Come Facebook può diventare più grande di Google

Facebook

Scrive Adam Rifkin su Techcrunch che Facebook potrebbe, in soli cinque anni, diventare più grande di quanto Google sia ora. Il tutto parte dall'analisi del tasso di crescita di Facebook negli ultimi anni comparato a quello di Google agli albori: sono molto simili. Facebook nel 2008 valeva $275 milioni, nel 2009 è passato a $635 milioni e si vocifera che quest'anno il suo valore potrebe essere salito a $2 miliardi. Guardiamo ora il tasso di crescita di Google: nel 2001 ne valeva $86, nel 2002 è passato a $440 e nel 2003, al momento della capitalizzazione, è salito a $1.4 miliardi.

Quest'anno i guadagni di Google saranno di $28 miliardi, uno in più, uno in meno. La domanda a questo punto è come può Facebook, in soli cinque anni, arrivare a guadagnare nel 2015 più di 30 miliardi. Come Rifkin fa notare, Facebook ha già più pagine viste di Google e le persone spendono già più tempo connesse a Facebook di quanto ne spendano su Google. Inoltre, e questo non è secondario, Facebook potrebbe riuscire a battere i guadagni della grande G senza entrare nel mercato degli ads testuali, la principale fonte di guadagno di Google, ma affidandosi invece ad altre forme pubblicitarie.

Se così fosse Facebook risolverebbe uno dei grandi problemi della pubblicità legata alla rete: l'inesistenza di un unico luogo, di un unico sito, con il quale raggiungere pressoché l'intera massa di utenti. Facebook infatti permetterebbe alle aziende di raggiungere un numero elevato di persone attraverso un ecosistema molto poco web-like (come è quello di Google Adsense) e molto più legato ai media tradizionali, come la televisione. Da uno a tanti. Per questa ragione Rifkin crede anche che Facebook cercherà una partnership con poche e potenti aziende, non aprendo il suo mercato a tutti come fa Google.

Il valore della pubblicità su Facebook sarebbe maggiore di quella su Google anche considerato il fatto che Facebook sarebbe in grado di fornire alle aziende dati estremamente dettagliati sugli utenti (quanto tutta l'informazione che ha Google invece si basa sulle loro ricerche), essendo così in grado di posizionare gli annunci in base alle loro passioni, interessi e attività. Si potrebbe, inoltre, rendere la pubblicità interattiva attraverso foto e messaggi, e far si che siano gli utenti stessi a veicolarla attraverso i like. Insomma, come Rifkin sottolinea Facebook alle aziende venderà persone.

A tutto ciò andrebbero aggiungi una serie di servizi a pagamento, premium, che gli utenti veramente appassionate di Facebook potrebbero decidere di sottoscrivere. Questi potrebbero essere, per esempio, una gestione delle foto migliore, con risoluzione maggiore e più funzioni, o una casella di posta elettronica avanzata che dia più spazio e permetta anche di chiamare i propri contatti (una specie di Skype: se ne è discussa la possibilità, in passato). Ci sarebbero poi i Facebook Credits, non molto popolari ai nostri giorni ma che senza troppa fatica potrebbero divenire il PayPal del futuro (e in questa direzione l'azienda punta molto), e i giochi, ovvero la cosa più utilizzata in Facebook: anche quelli potrebbero venire monetizzati, vendendo oggetti virtuali o semplicemente espandendoli con opzioni a pagamento.

In altre parole la crescita di Facebook non è in discussione e nemmeno i guadagni che, come già detto a inizio post, secondo i calcoli di Rifkin saranno nel 2015 superiori ai 30 miliardi. Il tutto, attraverso un lavoro di cooperazione in diverse aree e settori, dalla pubblicità ai servizi a pagamento e premium sopra citati.

Foto | Bouly

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