La temutissima legge delle tre disconnessioni sarebbe quasi pronta per la sua entrata in vigore. L’alta autorità amministrativa francese, sarebbe infatti in procinto di intervenire inviando la prima mail di avviso al pirata di turno. A rivelarlo il ministro della cultura Frederic Mitterrand, il quale ha promesso la piena attività della legge dall’inizio di settembre. Cosa succederà in pratica? Qui alcuni accenni a questa legge - il cui focus si può esprimere con una frase del tipo: “ti ho beccato, non rifarlo altrimenti ti blocco!”. Il provvedimento in questione è stato fortemente voluto e sostenuto dal Presidente Sarkozy, il quale aveva espresso il suo pensiero durante un discorso pubblico.
Già alla fine di luglio i detentori di diritti su musica e cinema hanno inviato un primo blocco di indirizzi ip all’autorità creata ad hoc dal legislatore francese (la c.d. Hadopi), la quale dice di averli utilizzati a scopo di test. In verità molti isp affermano di non aver ancora ricevuto alcuna richiesta di matching.
La questione è duplice, ed è oramai purtroppo puramente economica:
- Chi pagherà l’individuazione degli indirizzi ip pirata (o meglio le risorse utilizzate a tal fine)? Il ministero della cultura francese si è finora rifiutato di dire se rimborserà tali costi o meno. Gli isp ovviamente non li vogliono sostenere, e neppure i titolari dei diritti d’autore (la pura e semplice logica, ci suggerisce che tali costi dovrebbero essere a carico di questi ultimi, i quali potrebbe tranquillamente pagarli con i milioni di euro che, annualmente la siae francese incassa ma non redistribuisce per ragioni diverse e a volte sconosciute.
- Il problema però non si esaurisce qui, poichè non è dato ancora sapere quanto realmente costi questa identificazione? In una prima fase l’individuazione degli ip pirati sarà effettuata manualmente, con un costo di 8,5 euro ad identificazione – successivamente il processo sarà automatizzato ed il costo ‘dovrebbe’ diminuire notevolmente.
La strada per l’attuazione effettiva della legge Hadopi pare quindi essere tutta in salita – questo anche grazie a dei vizi di forma dei decreti attuativi, che vanno a disciplinare come la nuova autorità transalpina dovrà procedere alla disconnessione degli utenti individuati come pirati recidici - e soprattutto su chi debbano gravare tali costi (qui gli ultimi ricorsi degli isp al Consiglio di Stato francese).
Non sarà certamente questo a far affondare la legge, speriamo solo che nel frattempo qualcosa cambi – perché certamente si deve disciplinare il fenomeno della pirateria in rete – ma questo ‘metodo alla francese’ (perché poi devono sempre ergersi a ispiratori di principi???) non garantisce assolutamente una possibile riduzione (qui qualche dato) e va a colpire la privacy degli utenti, anche di quelli che in rete si comportano bene.
Vi state chiedendo il perché? Semplice, per trovare il cattivo devo guardare anche cosa fa il buono.
PCissimo
18 ago 2010 - 16:10 - #1Io non ho ancora capito come indendono fermare la pirateria. Se qualcuno me lo spiega, mi fa un favore…
Una volta che bloccano eMule e uTorrent (ammesso che riescono ad invdividuarli), rimando i tanti servizi di hosting che tutti conoscono (Rapidshare, Hotfile, Megaupload, ecc.) che sono impossibili da intercettare. E dicasi lo stesso per i servizi di streaming (Megavideo in prima linea)…
Fabiooo
18 ago 2010 - 21:26 - #2Certo che 8,5 euro per una select su un DB è un affare… per l’ISP.
Resta il fatto che la legge è dello Stato, e lo Stato DEVE pagare.
roy7
19 ago 2010 - 01:49 - #3Libera internet in libero stato!
Lybra
19 ago 2010 - 10:00 - #4@1: sono d’accordo con te infatti non tanto tempo fa anche un boss della RIAA aveva ammesso che il problema non è più tanto il p2p piuttosto lo streaming, ma nessuno ha voglia di andare a dare battaglia a MegaUpload, società di HongKong….e qui mi paredi aver detto tutto
PCissimo
19 ago 2010 - 17:04 - #5@ Lybra: Allora lasciassero perdere tutto. E’ un guerra persa che non vinceranno mai. Sono soldi buttati. I proverbi antichi non si sbagliano: “Fatta la legge, trovato l’inganno”.