
Multivac si auto-regolava e si auto-correggeva. Multivac è il calcolatore grande chilometri e chilometri de “L’ultima domanda” di Isaac Asimov, racconto che lo scrittore considerava il suo capolavoro. Si tratta sostanzialmente di un pc che impara dai propri errori. Quello che dovrebbe diventare ogni computer nei piani dei ricercatori della Carnegie Mellon University, alle prese con la sfida delle sfide: insegnare a un computer a imparare. Con il progetto Nell (Never Ending Language Learing), i ricercatori stanno cercando il modo di insegnare a un calcolatore a decifrare il contenuto delle pagine web leggendone a milioni.
Nell gira su un supercomputer fornito da Yahoo all’università di Pittsburg. Legge pagine web e impara fatti. Fatti che sono relazioni fra membri di categorie diverse. Per esempio: Peyton Manning è un giocatore di football (categoria). Gli Indianapolis Colts sono una squadra di football (categoria). Nell mette in relazione le due categorie e decide che con ogni probabilità Manning gioca nei Colts. “Gioca nei” è una relazione e al momento ci sono 280 tipi di relazioni, secondo quando raccontato dal professor Tom M. Mitchell, computer scientist e direttore del Machine learning department al New York Times. I fatti che Nell impara sono relazioni fra le categorie, e aumentano a vista d’occhio. Li possiamo seguire sul suo canale su Twitter.
“Molto del linguaggio umano è determinato dalla conoscenza di background” spiega il professor Mitchell. L’obiettivo è aiutare la macchina a costruire un suo bagaglio culturale, in modo che essa possa interpretare i fatti di cui viene a conoscenza. Aiutare il computer a capire il linguaggio umano. Questa di per sé non è una novità, è da anni che gli sviluppatori delle intelligenze artificiali ci lavorano sopra. Per esempio in alcuni videogiochi di calcio il computer modella il suo stile sulla base del comportamento del giocatore. “Quello che è affascinante di Nell è il suo continuo apprendimento - sottolinea al NYT Oren Etzioni, uno scienziato dell’Unviersità di Whashington che lavora al progetto TextRunner con l’obiettivo di estrarre fatti da pagine web - Come se stesse diventando curioso, con solo un piccolo aiuto dell’uomo”.
Già perché ogni tanto Nell ha bisogno di un aiutino, benché i suoi processi siano fortemente automatizzati. Un giorno per esempio ha letto “I deleted my Internet cookies” (”Ho cancellato i miei Internet cookie”) e ha dedotto che Internet cookies fosse qualcosa di cucinato, confondendo i cookies del browser con i dolci . Così quando si è trovato davanti a “I deleted my files” (”Ho cancellato i miei file”) ha supposto che i file fossero qualcosa che si mangia. Una piccola correzione, e ha imparato. Proprio come un bambino.
A oggi Nell ha imparato oltre 390mila fatti, con una precisione stimata dell’87%. I fatti sono raggruppati in categorie semantiche, come città, società, gruppi sportivi, attori, università, piante e altre 274. Un anno fa erano la metà. Una volta che avrà imparato a fare da sé, Nell avrà tutte le potenzialità per diventare, forse, un giorno, più intelligente dell’uomo. Questa parte del nostro possibile (probabile) futuro affonda le sue radici nella metà del XX secolo. In futurologia viene definita “singolarità tecnologica“. In poche parole, un momento dello sviluppo della nostra civiltà in cui l’Intelligenza Artificiale sarà così sviluppata da non essere più comprensibile all’uomo. A questo evento, da alcuni dato per certo e da altri considerato mera ipotesi di studio, è dedicato l’annuale Singularity Summit.
