #1
    1 punto
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    Altro motivo per preferire la pirateria alla legalità.
    Mi chiedo quando capiranno che non hanno speranze, possibile che sia veramente tutti così indietro di cottura?

  • WebLover

    07 dic 2010 - 16:33 - #2
    0 punti
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    Google eBooks è aperto nella misura in cui l’editore (e non Google) decide di rendere il suo libro disponibile senza DRM.
    La differenza fra il DRM di Adobe e quallo di Amazon è che Adobe distribuisce il suo DRM, mentre Amazon al momento se lo tiene stretto; quindi gli editori che scelgono un canale diverso da quello di Amzon, devono per forza sfruttare il DRM di Adobe.

  • [ Facebook Search Engine ]

    07 dic 2010 - 16:33 - #3
    0 punti
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    ma che strano

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    07 dic 2010 - 16:33 - #4
    1 punto
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    Mi associo. Tutti quanti gli editori e i produttori di ebook reader stanno letteralmente prendendo in giro noi acquirenti. Perché se compro un libro non devo poterlo usare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo? La smettano di lamentarsi della pirateria. Se hanno ancora voglia di fare questi giochini tipo DRM e diavolerie varie significa che ne accettano le conseguenze. Gli utenti devono ribellarsi a queste politiche commericali che vanno a unico vantaggio del venditore (anzi, per meglio dire, a unico vantaggio del produttore di tecnologie DRM, come Adobe).

  • florianoo

    07 dic 2010 - 16:43 - #5
    2 punti
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    quello che è successo con il drm per l’audio accadrà pure per questi…

    basta non comprare :)

  • Quarian

    07 dic 2010 - 17:07 - #6
    0 punti
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    Mi pare abbiano detto chiaramente che sarà possibile fruire e leggere i libri senza problemi su tutti i device anche offline, la scelta del DRM è lasciata all’editore. Francamente mi pare tra le migliori proposte in circolazione nel complesso, poi bisognerà vedere i prezzi.

  • edward.81

    07 dic 2010 - 17:43 - #7
    0 punti
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    Io ultimamente sto leggendo gli ebook sul lettore mp3 che dispone di uno schermo abbastanza grande. Mi trovo bene visto che me lo porto ovunque e mi sta nel palmo di una mano. L’unico neo e che devo convertire i pdf in txt. Dire quindi che siano fruibili su qualsiasi device è una menzogna. Solo pochi formati sono attualmente fruibili da qualsiasi device. Documenti protetti da drm poi….

  • Profilo di oceanoweb

    oceanoweb

    07 dic 2010 - 17:50 - #8
    0 punti
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    Google Ebooks : delusione !
    Mi sarei aspettato un qualcosa di simile a Google Libri ma con la possibilità di scaricare in formato pdf e/o ePub

  • nk02

    07 dic 2010 - 18:35 - #9
    0 punti
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    beh se i libri non avessero drm dopo un secondo sarebbero nella rete p2p..

  • Profilo di drive01

    drive01

    07 dic 2010 - 19:22 - #10
    0 punti
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    perchè secondo te se un contenuto è protetto da DRM non ci finisce lo stesso sul P2P una sua versione sbloccata?

    il DRM danneggia solo chi acquista legamente il prodotto, la pirateria non viene minimamente scalfita

    i modi per limitare la pirateria sono altri e sembra che le case discografiche l’abbiano cominciato a capire solo recentemente (fruibilità, bassi costi, etc) aspettiamoci almeno altri 5 anni di gestazione per gli editori

  • Profilo di basskelter

    basskelter

    07 dic 2010 - 21:01 - #11
    1 punto
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    Quest’articolo è praticamente tutto sbagliato!

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    08 dic 2010 - 10:50 - #12
    0 punti
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    Il DRM è un po’ come la pubblicità antipirateria all’inizio dei DVD. Chi compra il DVD legalmente deve sorbirsi questa odiosa pubblicità di un minuto senza poterla saltare, mentre chi pirata il DVD può benissimo toglierla. Allo stesso modo chi condivide libri sulle reti p2p, cioè chi sa un po’ smanettare con i computer, sa benissimo che esistono programmi che possono eliminare i DRM in pochi passi, mentre chi acquista un libro e se lo tiene per sé spesso ha disagi perché la sua lettura è vincolata in mille modi. La pirteria e i DRM son del tutto indipendenti l’una dalgli altri. Anzi, forse i DRM a volte sono una sfida per i pirati, che in alcuni casi si divertono a craccarli solo per il gusto di farlo.
    Gli editori mi danno l’idea di essere persone del tutto al di fuori della realtà, che spesso non capiscono nulla delle nuove tecnologie e non sanno nemmeno cosa infilano nei loro libri. Si fidano ciecamente di aziende come Adobe che vende sistemi cosiddetti di protezione e che si arricchiscono vendendo programmini assolutamente inutili se non dannosi. Non a caso non ho mai letto in nessun blog dedicato ai libri o all’informatica interventi di editori all’interno delle discussioni. Mi piacerebbe davvero sentire cosa hanno da dire per difendere i loro DRM. Chissà se qualcuno alla Mondadori o alla Feltrinelli sa che esistono sistemi come il watermark (social DRM) ad esempio. In questo gli indipendenti sono anni luce avanti.

  • Profilo di numuru

    numuru

    09 dic 2010 - 15:41 - #13
    0 punti
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    Trattasi di dinosauri assolutamente inconsapevoli di ciò che fanno [Edit.].
    Andranno a penalizzare quei pochi acquirenti fedelmente ingenui in un futuro di pura libertà informativa.

  • Luigius

    10 dic 2010 - 10:40 - #14
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    Eh no, non è come sostieni. Ora che tutte le applicazioni stanno entrando “into the cloud” il concetto di possesso digitale si sta evolvendo, quindi effettivamente, sebbene non ne possieda una copia, se non in remoto su un server della grande G, tu ne sei il proprietario vero e proprio. Quello che manca è la percezione del possesso, ma quella, purtroppo, è questione di evoluzione culturale, è questione anche di marketing (che ti rende meglio cosciente del tuo effettivo diritto, in questo caso, su un ebook).
    Inoltre basti, per ricordare come potrebbe esser differente l’approccio di Amazon e Apple da quello Google, che di molti servizi google esistono: web app ufficiali, app e software ufficiali e non, estensioni per -tutti- i browser, etc. Il tutto sviluppato liberamente e spesso in pieno spirito “hacker” (inteso nel senso della Himanen), dagli sviluppatori dei Google Lab, o da utenti smaliziati e programmatori.
    Io stesso utilizzo molti servizi Google come Picasa, Gmail, Reader, Calendar, Contacts, ma sul mio iphone, non ho mica installato Google Mobile, bensì applicazioni di terzi che mi permettessero di accedere ai servizi in maniera più pratica, o in maniera graficamente gradevole (e credo che l’esperienza sia comune a molti).

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    11 dic 2010 - 17:42 - #15
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    Sarà anche un’evoluzione ma a me sembra un’evoluzione ceh agevola solo ceh vende contenuti, una scappatoia perr aggirare la pirateria. Io con questo sistema dovrei esser connesso a internet in ogni momnento. Questo in Italia non sarà possibile per almeno i proissimi dieci anni e più.