Traffico Internet dirottato attraverso la Cina ad aprile

La Bandiera della CinaChe la Cina abbia anche in passato dimostrato di avere interesse a turbare la normale quiete di Internet non è un mistero, ma la storia raccontata da National Defense Magazine ha dell'incredibile soprattutto per il fatto che nessuno sembra essersi accorto di quanto successo lo scorso mese di aprile. Per 18 minuti, il 15% dell'intero traffico Internet sarebbe passato proprio attraverso la Cina, includendo ogni tipo di dato e quindi anche quelli provenienti da agenzie governative ma non solo, dirottando di fatto tutti i tipi di dati provenienti dagli Stati Uniti in modo completamente trasparente per chi si trovava a navigare in quel momento.

L'attacco sarebbe avvenuto modificando il modo in cui il routing su Internet viene effettuato: non passando cioè dal nodo realmente migliore per la redirezione del traffico, ma attraverso il nodo cinese, opportunamente configurato per risultare agli occhi di chi inviava il pacchetto come il migliore per l'algoritmo di routing. Un altro aspetto della vicenda che preoccupa non poco, è il fatto che come dicevamo poco sopra il tutto può avvenire in modo trasparente, in quanto poche persone sicuramente sanno cosa sia un tracert e tra queste ancora meno lo eseguono abitualmente a meno che non ci sia un motivo specifico.

La soluzione a questo punto, come suggerisce Thenextweb, potrebbe essere quella drastica di tagliare fuori la Cina da Internet visto il suo essere recidiva in episodi di questo genere, o quella impensabile di cambiare l'architettura di Internet, ma forse l'unico vero rimedio può essere effettuato dagli stessi ISP attraverso controlli accurati sui percorsi di routing.

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