
Dal tardo pomeriggio di ieri è rimbalzata in giro per la rete e sui principali TG la notizia dell’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma nei confronti di Street View, ipotizzando una violazione della privacy effettuata da Google nell’ottenere le immagini delle strade. Da tempo ormai anche le vie delle maggiori città italiane sono state inserite nell’applicazione, con le automobili ripartite a fare il loro giro anche di recente dopo lo stop legato alle ben note vicende sui dati WiFi catturati per errore.
Cerchiamo innanzitutto di fare un po’ di chiarezza, in quanto numerose fonti hanno riportato la notizia legandola sia al problema sopra citato di username e password raccolte da Google, sia alle recenti parole del Garante per la Privacy, che ha chiesto all’azienda americana di avvisare via radio e quotidiani il passaggio delle proprie auto attraverso le nostre città, almeno 3 giorni prima che questo avvenga. Il tutto con tanto di segni di riconoscimento per distinguere le auto di Google, tra l’altro come se un pinnacolo come quello della foto non si notasse già abbastanza.
Partiamo dal caso in cui l’indagine riguardi i dati catturati da Google: si fa fatica a capire cosa ci sia da indagare (il fascicolo è attualmente aperto contro ignoti) visto che la stessa società californiana ha pubblicamente ammesso proprio nei giorni scorsi di aver commesso il fatto, chiarendo ogni possibile dubbio. Volendo intervenire allora, sarebbe stato probabilmente più sensato fare come la Spagna che è già andata avanti, chiedendo proprio per bocca del proprio equivalente del nostro Garante per la Privacy delle multe salatissime per Google a un giudice di Madrid.
Se invece l’indagine dovesse riguardare la semplice cattura delle immagini delle nostre strade per il servizio Street View, il fatto diventa paradossalmente ancora più incredibile, visto e considerato che come dicevamo poco sopra Google ormai ha disseminato le proprie automobili un po’ dovunque anche in Italia. Il tutto non da qualche giorno ma ormai da alcuni anni. In tal caso allora, invece di accanirsi contro un servizio che può oggettivamente invadere la privacy, ma che è comunque entrato ormai nella vita quotidiana di ognuno di noi, potrebbe essere utile prendere dei provvedimenti come quello in Germania, dove ai cittadini è stata data la possibilità di chiedere l’oscuramento della propria abitazione da Street View.
Federico2
28 ott 2010 - 09:33 - #1Google ha successo, piace a milioni di persone, guadagna tantissimi soldi e quindi sta sulle mortalmente ball3 ai mediocri, che di conseguenza tentano di punirlo ogniqualvolta hanno il potere di farlo. E’ una legge naturale, pare.
Luca984
28 ott 2010 - 11:08 - #2Meno male che non sono passati dalla via di casa mia sennò gli avrei fatto trovare i chiodi in strada e gli avrei tagliato le gomme.
andrea-m
28 ott 2010 - 15:29 - #3Qualcuno adesso approfitta di Google Street View per i famosi 5 minuti di celebrità, altrimenti chi si accorge che esiste il garante per la Privacy?
andrea-m
28 ott 2010 - 15:31 - #4dimenticavo x Luca984:
potresti fare sapere a tutti quale grosso fastidio ti da avere la foto di casa tua online? A me vedere la foto di casa non da problemi e la mia wireless è protetta.
abdulazizmustafà
28 ott 2010 - 15:52 - #5LOL ANDREA-M C’HA AZZECCATO :d
ops caps scusate, non ho voglia di riscrivere ^^
rose e fiori a sanremo
28 ott 2010 - 21:13 - #6vorrei sapere a chi da fastidio.O meglio lo so gia’Se non ci fosse Google,probabilmente Murdoch sarebbe uno dei padroni del web assieme alla riiaa e alle televisioni che fanno causa a youtube per aver riprdotto l’opera eccelsa destinata ai posteri il gande fratello.Forse rimarrebbe la posta elettronica,con l’imposizione di una gabella ( che era stata proposta poi ritirata).Non ci sarebbero i libri 0nline,le riviste,programmi per il calcolo,documenti e mail veramente capienti e con un filtro antispam efficace.Un internet cosi’ sarebbe come il deserto..( e so perfettwmetne che google non e’ un benefattore,e ricava tutto dalla nostra privacy collettiva..collettiva meno invasiva delle tessere nominative dei supermercati..