Cosa rivelano Facebook e Twitter sulla nostra salute?

Vi siete mai chiesti cosa possano rivelare i post su Facebook e Twitter relativamente alla nostra salute? Qualche ricercatore si è posto il problema ed ecco la risposta.

Facebook, Twitter e la nostra salute - Secondo alcuni scienziati, i social network sono estremamente utili per studiare la salute collettiva. Pare che i ricercatori si stiano dirigendo nella direzione di estrapolare sempre più notizie dai post sui nostri profili di Facebook e dai tweet di Twitter in modo da ottenere una misura del benessere fisico e mentale di grandi gruppi di persone. E' infatti sorprendente quante informazioni sulla nostra salute possa dare questo innocente chiacchiericcio social. Andiamo dunque a vedere di cosa parla questa ricerca.

Facebook e Twitter ci mostrano il nostro stato di salute collettivo


Facebook salute

Secondo Andrew Schwartz, psicologo dell'Università della Pennsylvania, le parole che compaiono più spesso sulle pagine Facebook delle donne sono "Ti amo", "Entusiasta" e "Shopping". Ok per quest'ultima, ma le prime due parole non le vedo spesso fra i miei contatti. Schwartz spiega così: "Penso che siamo stati tutti un po' sorpresi dal vedere quanto uscissero fuori questi stereotipi. Quello che è venuto fuori è stato un sacco di linguaggio emozionale, anche temi legati al fidanzato. E poi sul lato maschile... abbiamo ottenuto diversi tipi di parole".

Purtroppo non possiamo riportare le parole più usate dagli uomini su Facebook, causa problemi di censura di Google sono parole che le agenzie di stampa non posso scrivere, ma potete ben immaginarle. Schwartz spiega anche che studiare i social network, gli aggiornamenti di stato e i tweet serve ai ricercatori per conoscere meglio le persone. E una delle cose che stanno imparando, è che i social network possono fornirci una panoramica generale del benessere fisico e mentale di certe comunità e potrebbe anche aiutare nei casi di depressione. Non a caso Facebook è pronto a lanciarsi nel settore salute.

Pensiamoci bene: i ricercatori guardando quante persone e dove stanno googolando l'influenza sono in grado di capire lo sviluppo dei focolai. Il ricercatore Johannes Eichstaedt, sempre dell'Università della Pennsylvania, ha portato questo approccio al livello successivo, tanto che dice di poter predire il rischio di malattia cardiache o depressione semplicemente analizzando i tweet. Eichstaedt è convinto che in futuro i funzionari della sanità pubblica saranno in grado di dare un'occhiata a queste mappe fornite dai social network e organizzare degli interventi progettati specificamente per ogni quartiere.

Consideriamo però una cosa: nel 2012 Facebook aveva pubblicato i risultati di un esperimento psicologico condotto su 70.000 utenti ignari. Ricordate vero le polemiche che erano sorte? Ma adesso ricercatori, psicologi, statistici e scienziati stanno spalando miliardi di tweet e aggiornamenti di stato nelle fauci dei loro computer per ottenere dati relativi alla salute fisica e mentale. Questo non fa arrabbiare e indignare? Voi che ne dite?

Via | CBC.ca

Foto | defenceimages

  • shares
  • Mail