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Eduardo Saverin e la vendetta del cofondatore miliardario di Facebook

Pubblicato: 22 set 2010 da Gianluca Pezzi

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C’è un fato particolare che attende alcune persone. Sfiorare il trionfo, la ricchezza, la fama, mancando l’appuntamento con il successo. Pete Best, batterista che venne cacciato dai Beatles prima di incidere Please Please Me. Ron Wayne, noto come il terzo socio di Apple, ovvero il disegnatore del primo logo, che lasciò la propria quota a Jobs e Wozniak per una cifra oggi ridicola. E chissà a quanti altri sarà capitato un simile destino beffardo. Altre volte però, può capitare che il finale presenti qualcosa di completamente diverso.

Quella che raccontiamo oggi è la storia di Eduardo Saverin, cofondatore di Facebook poi estromesso dalla società dallo stesso Mark Zuckerberg. Come riporta Business Insider, la vicenda è balzata agli onori della cronaca grazie al film “The Social Network“, in uscita il 1 Ottobre negli Usa, che racconta la vita di Zuckerberg. Il film è dichiaratamente una “fiction” che si basa su un romanzo di Ben Mezrich: “The Accidental Billionaires”. Ma chi ha ispirato Mezrich fornendogli particolari importanti? Si, proprio Eduardo Saverin, nel tentativo di screditare Zuckerberg. Vendetta andata a segno per Eduardo: libro pubblicato e film nelle sale.

Cerchiamo però di distinguere la finzione cinematografica da fatti. E’ il 2003 quando Zuckerberg e Saverin si accordano. Zuckerberg ha una bella idea: si chiama “TheFacebook.com” ed è una directory che permette agli studenti di Harvard di condividere informazioni. Saverin è uno studente di origine brasiliana, di famiglia benestante e che si dice sia collusa con la malavita sudamericana. Da una parte l’idea, dall’altra parte il denaro: Saverin versa 15.000 dollari per il mantenimento dei server. TheFacebook.com parte nel Gennaio 2004, in Aprile viene costituita la prima società con Zuckerberg e Saverin sul ponte di comando. Due mesi dopo si parla già di successo: gli studenti di altri college vogliono iscriversi, TheFacebook.com viene citata come astro nascente del web2.0. Per i curiosi abbiamo trovato uno screenshot della prima versione di Facebook.

Zuckerberg capisce che il sito si sta trasformando in qualcosa di importante. Insieme a Dustin Moskovitz, suo compagno di stanza nel college, si trasferisce a Palo Alto. Saverin decide invece di trasferirsi a New York, per uno stage presso la Lehman Brothers. Zuckerberg chiede tre cose a Saverin: dare una struttura alla società, reperire fondi e creare un modello di business. Il “rapporto a distanza” non funziona. Nascono incomprensioni che creano fratture insanabili, come quando Saverin decide autonomamente di far girare su Facebook e gratuitamente alcuni banner del proprio nuovo sito: Joboozle.

La mail di Zuckerberg è eloquente: una serie di accuse che vanno dall’aver creato un sito che potrebbe essere un competitor di Facebook, così come l’aver pubblicato banner gratuitamente:

You developed Joboozle knowing that at some point Facebook would probably want to do something with jobs. This was pretty surprising to us, because you basically made something on the side that will end up competing with Facebook and that’s pretty bad by itself. But putting ads up on Facebook to advertise it, especially for free, is just mean.

La goccia che fa traboccare il vaso è proprio la mancanza di fondi, fondi che Saverin avrebbe dovuto reperire e che invece vengono trovati da Zuckerberg. Zuckerberg cerca di portare Saverin in California, arrivando ad offrirgli “miglia” frequent flyer per gli eventuali spostamenti aerei. Saverin sembra però perso in un altro mondo, non presta attenzione a Mark e non svolge i propri compiti. Tutto questo però non toglie il fatto che abbia una quota importante nella società.

