Banda larga in Italia: piano da 6 miliardi di euro, ma il rame (per ora) resta

L'obbligo di dismettere la vecchia linea in rame entro il 2020 è stato rimosso dal piano.

Matteo Renzi Government To Face Confidence Vote At The Italian Senate

Il piano per lo sviluppo della banda larga in Italia è stato approvato ieri dal governo italiano: tramite esso, si spera che le condizioni della connettività a Internet nella nostra nazione possano uniformarsi a quelle di altri membri dell'Unione Europea, anche se rispetto alla versione originale ci sono state alcune modifiche.

La più importante di queste ultime è sicuramente quella che ha visto la rimozione dell'obbligo di dismettere le linee in rame presenti in Italia: nel disegno originale c'era infatti l'obbligo per Telecom di passare completamente alla fibra ottica entro il 2020, andando così a sostituire un totale di 35 milioni di chilometri in cavi che avrebbe richiesto un investimento in grado di creare problemi al principale gestore italiano.

Il ministro per lo Sviluppo economico, Federica Guidi, ha spiegato così la decisione:

"Lasciamo al mercato la scelta tecnologica. Gli operatori decideranno con un meccanismo virtuoso come fare il loro piano di infrastrutturazione."

La versione del piano approvata ieri prevede dunque l'investimento di 6 miliardi di euro nell'operazione di adeguamento delle reti, che il governo spera di innalzare con somme provenienti dal settore privato degli operatori di telefonia.

Secondo le stime più rosee, una volta attuato il tutto, una linea a 100 megabit dovrebbe raggiungere circa l'85% delle case, con il restante 15% coperto invece da una 30 mega che per molti è attualmente un miraggio.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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