Nell’era del Web 2.0 e delle multiple identità online delle quali anche noi stessi perdiamo il conto, l’Unione Europea vuole regolare il modo in cui i nostri dati vengono gestiti, soprattutto nel momento in cui dovessimo avere voglia di compiere il cosiddetto “suicidio online”, cancellando cioè tutti i nostri dati (e per tutti si intende tutti) da Internet.
Nel corso degli anni, cancellarsi completamente dalla rete è diventato un qualcosa di sempre più difficile, per poi essere praticamente impossibile dall’avvento di Facebook e simili, veri e propri ricettacoli di informazioni personali di ogni tipo anche al di fuori del controllo della singola persona, basti pensare alle foto personali inserite da altre persone all’interno per esempio di un album riguardante una vacanza o un avvenimento.
L’Unione Europea ha deciso così di regolamentare l’e-harakiri, anche attraverso una consultazione pubblica (alla quale è possibile partecipare da oggi al 15 gennaio 2011) tramite cui raccogliere le idee di tutti i propri cittadini. Trattandosi di un argomento alquanto spinoso e complesso, ognuno è invitato a dire la sua, mentre Viviane Reding e la sua commissione UE per la società dell’informazione e dei media) hanno commentato così:
“Le persone devono essere in grado di dare il loro consenso informato sul trattamento dei loro dati. Devono inoltre avere il “diritto a essere dimenticati” quando le informazioni non sono più necessarie o quando vogliono che i loro dati siano cancellati”
Sicuramente una bella sfida realizzare una cosa del genere, tra i vari blog, forum, social network e chi più ne ha più ne metta. Siete d’accordo? Come fareste ad assicurare questo diritto alle persone? Come trattereste i casi particolari?
Via | Pcpro.co.uk
Foto | Flickr
gothrek
05 nov 2010 - 15:31 - #1prima del dimenticati online c’era la possibilità di essere dimenticati offline?
se apparivo su un giornale e successivamente volevo essere dimenticato che cosa si fa, si distruggono tutte le copie cartacee esistenti?
a mio modo di vedere i soldi investiti in questo tema potrebbero essere dirottati verso altri più importanti, open source, libera concorrenza informatica, privacy (che è diverso da suicidio online), ecc…
go
05 nov 2010 - 16:55 - #2Io sono daccordissimo!!
alfag
06 nov 2010 - 22:02 - #3Io pure.
X gotrek:
L’apparizione su un giornale ed una traccia sul web non sono neanche minimamente comparabili..
Leica
06 nov 2010 - 22:29 - #4Effettivamente Gothrek spiegami come fai a trovare il giornalaio aperto in piena notte pronto con il giornale di 4 anni fa che te lo fa leggere senza pagare una lira. Da noi ancora non succede (per fortuna) ma fuori dall’italico paese si effettua una ricerca su google e su facebook alla proposta di un lavoratore. C’è chi non viene assunto perché ha foto “particolari” nel proprio profilo di facebook o visibili attraverso google e 123people.com.
Da noi una cosa del genere non può succedere? Secondo me è strano che ancora non siamo a questi livelli, considerando come funziona il lavoro qui.