Zuckerberg riesce a coinvolgere Sean Parker, noto per aver cofondato Napster ed una serie di start up tra le quali Plaxo. Sean Parker prende di fatto il posto di Saverin, suscitando interesse in Peter Thiel, già fondatore di PayPal, e che sarà poi il primo vero investitore esterno di Facebook.

La questione Saverin si fa pressante, e proprio Peter Thiel suggerire il modo di “farlo fuori”. Creare una nuova società, comprare quella vecchia e varare un aumento di capitale ad hoc. In questo modo le quote sarebbero state “annacquate” facendo diminuire di parecchio il peso specifico di Saverin, in quel momento al 30%.

Tutto questo accade tra il 29 Luglio 2004, con la costituzione della nuova società, ed il 7 Gennaio 2005 quando formalmente la percentuale di Saverin scende al 10%, e cede di fatto tutte le proprietà intellettuali a Zuckerberg. E’ passato solo un anno dal lancio della prima versione di Facebook. Nell’Aprile del 2005, Saverin viene ufficialmente licenziato e costretto a lasciare ogni incarico.

Di chi è la colpa? Del noto cinismo di Zuckerberg? Del comportamento ambiguo di Saverin? Non conosciamo ancora tutti i dettagli del caso, ma è probabile che emergeranno lentamente. L’occasione ce la daranno le varie cause intentate tra Zuckerberg e Saverin, ma anche quelle tra Cameron Winklevoss, Tyler Winklevoss, e Divvya Narendra, ovvero i primissimi programmatori di Facebook, contro lo stesso Zuckerberg. E’ logico pensare che la realtà processuale possa fare luce su tutta la vicenda.

Torniamo allora a Eduardo Saverin. A differenza di Pete Best e Ron Wayne può dire di averlo toccato davvero, il successo. Anzi, se lo tiene bello stretto: pur essendo stato estromesso, le quote in suo possesso sono valutate attorno al miliardo di dollari. Probabilmente Saverin ha anche stabilito un record, investendo solo 15.000 dollari nel 2005 e realizzandone in 5 anni 66.000 volte tanto. Come dice Businessinsider, uno dei migliori investimenti di tutti i tempi.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di thelostone

    thelostone

    22 set 2010 - 13:16 - #1
    3 punti
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    Comunque, al di là della svista sul nome del tonno, volevo spezzare una lancia a favore di Gianluca che propone sempre articoli interessanti e ben scritti, una vera rarità specialmente su blogo. Ottimo lavoro :)

  • Profilo di gianlkr

    gianlkr

    22 set 2010 - 13:21 - #2
    0 punti
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    Ciao, grazie delle segnalazioni, corretto subito. Ebbene si, prima del publish ho fatto un “replace all” dagli esiti nefasti. :|

  • Profilo di idrolitina

    idrolitina

    22 set 2010 - 14:04 - #3
    1 punto
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    Mi associo al “thelostone”: articolo interessante e ben documentato, complimenti a Gianluca, che tra l’altro ci sta abituando a post di questo tenore!

  • Profilo di un_passante

    un_passante

    22 set 2010 - 14:44 - #4
    0 punti
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    articolo interessante e piacevole da leggere.

    “La goccia che fa traboccare il vaso è proprio la mancanza di fondi, fondi Saverin avrebbe dovuto reperire e che invece vengono trovati da Zuckerberg.”
    qui manca un “che” forse :)

  • Profilo di bisior

    bisior

    22 set 2010 - 14:58 - #5
    2 punti
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    quoto tutti un articolo interessante, non sapevo minimamente niente di questa storia e mi ha fatto piacere legger l’articolo

  • Profilo di softcodex

    softcodex

    22 set 2010 - 17:30 - #6
    0 punti
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    mi associo. notevole la qualità del post. fossero sempre così, tornerei a leggere più assiduamente i vostri scritti.

  • Profilo di gianlkr

    gianlkr

    22 set 2010 - 17:31 - #7
    0 punti
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    Beh, grazie a tutti. Qui a Blogo speriamo di offrire qualche spunto interessante.

    Aggiunto anche il “che”.

    Ciao!