RapidShare multato di 150.000 euro per violazione di copyright

RapidShare multato di 150.000 euro per violazione di copyrightLa Corte Regionale di Amburgo, in Germania, ha condannato il sito di file-sharing RapidShare a pagare 150.000€ di multa per violazione di copyright, con l'obbligo di adottare anche alcune contromisure nei confronti dei propri utenti che inseriscono sulla piattaforma il materiale coinvolto nella causa.

Prima di andare nei dettagli, un passo indietro: era lo scorso mese di febbraio quando McGraw-Hill e altri importanti editori fecero causa a RapidShare, accusandolo di non prendere i necessari provvedimenti per evitare che i 148 titoli di libri elencati come prove finissero sulla piattaforma, col fine di permettere alle persone il loro download illegale. La Corte Distrettuale di Amburgo intimò a RapidShare di rimuovere il materiale protetto entro 7 giorni, obbligandolo anche a prendere provvedimenti per far sì che la stessa cosa non accadesse in futuro e minacciando il sito con una possibile multa di 250.000€ nel caso in cui non avesse fatto quanto gli veniva chiesto.

La sentenza più recente riguardante la multa di 150.000€ segue proprio tale vicenda, incolpando RapidShare di negligenza nei confronti di quanto precedentemente richiesto: insieme alla sanzione pecuniaria, la piattaforma avrà anche l'obbligo di inserire alcuni filtri in grado di individuare i libri coinvolti nella disputa, qualora di questi dovesse essere nuovamente eseguito l'upload. Al di là dei soldi che RapidShare dovrà pagare, restano i dubbi sulla scelta di servirsi dei filtri per evitare che il materiale riguardante la causa venga nuovamente inserito, così come quelli legati ai livelli di responsabilità di chi agisce solo da mezzo più o meno involontario per la violazione del copyright, anche se in questo caso RapidShare sembra aver avuto qualche colpa di troppo nel non rimuovere tempestivamente i file.

Al di là di possibili considerazioni, è di parere favorevole alla sentenza il commento degli editori rappresentati dall'avvocato Ursula Feindor-Schmidt, secondo il quale le misure imposte dalla Corte a RapidShare sono in grado di fornire l'adeguata salvaguardia alla protezione dei titoli verso violazioni future. Ma non solo, visto che gli editori si sono dichiarati soddisfatti anche da un punto di vista più ad alto livello, visto che è loro parere il fatto che realtà come RapidShare debbano abbandonare la via del successo offerta dal modello "free-for-all" nell'accesso a materiale pirata, sviluppando vie realmente innovative per attrarre a sé gli utenti.

Per RapidShare in realtà non è di certo la prima volta davanti a una situazione del genere, vista la maximulta arrivata a metà 2009 pari a 24 milioni di € (nei confronti dei quali i 150.000 attuali sembrano bruscolini), con l’obbligo di filtrare i contenuti coperti da copyright denunciati da GEMA, rappresentante di oltre 60.000 tra compositori, autori ed etichette discografiche sparse per il mondo.

Via | Torrentfreak.com

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