Universenet: Internet nell'anno 1.000.000 connetterà i pianeti e le merci si muoveranno su camion spaziali dotati di gps intergalattico



Se fra tre anni i veicoli merci cominceranno davvero a viaggiare appesi a dirigibili, è verosimile che molto più in là si renda necessario, per trovare la strada più breve per la Luna o Marte e per non ingorgare le "strade" del cielo, un sistema Gps rivoluzionario.

Nell'anno un Milione, secondo studiosi e giornalisti esperti del settore, Universenet avrà ampiamente rimpiazzato Internet e ci consentirà di connetterci anche da un pianeta all'altro. Queste e altre ipotesi sono raccolte nel libro Year Million: Science at the Far Edge of Knowledge.

Parte di questo futuro esiste già. Nel corso di questo secolo la Nasa pianificherà il collegamento Internet fra Terra, Luna e navi spaziali, racconta Daily Galaxy. Si chiamerà Interplanetary Internet (Ipn) e quando la tecnologia lo consentirà la connessione sarà basata su microchip installati su polvere spaziale. Alla base di questa tecnologia c'è il tentativo di realizzare un "network di internet disconnessi", tentando di replicare il "network di network connessi" che è Internet. Molte e più dettagliate informazioni si possono trovare sul sito del progetto. I dati verranno scambiati in tempo reale attraverso sistemi wireless oppure con un protocollo store-and-forward, all'interno di una rete ispirata dal Gps per geolocalizzare mittente e destinatario del messaggio. Lo stesso sistema servirà a tenere traccia di meteoriti, veicoli, spazzatura spaziale, insomma per tenere in ordine l'universo.

E finalmente la tecnologia consentirà a civiltà di pianeti lontani anni luce di venire in contatto. Cosa che sarà in grado di fare solo una civiltà dotata di ingegneri cosmici di secondo tipo della scala Kardashev, in grado di produrre e gestire un'energia pari a quella prodotta dal sole.

Ora, la questione non è se un giorno tutto questo potrà realizzarsi, ma se il genere umano riuscirà ad arrivarci. Secondo i calcoli del professor Martin Hoffert dell'Università di New York, ipotizzando un consumo di energia in aumento del due per cento all'anno, avremo bisogno di tutta l'energia del sole già nel giro di un migliaio di anni.

Inoltre, per gestire un sistema siffatto occorreranno ingegneri di una civiltà di terzo tipo in grado di trovare una soluzione ai tempi di latenza della comunicazione (milioni di anni) fra buchi neri e universi paralleli, magari sfruttando il quantum entanglement, che prevede l'annullamento della distanza di due oggetti.

Fantascienza? Nient'affatto, all'Università di Whashington gli studi sono già in corso e promettono bene.

Foto | Cliff1066

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