Le ricerche sul sito dell'NHS monitorate da Facebook e Google

NHS choisesIl National Health Service (NHS) è il sistema sanitario nazionale in vigore nel Regno Unito ed è finito nella bufera per l’aver permesso il tracciamento dei dati di navigazione sul sito NHS Choices a Facebook, Google ed altre aziende.

NHS Choices è un servizio fornito dal Dipartimento per la salute inglese per aiutare nella ricerca di informazioni mediche. Il sito è concepito come un archivio di notizie tematiche per aiutare ad informarsi il più possibile e comprende molti consigli su come organizzare al meglio il proprio stile di vita, ed è attivo dall’ottobre del 2008. Le sezioni più importanti sono: l’assistenza di supporto diretta, le tabelle comparative tra gli ospedali (per scoprire specialisti o trattamenti particolari) e il trova servizi (uno sterminato elenco telefonico di numeri e indirizzi).

La scoperta è stata fatta da Mischa Tuffield, un ricercatore dell’Università di Southampton che dopo aver notato il famoso pulsante Facebook ‘Like’ integrato nel sito dell’NHS, ha voluto capirci meglio e ha pubblicato un post sul suo blog. Ciò che è venuto alla luce ha dell’inquietante: il sistema sanitario nazionale sta permettendo ad alcune società di analisi di mercato profit di ricostruire e di tenere traccia delle navigazioni degli ignari utenti su www.nhs.uk, a dispetto inoltre della reale richiesta di informazioni o di supporto medico.

Le quattro società abilitate al tracciamento dei dati di navigazione sono:

Host: l.addthiscdn.com
Host: statse.webtrendslive.com
Host: www.facebook.com
Host: www.google-analytics.com

Non credo che la necessità di raccogliere informazioni statistiche riguardo l’utilizzo del sito web, debba autorizzare l’NHS a far raccogliere da società profit terze dati personalissimi come le ricerche su malattie. Il dipartimento per la salute inglese si difende dicendo che il sito ha deciso di integrare il pulsante Facebook ‘Like’ solamente per incoraggiare gli utenti a pubblicizzare sul noto social network consigli per la salute. Il problema a mio avviso è che ogni qual volta gli utenti visitano una pagina di questo sito integrante il pulsante ‘Like’, il sistema indipendentemente dal fatto che il pulsante venga premuto invia le informazioni sulla visita di quella pagina a Facebook.

Piccola specificazione: per il passaggio dei dati bisogna essere iscritti al noto social network e questo deve risultare aperto (limitazione ridicola in quanto FB rimane sempre aperto nei nostri pc e il passaggio dei dati avviene comunque fino a che non facciamo l’uscita effettiva da facebook). Conseguenza di una tale violazione della privacy? Basti pensare alla pubblicità mirata che ci potrebbe giungere una volta che il sistema abbia registrato il nostro interesse per una particolare malattia. Pensate inoltre se Facebook ‘perdesse’ sbadatamente quei dati o li condividesse in rete. In un millisecondo tutti saprebbero le nostre informazioni personalissime, con possibili conseguenze sui nostri rapporti sociali e sul nostro lavoro.

Io ritengo tutto ciò inaccettabile. Ma in che web viviamo? Non sono più nemmeno libero di visitare una pagina internet per ricercare informazioni mediche senza essere tracciato, registrato e profilato? Dimenticavo: il consiglio del Dipartimento per la Salute britannico per navigare in sicurezza sul sito incriminato è quello di uscire correttamente da Facebook e di cancellare tutti i cookies ogni volta. Bè che dire semplicemente assurdo!

Rimanendo sul tema della salute on-line avete mai provato Google Health? Il servizio è stato lanciato 2 anni fa con l’obiettivo di fornire ai suoi utenti un servizio attraverso il quale è possibile raccogliere e memorizzare tutti i dati relativi alla nostra salute. È una sorta di vera cartella clinica digitale sempre presente on-line che possiamo personalizzare e dove possiamo salvare allergie, interventi chirurgici, analisi e relativi risultati, farmaci e vaccinazioni. Il progetto Google Health era stato pensato inizialmente per i soli utenti USA, dove l’utilizzo delle cartelle cliniche on-line è già realtà da parecchi anni.

Pensate che prenderà piede anche in Italia la gestione on-line dei nostri dati riguardanti la salute? Avete esperienze di utilizzo di Google Health o di altri programmi appositi per la gestione delle cartelle cliniche on-line e in caso giudicate sufficiente la sicurezza informatica dei dati contenuti in queste cartelle o preferite la classica cartella cartacea?

Via | zdnet.co.uk
Foto | mmt.me.uk

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