Unindexed: questo sito si autodistruggerà se indicizzato da Google

Unindexed è stato un progetto artistico piuttosto particolare: un sito che si è autodistrutto nel momento stesso in cui è stato indicizzato da Google. Potete fare lo stesso se volete: il codice è disponibile online.

unindexed

Unindexed, in realtà, non esiste già più, almeno non nella sua forma originaria. Il sito n°1 con questo nome è stato auto-cancellato nel momento in cui si è verificata la situazione che ne avrebbe decretato la “morte”, ovverosia l’indicizzazione su Google, motore di ricerca pervasivo e tirannico che decreta quali siti sono in cima alla lista delle proprie ricerche e quali invece in fondo - ma nella lista o “nascosti” nelle pagine successive, i siti e le relative pagine sono spietatamente elencati, e conservati “per sempre”. Beh, per una data definizione di “per sempre”.

Unindexed rappresentava una sorta di sfida a questa cultura dell’archivio permanente e fuori dal nostro controllo, la cui accessibilità è decisa altrove. L’autore, Matthew Rothenberg, è un artista digitale che ha allestito il sito con questa incerta data di scadenza: non faceva nulla per prevenire l’indicizzazione, ma non salvava da nessuna parte un backup e impediva con il meta tag NOARCHIVE a Google di preservarlo nella cache.

Il problema dell’indicizzazione è facilmente risolvibile con un altro ordine, cioè un file robots.txt che inducono Google a tralasciare una determinata pagina dalla sua indicizzazione (non tanto per ragioni di privacy, di solito, quanto per questioni di “ordine”, eliminando pagine inutili come elenchi o backup). Ma ovviamente non era quello l’obiettivo di Rothemberg. L’artista, infatti, voleva illustrare il peculiare rapporto tra evanescenza dei dati, desiderio di condividerlo con tutti e timore che essi possano essere usati contro di te.

Assieme al manifesto artistico, pubblicato su Unindexed, sono stati spietatamente bruciati tutti i commenti dei visitatori, che sono stati avvisati dell’esistenza del sito solo via mail o per comunicazione diretta da altri “viaggiatori”.

Si tratta insomma di un esperimento fine a se stesso, ma interessante. E se volete ripercorrerne i passi, potete: tutto il codice è disponibile su Github (dove verrà conservato senza autodistruggersi a breve!)

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