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Quando il software bacato uccide

Pubblicato: 28 set 2010 da Gianluca Pezzi

Commenti dei lettori

war

Che il settore militare sia quello più all’avanguardia è un dato di fatto. Molti degli oggetti o dei servizi che utilizziamo abitualmente derivano da scoperte e tecnologie effettuate in ambito militare. Esempio classico è Internet stessa, nata come Arpanet durante la guerra fredda.

Ovviamente i software che gestiscono apparati militari sono tanti e di svariato genere. Prendendo spunto dal down di Facebook di qualche giorno fa, diventa interessante capire cosa succede quando un software militare presenta un baco. L’occasione ce la danno Wired e TheRegister con due articoli dallo stesso filo conduttore.

Wired racconta la storia di Stanislav Petrov, tenente colonnello dell’Armata Rossa. Il fatto si svolge nel 1983, caso vuole, lo stesso anno in cui nelle sale cinematografiche viene proiettato Wargames. Petrov presta servizio presso il Serpukhov-15, un superbunker segreto in cui vengono tenuti sotto controllo i satelliti anti attacco atomico. Una notte il sistema segnala l’allarme: gli Stati Uniti hanno lanciato 5 missili balistici verso la Russia. Non si tratta di un periodo tranquillo: la tensione è alta. La Nato sta stuzzicando i sovietici con una serie di esercitazioni militari, mentre i sovietici hanno abbattuto un volo di linea sud coreano entrato nel proprio spazio aereo. L’allarme non sembra quindi essere il classico fulmine a ciel sereno.

Petrov riesce però a ragionare. Possibile che gli Usa scatenino un attacco nucleare con sole cinque testate? Con una bella dose di sangue freddo fa rapporto ai superiori indicando il falso allarme. I fatti gli danno ragione e viene dapprima lodato, poi usato come capro espiatorio ed incolpato di essere la causa del falso allarme, nel più classico stile in voga in Unione Sovietica. La Guerra Fredda è ancora in corso ed i russi non possono ammettere pubblicamente che un satellite abbia scambiato un riflesso solare con un’arma atomica. Ma cosa sarebbe accaduto se Petrov e poi via via gli alti gradi sovietici, non avessero usato la testa e si fossero attenuti ai dati informatici?

Cosa succede quando in ambito militare si usa un software bacato? Ma soprattutto, chi si prende la responsabilità di utilizzare un software quando si sa che è “nato male”? Le cose si fanno ancora più complicate quando ci si mettono di mezzo anche i servizi segreti. Secondo The Register, la Cia avrebbe usato un software illegale ma soprattutto inaccurato, sui droni che sorvolano l’Asia Centrale. Vediamo di riassumere alcuni punti dell’ingarbugliata vicenda.

Netezza è una società di data warehousing acquisita proprio in questi giorni da IBM, è fornitore della Cia e produce un sistema hardware chiamato NPS. Intelligent Integration Systems (IISi) è invece una piccola compagnia, partner di Netezza, che produce un pacchetto di analisi per la localizzazione, chiamato “Geospatial”. Ebbene secondo IISi, Netezza avrebbe mentito alla Cia, affermando che avrebbe potuto installare il software di IISi in poco tempo sul proprio NPS. Tutto vero? Non proprio. Se Netezza utilizzava l’architettura IBM Power PC, ISSi utilizzava invece più economici X86: Geospatial non sarebbe stato in grado di girare sui nuovi NPS. Da qui al rifiuto della commessa da parte di IISi, il passo è breve.

Secondo l’accusa Netezza avrebbe perciò illegalmente e frettolosamente effettuato un reverse engeneering del codice: il risultato è una imprecisione che può arrivare fino a 13 metri. Pare che, nonostante fosse a conoscenza dell’errore, la Cia abbia comunque accettato il software di Netezza. Dal punto di vista legale, IISi sta tentando un’ingiunzione che vieti l’utilizzo del software da parte di Netezza e della Cia, in qualsiasi contesto.

Di come la Cia sia arrivata a Netezza e di come siano stati concordati i termini del contratto, è una questione complessa e che ci interessa poco. Come potete immaginare, non tutti nelle due aziende erano a conoscenza del fatto che il proprio prodotto avrebbe equipaggiato il Predator B. E’ emblematico quanto affermato da Richard Zimmerman, CTO di IISi, dopo aver saputo dell’interesse della Cia: “My reaction was one of stun, amazement that they want to kill people with my software that doesn’t work“, che potremmo tradurre con “La mia reazione è stata di stupore perchè vogliono uccidere la gente con il mio software che non funziona“, con il riferimento alla questione PowerPC/X86.

