Cina: un anno di lavori forzati a Cheng Jianping per un tweet

Cina: un anno di lavori forzati a Cheng Jianping per un tweet

Finire ai lavori forzati per un anno a causa di un singolo tweet, anzi un retweet. È quanto succede in queste ore a Cheng Jianping, rea per l'appunto di aver disturbato l'ordine pubblico ritrasmettendo il messaggio del proprio fidanzato, che si rivolgeva ad alcuni manifestanti cinesi nei confronti del Giappone, in protesta per un incidente marittimo invitandoli (a quanto pare scherzosamente) a fracassare un padiglione giapponese a Shanghai.

La pena decisa per Cheng, tra l'altro arrestata proprio nel giorno del suo matrimonio, è stata quella dei lavori forzati per un anno nel campo di Zhengzhou, pena estendibile in realtà fino a quattro anni senza nemmeno un processo ma solo con un'eventuale decisione della polizia. Amnesty International sta seguendo il caso, già di per sé paradossale, in quanto l'unica ad aver subito una tale punizione è stata proprio Cheng, nota attivista per la quale quindi il tweet sarebbe stato solo l'ultimo pretesto per l'arresto, visto e considerato che lo stesso fidanzato e autore del tweet sembra non aver avuto nessuna punizione.

Ricordiamo che in realtà l'uso di Twitter è vietato in Cina, ma sempre più persone violano il divieto aggirando con vari espedienti il Grande Firewall. Da oggi saranno forse costretti a pensarci su due volte, visto l'accaduto.

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