ProtonMail, 350.000 iscritti e milioni di finanziamenti per la mail anonima del CERN

ProtonMail ha sempre più successo e finanziamenti. Sopravviverà ai cambiamenti delle leggi svizzere?

protonmail

Abbiamo parlato di ProtonMail quando qualche mese fa è stato presentato - un metodo innovativo per preservare la privacy delle mail. I gestori non sanno nulla di quello che scrivete, né possono saperlo, non importa quanto polizia e superspie possano desiderare di scoprirlo: il termine scelto è “zero access architecture”.

Per quanto la cosa non renda i gestori - le persone fisiche dietro la facciata informatica - immuni da ripercussioni legali, non vi è maniera per loro di cedere i dati dell’utenza. Possono essere al massimo costretti a terminare le operazioni, impedendo a tutti di usare ProtonMail. Il servizio conserva i dati degli utenti sui propri server, dove giacciono crittografati. La startup usa OpenPGP come standard, e questo vuol dire che il codice usato è sotto gli occhi di tutti e la risoluzione dei bug è più immediata.

Il servizio è basato in Svizzera, e gli autori vengono dal CERN. Nell’era post-Snowden è normale che questo tipo di servizio, un tempo considerato quasi roba per “fanatici”, ha molto più appeal, specie per le aziende e corporation che si sono sentite violate dal comportamento degli statunitensi, dispostissimi a compromettere i loro dati.

Sono arrivati in più di 350.000 per ottenere l’accesso alla beta, e a questo si vanno ad aggiungere ben 2 milioni di dollari dai finanziatori che la startup ha trovato nel frattempo. Non farà diventare ricchi gli sviluppatori: sarà tutto reinvestito nella piattaforma per ragioni di scalability.

Unico problema? Se le leggi svizzere dovessero cambiare, cosa possibile visto che ci sono provvedimenti e proposte di legge al vaglio delle camere, la sicurezza di ProtonMail potrebbe valere un po’ di meno.

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