Google eBooks: un sistema chiuso

Google ha presentato Google eBooks, servizio della cui esistenza si era a lungo discusso nelle giornate, anche mesi, precedenti il suo lancio. L'ultima indiscrezione, risalente a settimana scorsa, era trapelata dal Wall Street Journal. Il servizio si propone di offrire una valida alternativa all'offerta di Amazon, azienda che, almeno per quanto concerne l'America, controlla il 65% del mercato. La principale, almeno a mio modo di vedere, differenza fra Google eBooks e Amazon e altri minori servizi simili è il fatto che Google eBooks permette ai rivenditori di terze parti, indipendenti e con propri siti, di integrare il suo sistema di vendita e gestione dei libri digitali. Google eBooks si propone dunque come una piattaforma, adottabile da chiunque lo desideri.

Se da un lato questa potrebbe rivelarsi essere una caratteristica importante e originale, mi lascia invece perplesso il modo in cui il tutto si presenta: come un servizio aperto, libero dai vincoli a cui gli ebooks - soprattutto per quanto riguarda noi italiani - ci hanno abituati. Si presenta come un sistema aperto, ma lo è realmente? L'immagine che Google fornisce di Google eBooks, per presentarlo e pubblicizzarlo, è quello di una nuvola nella quale sono immagazzinati tutti i nostri libri e dalla quale essi sono fruibili, su qualsiasi device desideriamo e in qualsiasi momento. Fruibili sull'iPad, grazie ad un'applicazione appositamente sviluppata da Google, fruibili dal computer, attraverso la piattaforma web di Google, fruibili dagli ebooks reader più diffusi, purché siano in grado di gestire il DRM di Adobe.

E proprio qui c'è il problema: dove sta la differenza fra Amazon, che ha scelto di utilizzare un DRM proprio, e Google, che si affida a quello di Adobe? Solamente nel fatto che il secondo è supportato da molti device mentre il primo è compatibile col solo Kindle. Ma l'intera esperienza di Google eBooks resta un'esperienza chiusa, limitata dentro un recinto: quello trasparente che Google ha costruito abilmente. I libri non li possedete realmente, li potete leggere solo sui devices che Google sceglie e li immagazzinate all'interno dei server di Google. Esattamente come accade per Amazon, i libri sono disponibili su più device ma leggibili sempre e comunque all'interno di un software e/o sistema sviluppato da Google.

Un sistema aperto, almeno per come la penso io, significa che il libro posso metterlo dove voglio, in qualunque posto senza limite di ogni genere. Significa che un libro acquistato su Google eBooks potrei leggerlo anche sul Kindle, se volessi. Posso? No, perché ci sono i DRM. Dov'è quindi l'apertura di cui millanta tanto Google? Semplicemente, non esiste.

Via | Google

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