Questo ci porta alla domanda iniziale. Quando il sofware è in grado di far prendere decisioni che hanno ripercussioni catastrofiche, chi garantisce l’assenza di bug? Chi certifica che il tutto sia stato fatto a “regola d’arte”? Certo, il campo militare non è l’unico impiego in cui l’informatica non può sbagliare, ricordiamo su tutti i software usati in ambito medico. Ma così come ci scandalizziamo per i casi di malasanità, non possiamo che allarmarci ed indignarci dall’approssimazione con la quale la vicenda russa e quella dei droni Cia siano state trattate.

Foto | Flickr

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di paolo192

    paolo192

    28 set 2010 - 13:32 - #1
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    C’è un documentario interessante assai su History Channel su quanto accadde nel 1983.
    In quell’estate il mondo andò sull’orlo di una guerra nucleare; è una vicenda poco conosciuta.

  • Profilo di andrea-m

    andrea-m

    28 set 2010 - 13:36 - #2
    0 punti
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    Non immaginavo che riuscissero a fare fesserie con software nel settore militare. Quasi ho paura a pensare cosa possano combinare nella gestione delle centrali nucleari!

  • Profilo di softcodex

    softcodex

    28 set 2010 - 13:56 - #3
    1 punto
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    OT : altro articolo scritto magistralmente!!! BRAVO! meno male che non sono tutti come rosario e i sui articoli da osteria…

  • Commento #4 (-7 punti) - 28 set 2010 - 13:56 - Apri commento
  • christian m

    28 set 2010 - 14:03 - #4 (nascondi)
    -7 punti
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    per stare tranquillo comincerei col guardarmi bene dall’usare sistemi operativi (o pseudotali) bacati, come linux. E in generale sul software opensource, autentico ricettacolo di falle di sicurezza e scarsita’ di qualita’ necessaria per l’utilizzo in ambiti importanti, coem quello militare o della sicurezza in generale.

  • Profilo di warpmaster

    warpmaster

    28 set 2010 - 14:32 - #5
    2 punti
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    #4: ROTFLMAO, scusate, vado a raccattare la mascella, ROTFL

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    28 set 2010 - 14:46 - #6
    2 punti
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    christian m, dipendente microsoft/apple?

  • gigi78

    28 set 2010 - 15:04 - #7
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    E meno male che la società si chiama “nettezza”…pessima battuta lo so

    Comunque articoli interessanti

  • bomber75

    28 set 2010 - 16:06 - #8
    3 punti
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    #4
    Linux è stra-usato nell’ambiente militare proprio perchè è open source quindi il codice non può nascondere facilmente virus o altre cose al proprio interno. Il software deve essere aperto per forza per evitare di avere brutte sorprese nel momento in cui serve.

  • Profilo di thelostone

    thelostone

    28 set 2010 - 18:16 - #9
    4 punti
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    Articolo veramente interessante, rinnovo i miei complimenti.
    @4 - Sei palesemente un idiota. Sappi che in situazioni critiche come gestione del traffico aereo, centrali nucleari, macchinari medici, ambito militare e via dicendo, il sistema operativo più usato ed affidabile è QNX, che da qualche tempo è stato reso open source per uso non commerciale.

  • gattamorta

    29 set 2010 - 10:53 - #10
    0 punti
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    sto giusto scaricandomi Neutrino per vedere come è arrivato alla v. 6.5

    QNX è stata recentemente acquisita da RIM per sviluppare l’OS del tablet presentato in questi giorni

  • Banack

    29 set 2010 - 11:12 - #11
    0 punti
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    premessa: qualunque sw di qualunque tipo potrà sempre nascondere dei bug. Più complessi sono, peggio è.

    Io lavoro in una ditta che fa prodotti per il mercato Automotive ed abbiamo come clienti le maggiori case automobilistiche mondiali,
    queste controllano il sw che va sulle auto con severissimi test sin dalle primissime fasi della progettazione.
    Inoltre ci impongono il rispetto di alcune normative di progettazione specifiche per i sw embedded.
    So che esistono normative analoghe per i sw militari che sono enormemente più stringenti rispetto a quelle (già molto molto pesanti ed efficaci) usate nell’ambito automotive.

    Se personalmente dovessi stilare una classifica degli ambiti in cui il sw è più sicuro direi
    1 spaziale
    2 militare
    3 aeronautico
    4 ferroviario
    5 automotive
    6 bancario
    7 il resto del mondo

    Quindi state tranquilli che i sw militari hanno una probabilità di contenere bug molto molto inferiore ai sw che normalmente incidono nella nostra vita.

    ciao!

  • abdulazizmustafà

    30 set 2010 - 11:40 - #12
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    eh beh montare windows xp sul predator2 sarebbe sicuramente la soluzione migliore mhhae