Emailgate, Hillary Clinton si difende: “Un errore non avere due e-mail, non ho nascosto nulla”

Lo scandalo che ha travolto nei giorni scorsi Hillary Clinton, possibile candidata democratica alla Presidenziali USA 2016 continua a crescere, mentre l'ex Segretario di Stato si difende in conferenza stampa.

Lo scandalo che ha travolto Hillary Clinton, rinominato dalla stampa internazionale emailgate, continua ad allargarsi. La candidata per i democratici in vista delle elezioni statunitensi del 2016 è intervenuta in prima persona sulla delicata questione, difendendosi a spada tratta.

Ma facciamo prima un passo indietro. Cosa è successo esattamente? Una manciata di giorni fa è emerso che l’ex First Lady, nei quattro anni in cui è stata Segretario di Stato durante il primo mandato di Barack Obama, ha utilizzato un unico account di posta elettronica per le proprie comunicazioni. Non quello federale, ma quello personale - hdr22@clintonemail.com - anche e soprattutto per le comunicazioni ufficiali.

Il caso è esploso immediatamente. Perché Hillary Clinton non si è affidata all’account federale, come tutte le altre persone che ricoprono una carica ufficiale nel governo degli Stati Uniti, ma ha preferito utilizzare un account personale che, per giunta, come scrivono i colleghi di Polisblog, si appoggiava a un server registrato all'indirizzo della residenza dei Clinton a Chappaqua, New York, con un livello di sicurezza ancora più elevato?

L’appello a fare chiarezza è stato bipartisan, mentre la stampa statunitense ha fatto velocemente montare lo scandalo, ipotizzando chissà quali motivazioni e chiedendosi se l’ex First Lady abbia così voluto nascondere qualcosa allo stesso governo USA.

Hillary Clinton assicura trasparenza

Hillary Clinton Holds Press Conference Over Email Controversy

Dopo giorni di relativo silenzio, in cui Hillary Clinton ha provato a dare prova di buona fede fornendo al Dipartimento di Stato oltre 55 mila pagine di email prese proprio da quell’account, ieri ha tenuto una conferenza stampa in cui ha candidamente ammesso di aver agito ingenuamente, di averlo fatto per comodità, per non dover utilizzare due diversi dispositivi e due diversi account di posta elettronica:

L’ho fatto per comodità, e non ho nascosto nulla. Sarebbe stato più intelligente comportarsi diversamente, ma non ci sono state violazioni della sicurezza nazionale.

I dubbi

Hillary Clinton Holds Press Conference Over Email Controversy

Qualcosa, o meglio più di qualcosa, non quadra. La stampa sottolinea che Hillary Clinton avrebbe eliminato circa 32 mila email dal proprio account, comunicazioni private che nulla avevano a che vedere con l’amministrazione Obama, e avrebbe rifiutato di fornire al Dipartimento di Stato l’accesso ai server in cui quelle email erano conservate, server privati messi in piedi nella residenza dei Clinton.

L’ex First Lady sostiene che il server fu installato per le necessità del marito Bill Clinton, ma il suo ufficio ha precisato al Wall Street Journal che l’ex Presidente degli Stati Uniti ha inviato soltanto due email in tutta la sua vita, entrambe durante il mandato finito nel 2001, otto anni prima che il server privato venisse creato.

E’ stato invece l’ufficio di Hillary Clinton ha spiegare che l’account privato dell’ex Segretario di Stato conteneva 62,320 email, delle quali solo 30,490 mila erano di lavoro. Le restanti 31,830 riguardavano questioni personali e proprio per questo motivo sono state cancellate.

Ho scelto di non conservare le mie email personali - email sull’organizzazione del matrimonio di Chelsea o la pianificazione del funerale di mia madre, messaggi di condoglianze dagli amici e programmi di yoga, vacanze di famiglia e ogni altra cosa che si potrebbe trovare una casella di posta elettronica.

La conferenza stampa di ieri, almeno nelle intenzioni di Clinton, sarebbe dovuta servire a mettere a tacere quello che prende sempre più la forma di un grosso scandalo, ma ad oggi il caso non sembra nemmeno lontanamente vicino dallo sgonfiarsi.

Trey Gowdy chiede la consegna dei server

Select Cmte On Benghazi Holds Press Briefing On Hillary Clinton Emails

La commissione speciale che si sta occupando dell’attacco all’ambasciata USA a in Libia nel 2011, quello in cui perse la vita l'ambasciatore Chris Stevens, aveva già chiesto e ottenuto la corrispondenza di Clinton relativamente a quella tragedia a fine 2014, ma il sospetto che qualcosa fosse stato tralasciato si è fatto strada e allo stato attuale solo la consegna dei server sembra in grado di mettere a freno questo scandalo.

A confermarlo è stato proprio il repubblicano Trey Gowdy, a capo della Commissione speciale, secondo il quale le spiegazioni di Clinton non avrebbero fatto altro che far nascere nuovi dubbi:

Ecco perchè non vedo altra possibilità se non la consegna dei server a un arbitro imparziale in grado di determinare quali documenti siano da considerare pubblici e quali privati. E’ stato il Segretario Clinton a creare questa situazione spiacevole, ma da sola ora non potrà determinarne l’esito.

Ora questo scandalo rischia di minare seriamente la candidatura di Hillary Clinton alla prossime Presidenziali, candidatura che promette seriamente di portare l’ex First Lady alla Casa Bianca, col 44% dei cittadini americani - e ben l’86% degli elettori democratici - si è detto pronto a sostenerla.

Quello che dice Hillary Clinton, in sostanza, è che lei non ha infranto alcuna legge ed ha agito in buona fede. Non ha nascosto alcun documento di pubblico interesse, ma si è limitata a tenere fuori dal caso le comunicazioni personali. E i cittadini americani, parola di Clinton, dovrebbero fidarsi del suo giudizio.

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