Internet Explorer 9 beta visto in casa di Microsoft: un ottimo punto di inizio



Internet Explorer 9, a sentire quelli di Microsoft, sarebbe già pronto da usare, benché sia ancora in beta. Le prestazioni, in termini di velocità e rendering, sono di altissimo livello, grazie all'accelerazione hardware integrata e alla totale compatibilità con Html 5.

Intendiamoci, quanto detto fin ora vale se prendiamo a paragone Internet Explorer 8. Se il confronto lo andiamo a fare con Firefox o Chrome, le cose cambiano un po'. Microsoft mantiene il vantaggio di aver iniziato a lavorare per prima sull'accelerazione grafica integrata nell'hardware, ma gli altri sono su questa strada e il fatto che ci arrivino dopo non è certo un grande svantaggio, visto che partono molto più avanti.

All'indirizzo www.beautyoftheweb.com potete sia scaricare la beta che divertirvi con i vari test proposti da Microsoft. A impressionare più di tutto è l'incredibile quantità di aziende il cui marchio compare nelle pagine di promozione del nuovo browser (le cui funzionalità, ovviamente, sono esaltate da Seven), per esempio su quella di Hulu.

Le novità che più colpiscono sono le annunciate jump list. Clicchi sul logo del sito nell'url e lo trascini sulla barra delle applicazioni in basso, questo è il pinning. Questo diventa una desktop application che consente di attivare diverse funzionalità del sito che la propone. Così me l'hanno spiegata in Microsoft la scorsa settimana. A conti fatti, è una cartella di collegamenti posta sulla barra delle applicazioni che, quando ci clicchi sopra, ti offre un menu fra cui scegliere come proseguire l'attività in quel sito. Che al click si aprirà con i colori, che so, di Facebook, direttamente sulla pagina degli amici.

C'è da dire che la fluidità con cui si naviga lascia quasi stupefatti, ma quanto sia dovuta a fattori non esclusivi (accelerazione hardware e Html5 da una parte, processore e ram dall'altra) è la domanda da porsi. Torno a casa, apro il mio notebook e gli effetti speciali svaniscono. Per carità, un bel vedere rispetto a prima, ma ci rinuncio volentieri per la velocità di Chrome (ci siamo molto vicini) o la possibilità di personificare Firefox (c'è un abisso).


“Sviluppare applicazione interattive diventa sempre più importante – mi ha spiegato Giuseppe Guerrasio di Microsoft, responsabile development & platform – e mano a mano che Html5 si arricchisce aumenta l'importanza dell'integrazione con il sistema operativo. E questo è uno dei punti di forza dei nostri nuovi browser”. Detto che Ie9 non girerà su Xp, diventa importante anche cominciare a vendere Seven, gli ho ribattuto.

Le jump list, mi spiega Guerrasio, sono il primo passo verso la personificazione del browser. Forse anche a Microsoft, a furia di perdere quote di mercato, si sono resi conto di dover cambiare direzione. Diciamo che almeno c'è l'idea di fare qualcosa. Lui si occupa, tutti i giorni, di insegnare ai webmaster come usare al meglio le nuove tecnologie di Microsoft.

Windows resta il sistema di riferimento per buona parte delle persone che accedono oggi al web. Per questo le aziende, ragiono io, hanno aderito subito al progetto proposto da Microsoft e hanno iniziato a realizzare siti che si integrino alla perfezione con Ie9. Detto che, en passant, il loro logo capeggia su Beautyoftheweb e e questo non fa altro che incuriosire la gente: “Vediamo come funziona il sito della Bwm. Guarda Ebay. C'è anche Flickr!”

Oh, Flickr è spassoso. Ti cominciano a venire fuori dal web una foto via l'altra, a caso o secondo le tue preferenze. Un'esperienza, questa, che avvicina molto a quella touch dei moderni smartphone, per certi aspetti.


Quando gli dico "Be', chissà quanti hanno scaricato la beta", convinto che siano due gatti, mi risponde che contano già milioni di download. Quanti? Lo zio Bill interviene da remoto per chiudergli la bocca. Nel frattempo noto che veniamo localizzata in Irlanda, misteri (neppure più di tanto) di Microsoft.

“Questa è la prima volta che abbiamo aperto così il ciclo di sviluppo del software” sottolinea Guerrasio. Continuo a pensare al progetto simpatia che mi è venuto in mente quanto ho intervistato per Ossblog Garret Serack, l'uomo che Microsoft stipendia per sviluppare un software center di prodotti open source per gli sviluppatori di free software su piattaforma Windows.

Mi è anche venuto in mente che, dopo la figuraccia in Germania e i cartelloni per la strada che ci chiedeva che sicurezza ci fosse senza la E di Explorer, bisognerebbe affrontare il tema sicurezza. “Non abbiamo ancora ricevuto segnalazioni di vulnerabilità. Grazie alla user account protection le vulnerability sono notevolmente diminuite”. Era ora! (Immagino già qualche hacker fregarsi le mani in attesa del rilascio ufficiale per bucare Ie9...)

Explorer chiede agli utenti di esprimere un feedback sui download effettuati, per limitare ancora di più i possibili danni fatti da malware o virus. “Anche se resta una beta, questo è un browser sicuro da usare, grazie anche al nuovo motore javascript Chakra. Più sicuro di Ie8 anche”. Ci voleva poco, gli dico. “In Germania i problemi riguardavano Ie6” ribatte. Ah già, quello che ancora in molti usano su Xp...

“Non ci sono deviazioni nell'html dallo standard, siamo pienamente dentro al W3C – mi sottolinea con fierezza – I siti di oggi devono funzionare così, la competizione va fatta sulle performance e l'integrazione e noi dalla nostra abbiamo Silverlight, che supporta ciò che non si può fare in modalità standard”.

Diamogli un voto, ora. “Vale un nove” lo promuove Guerrasio. Torno a casa, metto ordine nella mia Linux box e ricavo una partizione per Windows 7. Installo la beta di Ie9 e la magia sparisce. Certo, Ie9 è tutta un'altra cosa rispetto ai precedenti browser di Microsoft, però non andiamo oltre il 6,5. Almeno per ora.

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