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Jimmy Wales: WikiLeaks non è un wiki

Pubblicato: 29 set 2010 da zeropuntodue

Commenti dei lettori

Jimmy Wales

Jimmy Wales, co-fondatore dell’enciclopedia libera Wikipedia non condivide il modo di operare di WikiLeaks. Lo ha dimostrato platealmente nel corso di una conferenza in Malesia, quando, come riporta The Raw Story, ha esternato che la pubblicazione online su WikiLeaks dei documenti riguardanti le operazioni militari americane in Afghanistan “potrebbe causare la morte di persone“. Wales ha continuato l’affondo sostenendo che WikiLeaks non abbia i requisiti necessari per utilizzare il termine Wiki: “Prendo le distanze da WikiLeaks. Spero smetteranno di utilizzare il termine Wiki nel loro nome. Uno dei motivi per cui all’inizio sono diventati così famosi è stato proprio l’uso di questo termine, ma non sono un Wiki” ha detto.

In parte ciò che dice Wales in merito all’utilizzo del termine è vero, perché non tutti i contenuti di WikiLeaks sono modificabili dai navigatori come in un Wiki “classico”, ma allo stesso tempo il sito ha molte caratteristiche che lo equiparano a un Wiki. Prendendo la definizione di Wiki dalla versione italiana di Wikipedia con cui Wales dovrebbe concordare, si legge che “E’ un sito web (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che viene aggiornato dai suoi utilizzatori e i cui contenuti sono sviluppati in collaborazione da tutti coloro che vi hanno accesso“. Una definizione che rispecchia in gran parte le attività di WikiLeaks. E in ogni caso, essendo i Wiki per loro natura in continua evoluzione, WikiLeaks ne potrebbe rappresentare una nuova tipologia e dunque non si comprende un atteggiamento così ortodosso da parte di Wales.

Anche per quanto riguarda la pubblicazione dei documenti del Pentagono, Wales ha ragione solo in parte. Il co-fondatore di Wikipedia sostiene che questo tipo di documenti dovrebbero essere “maneggiati responsabilmente” perché le informazioni che contengono potrebbero mettere a rischio le vite di persone che “Lavorano per la società civile in Afghanistan“. Ma innanzi tutto se WikiLeaks non avesse reso noti i documenti del Pentagono, non sarebbe stata possibile la realizzazione dei dossier del Guardian, di Der Spiegel e del New York Times. Il sito fondato da Julian Assange è una nuova formula per avere accesso a un vecchio diritto fondamentale e cioè quello della libertà dell’informazione. Inoltre, i responsabili di WikiLeaks non hanno mai dichiarato di rifiutare un contatto con le autorità militari americane per valutare l’eventuale presenza sui documenti di nomi a rischio. Quando WikiLeaks disse che il Pentagono aveva tentato un contatto del genere, quest’ultimo smentì seccamente. Se Wells ha informazioni diverse, allora lo dica in modo chiaro.

Foto | Flickr

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • PCissimo

    29 set 2010 - 16:12 - #1
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    “potrebbe causare la morte di persone”.
    Bisognerebbe spiegare a Wales che chi accetta quel mestiere conosce i rischi, tra cui anche quello di morire…

  • Profilo di aleac

    aleac

    29 set 2010 - 17:43 - #2
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    #1

    Immagino che chi accetta quel mestiere sappia che corre il rischio di morire. Quello che non può immaginare è che il rischio aumenti a causa di WikiLeaks… Chi fa “quel” mestiere dovrà prender atto che i pericoli sono aumentati.

  • Profilo di mipnamic

    mipnamic

    30 set 2010 - 23:20 - #3
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    Le troppe informazioni uccidono tanto quanto la mancanza di informazioni…

    non ho ancora ben chiaro se a livello personale appoggio o meno WikiLeaks, la vera domanda è: “come entrano in possesso di certi documenti?”

  • baf

    01 ott 2010 - 12:36 - #4
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    il fatto è che molte delle porcate combinate al fronte da militari sono secretate in documenti a conoscenza delle alte cariche. ora.. se quei documenti vengono fuori.. i militari rischiano di più solo perché vengono alla luce le suddette porcate.
    questo è il punto.