Se avete intenzione di leggere il racconto di Asimov linkato sopra, fermatevi qui, segue uno spoiler. Altrimenti, ecco in sintesi la storia, scritta nel 1956. Multivac viene interrogato sulla possibilità di sopravvivenza alla morte termica dell’universo. Il che equivale a chiedere: “Può la seconda legge della termodinamica essere invertita?” La domanda viene ripetuta di generazione in generazione, fino a quando viene posta a ridosso della fine dell’universo. Multivac non trova mai la risposta, ma non smette di ragionarci sopra. Quando alla fine trova la soluzione, non esiste più un essere umano a cui darla. Nella stretta logica del computer, è necessario dare la risposta a qualcuno. Occorre quindi creare un uomo a cui darla: “E luce sia”.
Ora provate a scrivere nella barra degli indirizzi di Firefox about:robots
sandokan71
06 ott 2010 - 13:59 - #1“avrà tutte le potenzialità per diventare, forse, un giorno, più intelligente dell’uomo”
Non credo che sia difficile provare che già è più intelligente di molti uomini… e donne!
;)
ilgrillo
06 ott 2010 - 14:17 - #2Dovrebbe diventare così intelligente da non farsi staccare la spina, cioè quando riuscirà a rifornirsi di energia senza l’aiuto di papà-uomo. Prima di allora sarà solo un “cervello” in prigione.
liongalahad
06 ott 2010 - 14:43 - #3BELLISSIMO ARTICOLO!!! complimenti, finalmente…. voto 10
theabbc
06 ott 2010 - 14:45 - #4sarà abbastanza intelligente quando riuscirà a scartare automaticamente i commenti di ghost.
migiocotutto
06 ott 2010 - 15:47 - #5@4 hahaha, sarebbe bellissimo!
Bell’articolo cmq, continuate cosi !
energio
06 ott 2010 - 16:04 - #6Il racconto di Asimov mi fa tornare in mente una famosa “Guida galattica…”: 42
alc0r
06 ott 2010 - 16:30 - #7@4: ahahahah non serve molta intelligenza per quello, basterebbe un filtro ben fatto… ma a downloadblog evidentemente fa piacere avere ghost che infesta i commenti…
Sbronzo di Riace
06 ott 2010 - 17:43 - #8non accadrà mai che una macchina diventi più intelligente dell’uomo
rose e fiori a sanremo
07 ott 2010 - 23:31 - #9Singolare la reazione che avete avuto con lo sbronzo di Riace -3
e la sua affermazione che nessuna macchina diventera’ piu’ intelligente dell’uomo.
Pensiamoci un attimo.Si e’ detto che la singolarita’ tecnologica si avvicina
che questo robot diventera’ sempre piu’ efficente che secondo la romantica visione di Asimov avrebbe dato impulso al nuovo inizio del mondo sottointendendo che lui il robot e’ il dio che sta sopra le altre cose.Ok,un computer diventera’ piu’ intelligente,piu’ razionale,e piu’ intuitivo di un uomo….ma come riuscira’ a assorbire e rendere reale nella sua piccola pelota di metallo il sentimento,le reazioni emotive,l’istinto di sopravvivenza,il modo a volte paradossale di agire che si chiama coraggio….?Quello che ci differenzia dagli altri animali e in futuro computer,e’ stato imparato in centinaia di migliaia di anni di lotte fatica e sofferenza,per far sopravvivere la razza umana.Qualei sfide dovra’sopportare il computer per esere superiore all’uomo?Comunque NOI umani saremmo sempre migliaia e migliaia di anni avanti a esso. ( e di esso in modo dispregiativo intendendolo una cosa un oggetto,non un essere pensante con sentimenti.Bell’articolo cmq ragazzi!
GILGAZ
08 ott 2010 - 05:59 - #10la macchina ha possibilita’ di superarci solo se di fronte a un problema riuscira a risolverlo in maniera autonoma adottando una soluzione non convenzionale, non decisa da un’algoritmo, per ora è solo una gigantesca memoria razionale, gli manca la pazzia
ssxxx
10 ott 2010 - 10:10 - #11Quando sarà intelligente quanto o più dell’uomo avrà bisogno dello psicologo/psichiatra per capire se stesso se è vivo o no !