
Succede anche questo. Nel giorno in cui Microsoft ha presentato Windows Phone 7 (il lancio di cui si sono occupati i colleghi di Mobileblog.it), Apple si è affrettata a inoltrare una richiesta di brevetto per lo slogan utilizzato nelle pubblicità di iPhone, ecc.; «There’s an app for that» è stato sottoposto all’esame dell’United States Patent and Trademark Office.
In Italia la pubblicità suona come «C’è un’app per fare questo» ed è possibile che l’abbiate sentita alla televisione. Ebbene, se pure ci fosse davvero «un’app praticamente per tutto» il brevetto richiesto da Apple avrebbe comunque dell’incredibile. Soprattutto perché nessuno potrà domandare un centesimo qualora lo slogan fosse pronunciato da privati. Assurdo.
La domanda potrebbe rivelarsi addirittura controproducente. La popolarità dello slogan e di iPhone stesso portano immediatamente a pensare al prodotto di Apple. Impedire l’uso commerciale del leitmotiv può ledere alla pubblicità gratuita di cui gode il dispositivo grazie a chi cerca di emularlo. Del resto, Apple richiede dei brevetti «praticamente per tutto».
Immagine | MOSAIC
ice
12 ott 2010 - 08:31 - #1piu che di brevetto è corretto parlare di marchio registrato
registrano la frase come si registra il nome di un prodotto o il nome commercile di una tecnologia
fedalfmor
12 ott 2010 - 08:39 - #2Sì, la registrazione equivale a un marchio registrato: l’ufficio preposto è lo stesso implicato nella faccenda dei brevetti software (in particolare salito all’onore delle cronache con l’affare Bilski vs. Kappos). Di fatto, la differenza è pressoché inesistente: nessuno chiederà i diritti sulla frase laddove pronunciata da un privato, ma equivale a registrare una qualunque proposizione come marchio. Bisogna anche vedere se l’USPTO approverà la richiesta: ad ogni modo, il solo fatto che l’abbiano inoltrata sembra una barzelletta.
Cattelan
12 ott 2010 - 13:18 - #3brevettano anche le scurreggie
pateticismo all’apoteosi
thelostone
12 ott 2010 - 14:26 - #4Tristezza a palate. Spero che neghino l’approvazione, se non altro per senso di pudore.
gringotm
12 ott 2010 - 15:50 - #5Chi di Brevetto Ferisce di Brevetto Perisce, sembra che Apple sia destinata a pagare delle infrazioni di brevetto per qualcosa come 650 Milioni di Dollari !, chissà che vada a buon fine, e che se li debba ciucciare tutti di tasca !
fedalfmor
12 ott 2010 - 15:59 - #6Per quanto non sia particolarmente affezionato ad Apple (si nota?), l’augurio sarebbe quello della fine del sistema dei brevetti per com’è concepito ora: ahimè, finché potranno pagare andranno avanti a ricorsi vicendevoli…
stevross
12 ott 2010 - 18:46 - #7ma perchè parlate di tristezza e pudore?
tutte le compagnie registrano slogan.
La nike usa “just do it”, la kawasaki usa “Let the good rimes roll”, la Coca Cola ha “Always CocaCola”. Loro non sono patetiche? Loro possono?
Tano-kr
12 ott 2010 - 22:07 - #8dovrebbe essere “there is an app for that… and a magical price too”
suvvia, ma chi è quel cretino che compra le app? si che già per comprare 800 euro di iphone (quando è surclassato da smartphone da 200-400 euro) devi essere un genio.
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12 ott 2010 - 22:43 - #9da quando ho letto questa notizia sono in apnea perché non so se l’aria è ancora gratis o devo pagare delle royalties ad Apple per respirare… :|
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12 ott 2010 - 22:54 - #10“tutte le compagnie registrano slogan”
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non è vero, gli slogan pubblicitari non sono brevettabili né è possibile depositarne il copyright ma esiste solo una “legge non scritta” una sorta di “gentlemen agreement” tra agenzie pubblitarie che funziona (più o meno) in questo modo: “io non frego le idee a te e tu non freghi le idee a me”
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tuttavia, per evitare che una o più agenzie pubblicitarie possano “copiare involontariamente” (nel senso di avere ed usare la stessa idea in modo autonomo) uno slogan di una campagna pubblicitaria (che magari costa milioni di euro) la prima agenzia che decide di usare una data idea o uno slogan originale, lo pubblica come un piccolo trafiletto in un area apposita di un grande giornale (ad es. il Corriere o Il Sole 24 Ore) dove le altre agenzie lo leggono e non lo usano, non perché siano costrette, ma per il gentlemen agreement di cui sopra
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divud
20 ott 2010 - 23:47 - #11Non possono farla passare, non si possono brevettare parole di uso comune, o cmq potrebbero farlo solo in america ( in italia è come se io registrassi, mangia il biscotto)
Credo che Steve inizi a pensare di essere DIO e di possedere la terra, visto che ha tanti sudditi che lo seguono a comprare oggetti del desiderio che non funzionano.