Come Google può costarti 4 milioni di dollari

Come dipendere da Google può cambiarti la vita, nel bene e nel male! La storia è questa: un uomo di nome Ryan Abood, un classico negozio di fiori di famiglia nel New Hampshire, l'idea dell'e-commerce e la creazione di un sito - GourmetGiftBaskets.com - diventato in pochi anni il terzo sito più utilizzato nel settore della vendita di cesti di fiori on-line.

L'11 novembre del 2008 Ryan si sveglia alle 6 e fa la classica ricerca su Google con il suo smartphone. Solitamente il suo sito, si attesa per ogni parola chiave tra i primi due risultati forniti dal motore di ricerca. Quel giorno però non compare per nulla, la sua creazione non risulta nei primi 1000 risultati. A far disperare Ryan, il fatto che questo accade prima del periodo delle vacanze invernali, giorni nei quali fa il 40/60 % del suo fatturato annuale. Le conseguenze sono state quindi devastanti, il suo negozio on-line 'smette virtualmente di esistere' - Google l'ha bannato!

Ma torniamo un attimo indietro. All'inizio della sua avventura di e-commerce, l'ideatore di GourmetGiftBaskets.com aveva curato personalmente le opzioni di ottimizzazione per i motori di ricerca (c.d. SEO). Poi visto il successo del sito, si era affidato a due società di ranking optimization per avere un miglior posizionamento e dei migliori collegamenti.

Detto ciò torniamo alla storia - Ryan chiede informazioni a Google, la quale lo informa che aveva subito una esclusione temporanea o era stato penalizzato dall'algoritmo di ricerca. A questo punto una delle due società utilizzate per la SEO, ammette di aver acquistato dei link per lui, pratica NON ammessa da Big G.

Per risolvere queste situazione, Google ha un modulo chiamato 'richiesta di re-inclusione' - soprannominato anche il 'confessionale di Google'. In questo modulo devi ammettere: "Questi sono i collegamenti che abbiamo acquistato, questi sono i collegamenti che non abbiamo acquistato. Ovviamente abbiamo violato la vostra fiducia, e stiamo prendendo tutti i provvedimenti per porvi rimedio".
google rankingNei mesi successivi Ryan dovette spendere migliaia di dollari in pay-per-click, per tentare di risalire il ranking (Big G infatti ti permette furbescamente di acquistare lo stesso annunci pubblicitari). La svolta per la risalita della sua azienda avvenne però cercando di guardare oltre il classico motore di ricerca: la parola magica è stata Social Network (finalmente un utilizzo serio di questi strumenti).

Oggi il suo account Facebook è il suo principale mezzo di comunicazione e di pubblicità, ha 3200 fan e usa Twitter giornalmente per promozioni e comunicazioni: bloggano su qualunque cosa. Da pochi mesi ha inoltre assunto un c.d. manager in comparison shopping, un social media manager e un affiliate marketing manager. Ora il sito grazie a tutto questo, è di nuovo ai vertici del motore di ricerca.

La morale di tutta questa storia è: non far dipendere il 100% del tuo business da un unico servizio - diversifica, supera gli ostacoli, sperimenta, innova e soprattutto pensa al di fuori degli schemi!

P.S. Se ne doveste aver bisogno, qui le info per il re-inclusion in Google.

Via | Inc.com
Foto | Flickr

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