Dina Kaplan, il futuro del video podcast secondo Blip.tv

Alla Mediateca di Santa Teresa a Milano, oggi ci son state due tavole rotonde sull'informazione online, nell'ambito della Social Media Week. La fondatrice di Blip.tv, Dina Kaplan, oltre ad un sorrisone smagliante, ha portato qualche dato dalla loro esperienza di portale video. La prospettiva è interessante: si parla della fascia media di mercato che sta tra il bailame di Youtube e i contenuti delle major tipici di Hulu - per intenderci, Blip.tv punta al mercato dei podcast video e dei web show, una cosa che da noi non ha ancora ragiunto la massa critica, e che invece negli USA ha ormai una certa presenza.

Ecco le tendenze dell'ultimo anno:

- Autenticità. Gli show più visti non sono quelli con budget più alti per la produzione. Tirano gli autori che sanno comunicare in maniera verace, non quelli più professionali.

- Non vanno i contenuti generalisti, quelli che parlano un pò di tutto e a tutti. Vanno forte invece i temi di nicchia, e quelli che danno spazio a comunità di appassionati prive di risonanza sui media tradizionali.

- Prendono piede gli show più presenti sui social media. Questo, dice la Kaplan, significa che metà dello sforzo va dedicato alla produzione del video, ma l'altra metà è altrettanto importante: sfonda solo chi comunica da fanatico il proprio prodotto. 

- la durata media degli episodi riserva una sorpresa interessante: nell'ultimo anno si è passati da quattro minuti a quattordici (la televisione si aggira su di un valore medio pari a ventidue minuti). Ha dell'incredibile, eppure la gente inizia a guardare i video sul web con una soglia di attenzione da tv.

- Allo stesso modo, l'orario più trafficato si è spostato dalla pausa pranzo al prime time. Un altro segnale che il web sta mangiando spazio agli altri media anche nel formato video, che inizia a competere con la tv. Questo dato, ha specificato, vale un pò in tutto il mondo.

- Gli autori iniziano a guadagnare. Questo è un dato fondamentale per la sopravvivenza dell'ecosistema. Blip.tv ha esaurito l'inventory di contenuti già alla fine dell'anno scorso. Ridendo, la Kaplan dice tra le righe che giravano lanciando soldi dietro a chiunque fosse in grado di fornirgli nuove serie di video sulle quali vende la pubblicità. Il modello di business prevede un fifty/fifty tra autore e piattaforma. Uno show importante ha incassato un assegno da Centotrentasettemila dollari per un trimestre di attività (si parla di sette o otto milioni di unique user al mese).

- Un'audience maggiore sul versante web non significa automaticamente, secondo Kaplan, che il web sia destinato a soppiantare la tv. Spiega che la gente probabilmente continuerà a chier alcuni tipi di trasmissione alla tv, e ne affiancherà altri tipici del web che non appartengono al mondo del broadcast. La dieta mediatica si sta arricchendo, le fonti riequilibrano i pesi relativi, ma restano complementari.

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